Dai fratelli Gasol ai fratelli Hernangomez il passo non è proprio brevissimo, anzi. Due autentiche leggende Pau e Marc, capaci di segnare un ventennio di basket per la Spagna, due giocatori "normali" Willy e Juancho, elementi quasi marginali in NBA ma in grado di trascinare al titolo europeo la squadra di Sergio Scariolo, un oro che nessuno si sarebbe immaginato alla vigilia. Le "Furie Rosse" sono anche Lorenzo Brown, Rudy Fernandez, Usman Garuba e Alberto Diaz, tra gli altri, ma in copertina ci vanno loro, i figli di Guillermo Hernangómez Heredero e Margarita Geuer, che con la Spagna ha partecipato alle Olimpiadi del 1992 e vinto l'oro agli Europei del 1993 a Roma.
Il basket è roba di famiglia insomma, pane e pallacanestro in casa Hernangomez, e questo Europeo chiuso a Berlino potrebbe essere un bel trampolino di lancio per entrambi i ragazzi, visto che Willy è stato premiato un po' a sorpresa dalla leggenda Dirk Nowitzki come Miglior Giocatore del torneo, e Juancho è stato Mvp della finale con la Francia, marchiata a fuoco con 27 punti e un irreale 7 su 9 da tre.
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A dire il vero non sono proprio degli sconosciuti, soprattutto Juancho, salito agli onori delle cronache extra-cestistiche per il ruolo di co-protagonista nel film "Hustle" di Netflix, una pellicola prodotta dalla Spring Hill di LeBron James e con il ruolo primario di Adam Sandler. Quest'ultimo è Stanley Sugarman, scout per i Philadelphia 76ers che scopre in un playground spagnolo Bo Cruz (Juancho), lo porta negli Stati Uniti e lo trasforma in un giocatore NBA con allenamenti in stile Rocky, all'interno di una storia piuttosto romanzata tra successi e fallimenti. Quello che ci interessa è che ormai per tutti o quasi, non si parla più di Juancho Hernangomez ma di Bo Cruz, sui social e sul web i meme si sprecano, i fotomontaggi anche, senza dimenticare che pure Scariolo ha fatto una comparsata nel già citato film.

Più Bo Cruz che non Juancho a Berlino

"Bo Cruz! Ce l'hai fatta. Ti amo Juancho. E Willie! Congratulazioni a tutta la squadra spagnola". Questo il messaggio sui social di Adam Sandler, protagonista e produttore del film "Hustle", la star hollywoodiana che ha scelto Juancho per il ruolo del talento da scoprire e lanciare nella pellicola distribuita da Netflix. Un'impennata di popolarità per Juancho Hernangomez che ha saputo prendersi il palcoscenico a Eurobasket proprio nella partita decisiva, la finale con la Francia.
Il più giovane degli Hernangomez chiude con 13 punti di media in 23' di utilizzo con 5 rimbalzi, il 76% da due e il 39% da tre (19 su 49, era 12 su 40 prima della finale, ndr): numeri "normali" per un giocatore che poi è salito di colpi nella fase conclusiva a Berlino (sempre in doppia cifra), ed è esploso in finale. Devastante contro la Francia con 27 punti, 2 su 2 da due e 7 su 9 dall'arco, con 5 rimbalzi e 30 di efficienza, un assoluto "game changer" in grado di accendersi e incendiare il match, soprattutto nel primo tempo, chiuso con 18 e 6 bombe.
E' sembrato davvero il Bo Cruz del film, anche se il fratello Willy in conferenza stampa ha detto: "Sono orgoglioso di come mio fratello sia cresciuto durante il torneo, abbiamo sempre creduto in lui, oggi avevamo bisogno che salisse di livello e lui è stato bravo ad attendere il suo momento. Era Juancho, non era Bo Cruz stasera".

In NBA poco più di un comprimario

Protagonista a Eurobasket 2022 e al cinema con "Hustle", decisamente meno in NBA. In sei stagioni tra i professionisti non ha lasciato un gran segno, ha cambiato cinque squadre e nel 2022-23 vestirà la maglia dei Toronto Raptors, la sua sesta in carriera (gli stessi Raptors per cui Scariolo è stato assistente allenatore, ndr).
Tre anni e mezzo coi Denver Nuggets che lo scelsero con la numero 15 assoluta del Draft 2016, poi il 5 febbraio 2020 la cessione ai Minnesota Timberwolves. Nell'estate 2021 viene spedito ai Memphis Grizzlies che lo girano praticamente subito ai Boston Celtics: in Massachussets è una comparsa, a gennaio 2022 finisce ai San Antonio Spurs, gioca 5 gare in Texas e poi altro scambio, agli Utah Jazz, fino al termine della stagione, e del contratto. La sua miglior annata è il 2018-19 coi Nuggets, con 70 gare giocate, 25 in quintetto, e quasi 6 punti e 4 rimbalzi di media; bene anche sul finire del 2019-20 dove coi Timberwolves viaggia a 13 punti e 7 rimbalzi di media in 14 gare.
Insomma, una carriera NBA "marginale", quasi sorprendente in negativo per un ragazzo con talento e dal grande potenziale atletico e fisico. Chissà che la 2022-23 a Toronto non possa essere la stagione del suo rilancio, forte di un grande Eurobasket e del successo al cinema con "Hustle": soprattutto, l'augurio è che si torni a parlare di Juancho Hernangomez e non più solo di Bo Cruz.

La finale di Bo Cruz... di Juancho Hernangomez

Il trailer di "Hustle"

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