Quattro ori negli ultimi 13 anni. Quattro ori nelle ultime 6 edizioni di Eurobasket. Quattro ori con coach Sergio Scariolo sulla panchina. La Spagna rivoluzionata, partita a fari spenti in questo torneo, torna a occupare il suo habitat naturale del basket contemporaneo: il tetto del continente europeo. Lo fa con un altro capolavoro tattico dell'allenatore della Virtus Bologna, capace di smontare la macchina di Vincent Collet pezzo dopo pezzo, con un'alternanza di sistemi difensivi espressi in modo perfetto. Uomo, zona 3-2, box-and-one, triangolo-e-due. Scariolo cura ogni dettaglio nei minimi particolari. Prepara le partite in maniera maniacale. Ma, allo stesso modo, la capacità dei suoi giocatori di assorbire concetti e regole difensive è superlativa.
La Francia, costretta ancora all'argento dopo quello olimpico di Tokyo, guarda il suo box-score con occhi increduli. Tira con il 76% da due (19/25!) e il 39% dall'arco. Ma ammassa 19 pesantissime palle perse. Gettate al vento a ripetizione in quei momenti di black-out totale di fronte ai repentini cambi d'aspetto della difesa spagnola. La Roja sgretola tutti i punti di forza avversari. Cintura Rudy Gobert (solo 6 punti con 2/2 al tiro) con il peso dei suoi big-man. E gioca ripetutamente faccia-a-faccia su Thomas Heurtel (16+7 assist) ed Evan Fournier (23). Produttivi sì, ma mai realmente decisivi. Anzi. Sempre scomparsi di fronte alle difese miste trascinate dall'agonismo di Alberto Diaz, man of the match per efficacia e lavoro oscuro dopo lo straordinario lavoro su Dennis Schröder in semifinale.

La Spagna festeggia la medaglia d'oro a Eurobasket 2022

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Basket
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Un tempo, neanche troppo lontano, era la Spagna di Pau e Marc Gasol. Oggi è la Roja di Willy e Juancho Hernangomez. I due fratelli, massima espressione della nuova generazione, stra-vincono lo scontro diretto con i pesi massimi avversari. Il vantaggio francese nel front-court si limita alla sola carta. Il campo dà risposte ben differenti. Willy (14+8 rimbalzi) martella il canestro in un primo periodo strepitoso, flettendo i muscoli di fronte a Gobert. E Juancho esplode dal nulla con una prestazione balistica da All-Star Game: 27 punti, 7/9 dall'arco, 6/7 nel solo secondo quarto, dove la Spagna vola sul +21, cuscinetto fondamentale per assorbire la sfuriata costruita dai Bleus a cavallo dei due periodi centrali.
Lorenzo Brown legge la partita con la saggezza di un veterano, giocando da vero regista. Ossia quello che mancava a questa squadra dopo il ritiro di Sergio Rodriguez e l'infortunio di Sergio Llull. Chiude in doppia-doppia (14 punti, 11 assist), decisivo per l'ennesima volta nei playoff dopo essere già stato MVP contro Lituania e Germania. Usman Garuba sostiene gli Hernangomez con una serie di giocate difensive leggendarie nella ripresa. Ma ogni grande favola vuole i suoi unsung heroes, gli eroi sconosciuti. Jaime Fernandez gioca con l'argento vivo addosso (13 punti, 4 recuperi). E il già citato Alberto Diaz, dopo aver tartassato Heurtel e Fournier, infila, una dopo l'altra, le due triple decisive che riaprono la forbice sul +15 nel finale.
La Spagna va a medaglia agli Europei per la settima volta consecutiva, e per la decima nelle ultime undici edizioni. È protagonista quasi immancabile dal 1999. Cinque di queste medaglie portano la firma di Sergio Scariolo (i quattro ori e il bronzo del 2017). Così come l'oro mondiale del 2019 e il bis olimpico con l'argento del 2012 e il bronzo del 2016. Sono otto medaglie complessive conquistate dal coach bresciano in 13 anni. Certo, in questo periodo la quantità generale di talento della Spagna è sempre stata quasi sconfinata. Ma il talento, da solo, non ha mai vinto nulla.

Spagna-Francia 88-76

  • Spagna: Brown 14, J. Fernandez 13, W. Hernangomez 14, Lopez-Arostegui, Pradilla; Brizuela 3, Diaz 8, R. Fernandez 7, Garuba 2, J. Hernangomez 27, Parra, Saiz. All.: Scariolo.
  • Francia: Albicy 1, Fournier 23, Gobert 6, Tarpey 4, Yabusele 13; Fall, Heurtel 16, Luwawu-Cabarrot, Okobo 9, Poirier 4. N.e.: M'Baye, Maledon. All.: Collet.

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