Gianmarco Pozzecco esce dal campo in lacrime alla metà del secondo quarto. Sono lacrime amare, di un uomo, prima che un coach, conscio di aver abbandonato la sua squadra nel momento decisivo. Lì, quando l'Italia, dopo essere franata a -11 in un avvio difficilissimo, riemerge fino al -4, riaccendendo nelle menti serbe i fantasmi del preolimpico di Belgrado. Ma il Poz non sa che, in realtà, il momento topico deve ancora arrivare. Anzi. Forse si concretizza con questa forza travolgente proprio grazie alla sua stessa esplusione, capace di toccare le corde più profonde degli animi azzurri.
Gli ultimi quindici minuti di partita seguono uno spartito imprevedibile, impronosticabile e insensato. Eppure sono realtà. L'Italia, scesa in campo con il caschetto da sparring-partner, indossa l'elmo delle grandi battaglie. In difesa aggredisce il pallone, soffocando il genio di Vasilije Micic (16+8 assist) con le gambe razzenti di Alessandro Pajola. E lì, in mezzo a quell'area dove Nikola Jokic spadroneggia a lungo (32+13 rimbalzi, 6 offensivi), alza la muraglia con l'intelligenza impareggiabile di Nik Melli. L'ala dell'Olimpia è l'alfiere che issa la bandiera sulla carcassa di una Serbia crollata improvvisamente in un black-out irreparabile. Puntella il verniciato con grinta gladiatoria, e guida l'attacco con sapienza estrema: 21 punti, 6 rimbalzi, 4 assist, c'è tutto in una meravigliosa partita all-around.

Niccolò Melli schiaccia a canestro, Serbia-Italia, Eurobasket, Imago

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Rivivi il LIVE-Blogging di Italia-Serbia 94-86
11/09/2022 ALLE 15:43
Ma l'uomo del destino è il ragazzo che, più di tutti, Gianmarco Pozzecco ha cresciuto e coccolato nella sua esperienza da head-coach sulla panchina della Dinamo Sassari. Marco Spissu è la miccia che accende la vampata infrenabile. Tre triple consecutive insaccate con personalità debordante permettono agli Azzurri di assaporare il gusto dolce del vantaggio. E quando viene in aiuto di Pajola blindando la difesa perimetrale, l'Italia vive un momento epico a cavallo dei due quarti centrali.
Il parziale è antologico. 25-7 in otto minuti di pallacanestro celestiale su entrambi i lati del campo. Gli Azzurri, in purissima trance agonistica, volano sul velluto e una serenità mentale invidiabile. Achille Polonara, meraviglioso nel sorreggere Melli a centro-area (16+8 rimbalzi), fa esplodere altre due triple per un inimmaginabile +12 (82-70 al 35'). La Serbia è contata in piedi, serve resistere gli ultimi cinque minuti per incorniciare una serata storica.
Il tasso di fisicità e agonismo, già elevatissimo, tocca vette pazzesche. Il cronometro ticchetta con lentezza estrema. Si gioca soltanto in lunetta, ma l'Italia non trema, nemmeno quando due fischi molto veniali tolgono dalla contesa Nik Melli per falli a oltre due minuti dalla sirena. Il linguaggio del corpo dei serbi è eloquente. È quello di una squadra precipitata nello sconforto, triturata dall'esperienza terribile vissuta in casa un anno fa. Micic è nullo. Jokic ha gli occhi tristi e bassi, una smorfia evidente sul volto. Attorno a loro, la Serbia si accorge di non essere squadra. Di essere impalpabile sul perimetro, dove pesa tantissimo il forfait per infortunio di Nemanja Nedovic. Di non essere in grado di far valere fisico ed esperienza, azzerati da uno stato mentale pietoso.
Il marchio di Zorro lo mette Simone Fontecchio, a coronamento dell'ennesima partita da superstar all-around (19+5 rimbalzi). Muro su uno spaesato Jokic, and-one in transizione in faccia a Micic per rilanciare l'Italia sul +11 a poco più di un minuto dalla fine. È la giocata che stende il tappeto rosso verso il traguardo e i quarti di finale contro la Francia vice-campione olimpica. L'appuntamento, per vivere un altro sogno, è fissato per mercoledì 14 settembre alle 17.15.

Italia-Serbia 94-86

  • Italia: Fontecchio 19, Melli 21, Polonara 16, Spissu 22, Tonut 5; Biligha, Datome 6, Mannion 2, Pajola 1, Ricci 2. N.e.: Tessitori, Baldasso. All.: Pozzecco.
  • Serbia: Jokic 32, Kalinic 12, Lucic 8, Marinkovic 8, Micic 16; Davidovac, Guduric 2, Jagodic-Kuridza 6, Jaramaz, Milutinov 2. N.e.: Ristic. All.: Pesic.

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