Duecento milioni di dollari in 13 anni per un paio di scarpe. Certo, dietro le quinte c’è molto di più, ma, in sostanza, è questo quello che vedranno i tifosi e gli appassionati NBA sul campo durante le partite: un paio di scarpe con le tre strisce anziché col baffo. Sembra poco, ma, in realtà, fa una gran differenza.
La perenne battaglia tra Adidas e Nike si sta spostando su orizzonti nuovi: dopo aver scelto di non rinnovare il contratto come fornitore ufficiale delle divise NBA al termine della stagione 2015-16 lasciando spazio all’ingresso in campo della Nike (accordo da un miliardo di dollari), la casa tedesca ha spostato il mirino sui singoli giocatori. L’anno scorso si è assicurata le forniture per la prima scelta del draft, Andrew Wiggins, e ora punta a soffiare James Harden all'azienda del baffo.
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Adidas ha proposto alla stella degli Houston Rockets un contratto da 200 milioni per i prossimi 13 anni, e Nike, il cui accordo con il Barba è appena spirato, ha ora una settimana di tempo per pareggiare l’offerta. Sul piatto della bilancia c’è molto, anzi, moltissimo: Harden, che nel 2012 ha firmato con gli Houston Rockets un contratto da 80 milioni di dollari fino al 2017-18, potrebbe verosimilmente guadagnare molto di più con il suo sponsor tecnico (considerando anche eventuali bonus) che dalla sua squadra nel resto della carriera.
La scelta di Harden è assolutamente oculata: la stella dei Rockets è reduce da una grande stagione in cui è stato miglior marcatore della NBA e in cui è stato eletto MVP dai suoi colleghi (il premio ufficiale è andato invece a Steph Curry), gioca per una franchigia destinata a essere una contender nella Western Conference per molto tempo, è ancora relativamente giovane, e molto apprezzato dai tifosi per il suo stile, barba in primis. Last but not least, gli Houston Rockets sono una delle franchigie più apprezzate in Cina per via del retaggio di Yao Ming, e la conquista del mercato del Paese della Seta sta diventando sempre più determinante anche per le case di abbigliamento sportivo.
Nonostante abbia sotto contratto Derrick Rose, Damian Lillard, John Wall e Dwight Howard, Adidas non sta vivendo un periodo particolarmente florido sul mercato americano: la casa tedesca è infatti scesa per la prima volta nella storia al terzo posto nella classifica delle vendite, superata dalla Under Armour (Nike è stabilmente in vetta da anni), che sta erodendo sempre più terreno alle rivali. Dopo aver soffiato Stephen Curry alla Nike con grande lungimiranza nel 2013, Under Armour ha poi proposto una maxi-offerta da 285 milioni di dollari per Kevin Durant, cui Nike ha risposto con un nuovo contratto da 300 milioni: insomma, le scarpe e i giocatori vendono e valgono più delle magliette, e, comunque vada, è presumibile che, con il nuovo accordo, James Harden abbia finalmente un paio di scarpe personalizzato. Prepariamoci, dunque, a vedere presto le “Nike Harden” o le “Adidas Harden” sugli scaffali.
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