Le lacrime di Cecilia Zandalasini significano molto. Così come lo sguardo tenuto a lungo nel vuoto di Marco Crespi in panchina dopo la sirena finale. Perché la sconfitta contro la Russia che ha interrotto il cammino dell'Italia al barrage per i quarti di finale lascia in bocca quel gusto aspro che peggiora, se possibile, la beffa di due anni fa contro la Lettonia.
Le azzurre ci hanno fatto emozionare a tratti, dalla rimonta all'esordio con la Turchia fino alla cavalcata trionfale con la Slovenia, ma, contemporaneamente, hanno lasciato l'impressione di un qualcosa di incompiuto. Perché quel +8 toccato all'inizio del terzo quarto contro la Russia, con l'inerzia del momento completamente in mano, poteva essere gestito meglio e trasformato in qualcosa di prezioso. Anche con uno sguardo alle prossime Olimpiadi.

I punti di forza: difesa e intensità

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Senza sconfinare in cliché, non si può dire che non ci abbiamo messo cuore. Anzi, l'intensità è stata il pilastro portante di questo gruppo e fondamenta di ciò che verrà costruito in futuro. L'Italia è stata la miglior difesa nella fase a gironi, con soli 56.7 punti subiti in media a partita, poi leggermente ritoccati dai 63 incassati nella sconfitta con la Russia, numero comunque accettabilissimo. Ed è stata proprio la difesa, unita alla quadratura generale della squadra, il mezzo principale per costruire break. Anche se con qualche deficit di stazza e centimetri in area, segnare contro l'Italia, specialmente nei quintetti guidati da un mastino come Martina Crippa, è sempre stato un affare molto complicato.

Cecilia Zandalasini (9) of Italy in action against Nika Baric (9) of Slovenia during FIBA Women's EuroBasket 2019 Group C basketball match between Italy and Slovenia at Cair Sports Center in Nis, Serbia on June 30, 2019.

Credit Foto Getty Images

Le debolezze: pochi punti nelle mani e mancanza di un vero leader

Dall'altra parte del campo, invece, l'impressione generale è che sia mancato qualcosa, un vero leader offensivo capace di prendere in mano la situazione nei momenti decisivi. Lo è stata Giorgia Sottana nella prima partita contro la Turchia, smossa anche da una pura reazione emotiva per l'infortunio di Francesca Dotto, uno squillo che però non ha più avuto eco. Nemmeno, suo malgrado, da Cecilia Zandalasini. E le sconfitte contro Ungheria (evitabile) e Russia sono lì a dimostrarlo.
  • Le statistiche delle punte offensive dell'Italia
GiocatricePunti%da 2%da 3% totale
Cecilia Zandalasini13.847.2%16.7%37.0%
Giorgia Sottana9.833.3%33.3%33.3%
Francesca Dotto7.527.6%25.0%26.8%
Nicole Romeo4.530.8%22.2%27.3%
Elisa Penna3.844.4%14.3%26.1%
A fronte di una difesa eccellente, l'Italia è stata uno dei peggiori attacchi del torneo: penultima per produzione offensiva (59.3 punti di media a gara), penultima per percentuale dal campo (34.7%), penultima per assist (12.5) ma la migliore per palle perse, soltanto 8.8 a partita, un dato che ha permesso alle azzurre di tamponare le difficoltà nel trovare il fondo della retina. Il tiro da tre punti, arma sovra-utilizzata per la mancanza di un vero centro di peso su cui appoggiare il gioco e, più in generale, sbocco naturale per un gioco impostato (forse fin troppo) su passaggi perimetrali, non ha funzionato e nemmeno aiutato: l'Italia è terza per numero di triple tentate a partita (23.5) ma soltanto quintultima per percentuale di realizzazione (25.5%).
È mancata Cecilia Zandalasini, sì unica azzurra in doppia cifra di media (13.8 punti gonfiati dai 24 realizzati nell'ultima partita con la Russia), ma con il 37% al tiro e il 16.7% dall'arco: forse fin troppo responsabilizzata, ha finito spesso col congelare il pallone in mano e perdersi in forzature dalla media distanza. E dalla panchina, eccezion fatta per qualche squillo estemporaneo di Nicole Romeo, è arrivato troppo poco.

Cecilia Zandalasini (9) of Italy in action during FIBA Women's EuroBasket 2019 Group C basketball match between Turkey and Italy at Cair Sports Center in Nis, Serbia on June 27, 2019.

Credit Foto Getty Images

Un gruppo con grandi potenzialità future

Smaltita la scottatura post-Russia, è giusto anche guardare alle potenzialità di un gruppo pronto per esplodere nei prossimi anni. La base è complessivamente giovane e futuribile: Cecilia Zandalasini (23 anni) ed Elisa Penna (23) possono coesistere in una combo offensiva con tanti punti nelle mani, e la coppia di lunghe formata da Olvis André (20) e Lorela Cubaj (20) è già fisicamente pronta per partite ad alto livello, fornendo alla squadra quell'ossatura fondamentale per poter essere competitiva anche in campo internazionale. Le veterane, da Giorgia Sottana a Martina Crippa, ci sono: aspettiamo con le dita incrociate...
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