Va in archivio anche la seconda fase: Stati Uniti, Australia, Argentina, Francia, Spagna, Serbia, Polonia e Repubblica Ceca sono le migliori otto della FIBA World Cup 2019 in Cina. Se polacchi e cechi sono autentiche sorprese, le altre sono grandi conferme: spicca ovviamente l'eliminazione della Grecia, alla vigilia del torneo considerata tra le candidate al podio, non foss'altro per la presenza di Giannis Antetokounmpo. Il successo nell'ultima giornata sulla Repubblica Ceca non è bastato e così sono Satoransky e soci a passare, grazie anche alla convincente vittoria di Team USA sul Brasile. La partita più bella di giornata è stata senza dubbio quella tra Australia e Francia per i primo posto del gruppo L, e per evitare il lato di tabellone con Serbia e Stati Uniti: 100-98 per i Boomers (imbattuti al pari di USA, Spagna e Argentina) grazie ad un superlativo Patty Mills, autore di 30 punti e della rubata a De Colo sull'ultimo possesso francese, quello del possibile controsorpasso.

I quarti di finale

Mondiali
FIBA World Cup 2019: gironi, calendario, risultati e formula dei Mondiali di basket in Cina
15/09/2019 A 14:00

Martedì 10 settembre

  • Ore 13 Argentina-Serbia (Dongguan)
  • Ore 15 Spagna-Polonia (Shanghai)

Mercoledì 11 settembre

  • Ore 13 Stati Uniti-Francia (Dongguan)
  • Ore 15 Australia-Repubblica Ceca (Shanghai)

Team USA vince e convince: ora però si fa dura, Francia e Serbia all'orizzonte

Prosegue la crescita degli Stati Uniti che, dopo una prima fase balbettante, vincono 89-73 contro il Brasile e confermano i buoni segnali visti con la Grecia. La difesa si conferma una sicurezza, soprattutto nella ripresa (46-34 dopo l'intervallo), ma stavolta anche l'attacco è andato meglio: sugli scudi Jaylen Brown, 11 punti, e bravo ad affiancare i pilastri Kemba Walker e Myles Turner, 16 a testa, i veri indispensabili per coach Popovich. Il Brasile ha tenuto un tempo (43-39 al 20') ma alla lunga il talento, la fisicità e l'atletismo di Team USA è venuto fuori, la forbice si è allargata e così gli americani hanno staccato il pass per i quarti di finale, più quello per i giochi olimpici di Tokyo 2020 dove difenderanno il primato che detengono da Pechino 2008.

Gli Stati Uniti hanno saputo limitare le palle perse (10), hanno avuto 21 assist su 32 canestri e hanno attaccato con più decisione l'area e il canestro (44 tiri da due col 64%, 25 da tre, 42 punti in area). Ora però il livello si alzerà notevolmente: ai quarti c'è la Francia, poi una tra Serbia e Argentina, e nell'eventuale finale sulla carta Spagna o Australia. I Bleus sono formazione lunga, fisica ed esperta, hanno una torre dietro come Rudy Gobert e il talento offensivo di De Colo e Fournier (17 e 21 punti di media), però il dubbio è proprio sulla tenuta difensiva dei due principali attaccanti. Quella potrebbe essere la chiave per Team USA avendo due esterni esplosivi come Walker e Mitchell. Di certo sarà una grande sfida: il Mondiale vero inizia adesso.

Grecia eliminata, delusione enorme per Giannis

Sembrava la più seria candidata, insieme alla Serbia, a contendere l'oro agli Stati Uniti e invece la Grecia si ferma alla seconda fase del Mondiale. Una delusione enorme per la formazione ellenica e per Giannis Antetokounmpo, l'MVP NBA che era atteso ad una FIBA World Cup da protagonista e che invece non è riuscito ad essere leader e trascinatore della squadra del ct Thanasis Skourtopoulos. La vittoria sulla Repubblica Ceca non basta e diventa l'ultimo atto di un torneo quasi anonimo per la Grecia, passata da "contender" a grande incompiuta.

Serviva un successo di almeno 13 punti coi cechi, ad un certo punto il vantaggio era stato raggiunto (65-53 a 6' dalla fine) ma poi Giannis ha commesso il quinto fallo e da lì in poi la Grecia non è più riuscita a segnare, vanificando in sostanza la vittoria per 84-77. Nel post partita il ct Skourtopoulos si è lamentato dell'arbitraggio e dei falli fischiati alla stella dei Milwaukee Bucks, un problema quello dell'arbitraggio che però ha coinvolto tante nazionali. La questione vera è che la Grecia si è presentata in Cina come una corazzata, con una preparazione perfetta (solo una sconfitta nelle amichevoli, in overtime con la Serbia all'Acropolis, ndr) e il successo all'esordio col Montenegro per 85-60 pareva fosse una conferma dello status degli ellenici; da lì però è arrivata la sconfitta col Brasile, determinante, poi il balbettante successo sulla Nuova Zelanda per andare alla seconda fase e di conseguenza il ko con gli Stati Uniti, prevedibile ma non in quel modo così arrendevole.

E Giannis? L'MVP NBA in carica chiude il suo Mondiale con 15 punti e 9 rimbalzi di media (24+11 con la Nuova Zelanda, sua miglior gara) e il 60% al tiro da due (moltissime schiacciate) però pesano il 22% da tre e il 70% ai liberi (4 su 8 contro i cechi), fattori che lo hanno limitato anche nella scorsa finale di Conference persa dai suoi Bucks contro i Toronto Raptors. A livello FIBA le sue difficoltà al tiro sono state accentuate, soprattutto contro squadre che lo hanno contenuto bene riempiendo l'aria e intasando gli spazi (cosa che in NBA non si può fare per regolamento), impedendogli di fatto di arrivare al ferro con regolarità; a sua discolpa va detto che lo staff tecnico della Grecia non ha costruito un sistema per valorizzarlo e che nemmeno i compagni siano riusciti a coinvolgerlo nel modo giusto. Paradossalmente il miglior giocatore del mondo (o uno dei migliori) è apparso quasi un corpo estraneo, una "zavorra", per Calathes, Sloukas e gli altri.

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