Chi sarà l'MVP della regular-season?

Questa notte si elegge il miglior giocatore della stagione regolare: i pareri degli esperti di Eurosport

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Ecco le nostre previsioni per la nomina dell'MVP della regular-season: abbiamo espresso la nostra classifica personale e costruito poi la classifica finale attribuendo 5 punti per il primo posto, 4 per il secondo, 3 per il terzo, 2 per il quarto e 1 per il quinto.
STEFANO DOLCI - L’MVP di questa stagione è Steph Curry, il giocatore più spettacolare e il leader emotivo e tecnico della miglior squadra della regular season: i Golden State Warriors. Il play ex Davidson è cresciuto a livelli incredibili in questa stagione, migliorando in tutti gli aspetti del suo gioco. Il suo rilascio è celestiale tanto quanto la capacità di creare la giocata dal nulla per sé o per i compagni quando conta. Kerr lo ha responsabilizzato e lui, galvanizzato anche dall’esperienza con Team USA, ha prodotto una stagione semplicemente sensazionale, non accusando nemmeno (per la fortuna di tutti) troppi problemi alle fragili caviglie che lo avevano condizionato non poco negli anni passati. Alle spalle di Curry piazzo James Harden, l’attaccante più mortifero di questa NBA che ha guidato Houston a oltre 50 vittorie in una stagione particolarmente disgraziata a livello di infortuni (la squadra texana ha dovuto rinunciare per 26 partite a Howard e per lungo tempo anche a Jones, Beverley e Montejunas). Al terzo posto Anthony Davis, l’uomo che praticamente da solo ha trascinato i New Orleans Pelicans a una qualificazione ai playoff nella Western Conference che pochi potevano pronosticare a inizio stagione. Quarto posto per LeBron James, che dopo un inizio così, così nella seconda parte di stagione ha guidato i Cavs al secondo record ad Est giocando la solita pallacanestro da all-around. Quinto posto per Russell Westbrook, sempre nell’occhio del ciclone per le sue scelte di tiro spesso discutibili ma certamente l’unica ragione per cui OKC è rimasta fino all’ultima partita in corsa per i playoff nonostante la pesantissima assenza di Durant.
Classifica: 1. Stephen Curry; 2. James Harden; 3. Anthony Davis; 4. LeBron James; 5. Russell Westbrook.
DANIELE FANTINI - Stephen Curry. E' il suo anno, il culmine del suo percorso di crescita/maturazione cominciato in maniera seria e decisa nella post-season di due anni fa. In questo momento non è soltanto il leader tecnico-tattico della squadra che ha dominato una delle Western Conference più dure e competitive di sempre, ma anche il giocatore che ha fatto più emozionare e innamorare i tifosi e gli appassionati di tutto il mondo per la semplicità e la squisitezza con cui comanda le partite all'interno di un fisico obiettivamente normale. E il fatto che spesso i palazzetti avversari esultino per lui la dice davvero lunga. Al secondo posto James Harden, forse in questo momento l'attaccante puro più forte della Lega, dotato di un arsenale tecnico completo: tripla, jumper dalla media distanza in step-back, primo passo bruciante in penetrazione, enorme capacità di andare in lunetta e qualità di passatore forse un po' troppo sottovalutata. Al terzo posto Anthony Davis, uno che sembra attirare le sfortune sulla sua franchigia, ancora una volta costretta a giocare a lungo priva di due elementi-chiave come Holiday e Anderson, ma in grado comunque di strappare un posto ai playoff in una Western Conference che non perdona nulla: romanticamente eroico nell'attesa di un posto al sole che, prima o poi, arriverà. Al quarto posto LaMarcus Aldridge, perché nella sfiga assoluta che continua ad aleggiare nerissima nel cielo di Portland, ha giocato probabilmente la miglior stagione della sua carriera con un infortunio all'alluce che si trascina da mesi: i Blazers, sempre in costante versione-infermeria, sono rimasti per tutta la stagione nell'elite della Western Conference, e in questo c'è tanto di Aldridge, forse anche più di Lillard. Al quinto posto Russell Westbrook, non tanto per l'efficacia (le sue letture sono quantomai altalenanti), ma per il modo in cui gioca, con un ardore, una passione, un coraggio, un'intensità e un cuore pazzeschi, gli stessi che, a suo tempo, metteva Allen Iverson nella Philadelphia degli anni migliori: e, anche qui, che The Answer abbia indicato proprio lui come il giocatore in cui si rivede maggiormente oggi, è molto significativo. 
