Benetton fine di un'era

La famiglia lascia la sponsorizzazione della squadra veneta di basket dopo 30 anni. L'ultima partita a Cremona e il racconto di una squadra che ha fatto la storia (foto: AP/LaPresse)

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Finisce un'era nella pallacanestro italiana. La famiglia Benetton, dopo quasi 30 anni di partnership, lascia la società di basket trevigiana. Oggi a Cremona, nell'ultima partita di regular season, si chiude così l'ultimo capitolo di una delle squadre più vincenti della storia del basket italiano. Un commovente saluto al Palaverde, palazzetto che ospita le gare casalinghe a Treviso, era arrivato in settimana nella gara persa con l'Olimpia Milano. Ora per i tifosi della “B verde” non sarà facile abituarsi ad un futuro senza Benetton.
ADDIO ANCHE AL VOLLEY, MA NON AL RUGBY - A partire dal primo di luglio 2012 l'azienda veneta non sarà più proprietaria né sponsor di basket e volley Treviso (ex Sisley ndr), come annunciato da Gilberto Benetton in una conferenza stampa nella città trevigiana a febbraio. Resteranno invece gli impegni nel rugby e in basket e volley giovanili. "E' una scelta meditata e sofferta - aveva spiegato il patron Gilberto Benetton - ma continueremo l'impegno sociale con i giovani”. Restano tanti punti di domanda sulla scelta del luogo dove la squadra di basket giocherà le proprie partite interne nella prossima stagione. Se il volley ha già trovato sistemazione a Belluno, infatti, l'addio al Palaverde (il palazzetto dello sport di proprietà dei Benetton fondato nel 1983) potrebbe costare molte proteste da parte dei sostenitori biancoverdi, sempre abituati ai grandi palcoscenici nazionali e internazionali.
GIOCATORI, LEGGENDE, VITTORIE - Negli ultimi cinque anni la Benetton Treviso ha progressivamente ridimensionato i suoi obiettivi sportivi. Tolta la final four di Eurocup del 2011, infatti, non sono arrivati risultati esaltanti, probabilmente anche per il minor investimento economico della famiglia Benetton. Ma, dal 1981/82, anno di prima sponsorizzazione alla squadra di pallacanestro trevigiana, i successi sono stati molteplici, soprattutto tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio, periodo nel quale la Benetton ha dominato in Italia (5 Scudetti, 8 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane) e dimostrato il suo valore anche in Europa, vincendo due Coppa Saporta e raggiungendo 4 volte le final four di Eurolega. Senza dimenticare che per Treviso sono nate e cresciute stelle internazionali come Toni Kukoc, Tyus Edney, Vinnie Del Negro, campioni italiani come Ricky Pittis, Davide Bonora, Dennis Marconato, Massimo Bulleri, Matteo Soragna, Andrea Bargnani, e allenatori di assoluto livello come Zelimir Obradovic, Mike D'Antoni ed Ettore Messina.
I MOTIVI DEL CAMBIAMENTO - I motivi della fine di questo ciclo vincente e dell'addio definitivo dei Benetton sono soprattutto di livello economico. Per dirla in parole chiare, il gioco è ormai diventato troppo costoso. Le nuove leve della famiglia, inoltre, non spingono per lo sport, e non hanno intenzione di fare investimenti a lungo termine. Se negli anni ottanta l'ingresso del gruppo nello sport aveva avuto soprattutto una valenza sociale, per dare lustro alla città di Treviso e coinvolgere il territorio in qualcosa di importante, ora la passione di un tempo sembra essere vistosamente calata. Ne soffriranno tutti della chiusura di questa era. Non solo i tifosi bianconeri, ma anche gli appassionati di pallacanestro. La grande "B" verde era diventata un simbolo di questo sport e alla sua assenza non sarà facile abituarsi.
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