Gara 4 doveva essere spartiacque della serie finale NBA 2020 e così è stata: un match serratissimo, senza alcun vantaggio in doppia cifra e con i Los Angeles Lakers a spuntarla 102-96 su dei coriacei Miami Heat, mai al tappeto fino praticamente all'ultimo minuto. I gialloviola si portano sul 3-1, riscattano l'opaca gara 3 e sono a 48 minuti dal loro 17esimo titolo, il primo dal 2010: trascinatore ovviamente il Re, LeBron James, ancora ad un passo dalla tripla doppia con 28 punti, 12 rimbalzi e 8 assist (e 6 perse), anche se alla fine sono determinanti Caldwell-Pope, 15 punti, 5 dei quali per lo strappo decisivo, e Anthony Davis, 22 punti, 9 rimbalzi, 4 stoppate, la bomba che ha chiuso il match e il miglior plus minus della gara, +17. A Miami non basta il rientro di Bam Adebayo, positivo con 15 punti, bene anche Robinson con 17, mentre i migliori sono Jimmy Butler, 22 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, e il rookie Tyler Herro, 21 e 7 rimbalzi. Adesso le due squadre avranno un giorno in più di riposo: gara 5, quella in cui i Lakers potranno festeggiare il titolo 2020, è in programma nella notte tra venerdì e sabato alle 3.00, ora italiana.

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La partita

Il quarto capitolo della serie finale si apre col ritorno in quintetto di Bam Adebayo per gli Heat dopo due gare fuori. Il match è equilibratissimo in avvio, le difese sono molto aggressive, le squadre si cambiano canestri, i Lakers perdono qualche pallone di troppo come all'inizio di gara 3 ma riescono comunque ad allungare sul +7 con Kuzma e Caruso, poi Butler risponde sulla sirena per il 27-22 con cui si chiude il primo quarto. Il secondo periodo inizia con un break degli Heat firmato Robinson-Nunn e Adebayo e arriva il +3 sul 30-27, poi proprio Bam propizia l'allungo dei suoi fino al 39-34. I Lakers però non ci stanno, Markieff Morris pareggia dall'arco, poi Green e Caruso rimandano gli angeleni a +4 e all'intervallo c'è equilibrio sul 47-45 stampato dal canestro di Herro per il -2 di Miami.

Nella ripresa LeBron James inizia con le marce alte, segna 8 punti praticamente in fila con due bombe siderali e lancia i Lakers sul +6 (63-57), gli Heat rispondono con Robinson e Butler per il -1, poi i gialloviola allungano di nuovo con le bombe di Kuzma e Davis, e ritrovano il massimo vantaggio sul +7. All'ultimo riposo è 75-70, coi Lakers che hanno 12 triple a bersaglio contro le 6 di Miami, 21 assist a 10, e appena 9 liberi tentati contro 24. Il dato che spaventa è però che i gialloviola hanno sempre vinto quest'anno quando erano davanti alla fine del terzo periodo, 55-0!

Il vantaggio psicologico è importante, James firma il nuovo +6 sull'81-75, gli Heat però non vanno giù, trovano due bombe con Herro e Robinson (di tabella), e poi Butler infila il canestro dell'ennesima parità sull'83-83. Sarà però l'ultima perchè i gialloviola rimettono il naso avanti con un gioco da tre punti del Re, poi sul 90-88 firmato dal solito incosciente Herro, sbuca il protagonista che non ti aspetti, ovvero Kentavious Caldwel-Pope: il numero 1 segna da tre dall'angolo e poi realizza in penetrazione il nuovo +7 Lakers sul 95-88. E' lo strappo decisivo, poi a chiudere ci pensano Rondo col 97-91 e Anthony Davis con la bomba siderale del 100-91 a suggellare la perfetta difesa nell'azione precedente. Negli ultimi secondi c'è ancora spazio per una stoppata di Davis su Butler e per la tripla di Herro che fissa il punteggio sul 102-96.

Le chiavi

Dello starpower dei Lakers si sapeva fin da inizio stagione, e ovviamente sta pesando nei playoff e in queste Finals NBA. LeBron è stato ancora una volta leader e trascinatore, sta frantumando ogni record e non sembra risentire delle migliaia di minuti nelle gambe in carriera a quasi 36 anni. Ci si attendeva un riscatto di Anthony Davis ed è arrivato: non tanto nei numeri - 22 punti e 9 rimbalzi -, meno roboanti rispetto alle prime due gare, quanto per presenza difensiva, clamorosa aldilà delle 4 stoppate, e offensiva nei momenti decisivi, con la ciliegina della bomba del 100-91 che ha chiuso il discorso. E poi il supporting cast: 50 punti dalle due stelle, 52 dagli altri, molto ben distribuiti. Danny Green chiude con 10 punti e mostra segnali di crescita, Caruso va ben oltre i 7 punti del tabellino per l'energia che mette in campo, e poi ci sono Rondo e Caldwell-Pope, decisivi come evidenzia il loro +8 di plus minus, inferiore solo al +17 di Davis. Il playmaker segna gli unici 2 punti quando contava, per il 97-91, e aggiunge 7 rimbalzi e 5 assist; la guardia col numero 1 si conferma il più affidabile fra gli esterni, chiude con 15 punti e 6 su 12 al tiro, ma soprattutto trova i due bersagli che di fatto spaccano il match nel quarto periodo.

James e Caldwell-Pope, Miami Heat-Los Angeles Lakers, NBA Finals 2020

Credit Foto Getty Images

I Miami Heat ritrovano Adebayo ma l'assenza di Dragic si ripercuote ancora una volta sulle rotazioni: l'assenza dello sloveno obbliga Spoelstra e mandare Tyler Herro in quintetto (ancora eccellente con 21 punti) e questo sguarnisce la panchina. In gara 4 gli Heat hanno ruotato appena 8 giocatori e la "second unit" ha prodotto solo 13 punti con Nunn, Olynyk e Iguodala, troppo poco rispetto ai 27 punti avuti dai Lakers. La differenza più grossa riguarda il centro canadese, di fatto impalpabile dopo i 17 punti decisivi di gara 3. Purtroppo Butler e Herro, i più costanti finora, da soli non possono bastare: c'è il rischio che la corsa verso l'anello di Miami sia definitivamente compromessa.

Il tabellino

Miami Heat-Los Angeles Lakers 96-102

  • Heat: Adebayo 15, Butler 22, Crowder 8, Robinson 17, Herro 21, Olynik 4, Hill ne, Jones ne, Iguodala 3, Nunn 6, Haslem ne, Leonard ne, Silva ne. All. Spoelstra.
  • Lakers: Davis 22, James 28, Howard, Green 10, Caldwell-Pope 15, Morris 9, Kuzma 9, Dudley ne, Rondo 2, Smith ne, Caruso 7, McGee ne, Horton-Tucker ne. All. Vogel.

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