Classifica: 1. Stephen Curry; 2. James Harden; 3. Anthony Davis; 4. LaMarcus Aldridge; 5. Russell Westbrook. 
LUCA STACUL - L'MVP di questa stagione non può che essere Steph Curry. Non perché Golden State ha il miglior record della Lega e non per le sue statistiche esaltanti ma - rubo le parole ad Isiah Thomas - perché "ha il tiro che ogni bambino sogna di avere". Splash! Un gradino sotto James Harden, con due note di merito enormi: ha dimostrato di essere davvero un uomo-franchigia ed è riuscito a trasformare Houston in una contender, cosa che non accadeva dai tempi di Hakeem. Nella Top 5 stagionale, ma più staccati, nell'ordine LeBron James, Russell Westbrook ed Anthony Davis. LeBron, zitto zitto, punta deciso alle Finals con una costanza di rendimento aliena; Westbrook colleziona triple doppie di atletismo puro; Davis, nonostante gli infortuni, è il top assoluto nel pitturato, "future MVP" per acclamazione. But not today, it's "Curry Time".
Classifica: 1. Stephen Curry; 2. James Harden; 3. LeBron James; 4. Russell Westbrook; 5. Anthony Davis.
ENRICO TURCATO - Il “guerriero” col 30 sulle spalle. Un 30 (con lode) che meriterebbe anche all’esame universitario di “grado di maturazione Nba”. Stephen Curry, senza dubbio. Ne esaminavo i meriti con Massimiliano, Stefano e Matteo, tre cari amici, succulenti appassionati (e maniacali esperti) di basket. Per decretare il faro di Golden State dominatore assoluto della stagione, la domanda che ci siamo posti è stata la seguente: quanto contano le statistiche e, al contrario, nella scelta dell’mvp, quanto peso deve avere la leadership all’interno della squadra vincente? In soldoni, la seconda ipotesi prevale sempre, pur essendo qualificante la prima. Non che Curry abbia statistiche deludenti, intendiamoci. Anzi, ha chiuso la regular season al primo posto nell’indice riguardante la differenza tra l’efficienza offensiva e quella difensiva e tra i primi nel coefficiente che valuta il fattore “decisività” dei giocatori. Ma la sua crescita esponenziale, il suo ruolo di leader mentale e tecnico nella squadra che ha comandato la Western Conference, la sua capacità di infilare sempre il tiro “pesante” (e spessissimo da tre, confermando le sue squisite qualità di tiratore) nel momento in cui era fondamentale evitare l’errore, lo hanno innalzato un gradino sopra tutti. Ha testa, classe, coraggio e senso di squadra. Una completezza indiscutibile. Dietro di lui il “Barba” James Harden. Da realizzatore implacabile qual è, senza il fido compagno Dwight Howard per metà della stagione (“Superman” ha giocato soltanto 41 partite di regular season) ha trascinato Houston al secondo posto ad Ovest. Tanta, tantissima roba. Nella logica dell’influenza in una squadra è solo mezza spanna dietro a Curry. Poi Anthony Davis: i playoff conquistati dai Pelicans, privi di Holiday in tutto il rush finale e in buona parte della stagione, valgono tantissimo. I suoi dati (oltre 24 punti, oltre 10 rimbalzi, quasi 3 stoppate di media), il suo atletismo e la sua forza sotto canestro lo rendono un giocatore talmente poderoso da non palesare difetti. Chiudono la top 5 LeBron, anche se il ritorno a Cleveland si poteva presumere migliore, e Russell Westbrook. Per la guardia di Oklahoma le statistiche hanno minor valore. Ok i 28 punti di media, ok le 11 triple doppie messe a referto, ok che Durant non lo ha praticamente mai aiutato, ma i Thunder fuori dai playoff rappresentano un fallimento vero e proprio. E un mvp non può non condurre la sua squadra alla post season.
Classifica: 1. Stephen Curry; 2. James Harden; 3. Anthony Davis 4. LeBron James 5. Russell Westbrook.
LA CLASSIFICA FINALE DI EUROSPORT
1. Stephen Curry 20; 2. James Harden 16; 3. Anthony Davis 10; 4. LeBron James 7; 5. Russell Westbrook 5; 6. LaMarcus Aldridge 2.
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