Dopo l'argento del 2011 e l'oro del 2013, la Francia torna in finale a Eurobasket per la terza volta nelle ultime cinque edizioni. È un bis del traguardo raggiunto lo scorso anno anche alle Olimpiadi di Tokyo, a conferma del periodo storico brillante vissuto dalla nazionale di coach Vincent Collet. In pochi avrebbero scommesso sulla Francia finalista (ed eventualmente campione) dopo aver visto le prime partite della fase a gironi. Eppure i Bleus sono lì, dopo essersi salvati in extremis per due volte consecutive nei playoff, graziati dall'autolesionismo di Turchia e Italia.
La vittoria sulla Polonia rappresenta la miglior partita giocata finora dalla nazionale transalpina, capace di esprimere la versione più convincente di se stessa proprio alla vigilia dell'appuntamento con la medaglia d'oro. Un caso? Probabilmente no. Le grandi squadre sono solite carburare con lentezza, in un processo sicuramente rischioso ma funzionale per raggiungere il top nel momento cruciale. Certo, la stretta di mano con la buona sorte è evidente. Perché questa Polonia, completamente svuotata sul piano fisico e mentale dopo l'impresa di due giorni fa contro la Slovenia di Luka Doncic, non è un avversario credibile.
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La Francia ha il merito di calare le sue carte migliori sin dalla palla a due. Difesa e fisicità toccano livelli stellari. L'attacco è fluido, poliedrico, capace di colpire nel verniciato con i penetratori e la stazza dei lunghi ma di aprire anche il campo con le percentuali dall'arco e i 4 stretch. Guerschon Yabusele, emblema assoluto della versatilità, è un demonio: gioca da MVP purissimo, segnando 22 punti in 23 minuti con 5/6 da due e 4/6 dall'arco. Semi-infallibile.
L'intera Francia produce. Thomas Heurtel (7+6 assist) è ormai una sicurezza solidissima in regia. Evan Fournier (10) pennella nel momento del bisogno. Terry Tarpey (8) si infila con costrutto nelle pieghe oscure della partita. Vincent Poirier (8) dà peso ed efficacia al front-court anche nell'assetto con il doppio lungo pesante che lo affianca a Gobert. Andrew Albicy non sporca il box-score (3+4 assist) ma scatena una difesa rognosissima sui portatori di palla.
La Polonia affoga presto in una tempesta di difficoltà offensive, schiacciata dall'organizzazione e dalla fisicità avversarie. Parte con un tristissimo 2/16 al tiro, e arriva a 7/31 all'intervallo lungo, con il tabellone inchiodato a soli 18 punti contro i 34 avversari. La Francia cancella Mateusz Ponitka (7 punti, 3/10 al tiro) e AJ Slaughter (9, 3/9). Senza le sue due stelle di riferimento, la Polonia non ha altre armi per competere. E la partita, già ben indirizzata a metà gara, si trasforma rapidamente in un garbage-time infinito in cui i Bleus navigano a lungo ben oltre i 30 punti di margine.

Francia-Polonia 95-54

  • Polonia: Balcerowski 5, Cel 3, Ponitka 7, Slaughter 9, Sokolowski 2; Dziewa 5, Garbacz 5, Kolenda, Michalak 9, Olejniczak 2, Schenk 2, Zyskowski 5. All.: Milicic.
  • Francia: Albicy 3, Fournier 10, Gobert 6, Tarpey 8, Yabusele 22; Fall 6, Heurtel 7, Luwawu-Cabarrot 4, Maledon 3, M'Bayer 8, Okobo 10, Poirier 8. All.: Collet.

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