Il lavoro è finito: i Los Angeles Lakers sono campioni NBA 2020, una stagione iniziata quasi un anno fa e portata a termine nella bolla di Disney World a Orlando, in Florida, in circostanze uniche con la pandemia da Covid-19. In un anno segnato anche dalla tragica morte di Kobe Bryant, i gialloviola portano a termine una missione incredibile, conclusa in gara 6 delle Finals contro dei coriacei Miami Heat, stesi 106-93 ma apparsi senza più benzina dopo lo sforzo estremo di gara 5. Stavolta i Lakers, in completo bianco, non hanno lasciato scampo agli avversari, trascinati dal Re LeBron James, autore di una tripla doppia da 28 punti, 14 rimbalzi e 10 assist, ciliegina sulla torta per il premio di MVP, il quarto in carriera, come gli anelli di campione. Sugli scudi ovviamente il suo "Robin" Anthony Davis, 19 punti e 15 rimbalzi, 19 anche i punti di Rajon Rondo, il "fattore X" che ha stravolto gara 6. In casa Heat si salva Bam Adebayo, 25 punti e 10 rimbalzi, mentre Jimmy Butler si ferma a 12 come Crowder.

Per i Los Angeles Lakers si tratta del titolo numero 17 della storia, record NBA al pari dei rivali storici dei Boston Celtics. Ed è il primo dal 2010, quando i gialloviola di Kobe Bryant batterono 4-3 proprio i Celtics. Si chiude così una stagione unica, storica e, speriamo, irripetibile per le circostanze di cui sopra. Onore ai Lakers e a LeBron James, campioni NBA 2020.

NBA
Lakers-Heat: calendario e risultati delle NBA Finals
12/10/2020 A 02:21
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La partita

Il sesto episodio della serie finale inizia con una novità in quintetto per i Lakers: fuori Howard, un centro, e dentro Caruso, una guardia, per essere più flessibili e correre maggiormente, se possibile. Fin da subito la squadra di Vogel è aggressiva in difesa e prova ad alzare il ritmo, Miami però resta lì con due triple di Robinson, poi sono Nunn e Butler dall'arco a tamponare i tentativi di fuga dei gialloviola, anche a +7 (23-16) grazie a Davis e ad un redivivo Rondo. Alla fine del primo quarto è 28-20 per i Lakers, un +8 stampato da un gioco da tre punti di LeBron James. Gli Heat tentano anche la carta Goran Dragic che stringe i denti e torna in campo dopo l'infortunio di gara 1, ma gli avversari hanno una concentrazione rara e riescono a cambiare marcia praticamente subito. Rondo segna da tre per il +10, poi Morris insacca dall'angolo la bomba del +13, e ancora l'ex Celtics si inventa due canestri in penetrazione per il 44-27 (13 con 6 su 6 al tiro nel primo tempo per RR, ndr). Gli Heat trovano una replica con Crowder per il momentaneo -14, ma i gialloviola sono ovunque, soffocano gli avversari, li travolgono e dilagano fino addirittura al +30, 64-34con Davis, un paio di canestri di Caruso e due triple di Caldwell-Pope. All'intervallo è +28 per i gialloviola, 64-36, una superiorità evidenziata dai punti in area, 34 a 14, e dai punti in contropiede, 14-0, oltre al +11 a rimbalzo (29 a 18), mentre per gli Heat spiccano i soli 13 canestri da due (26 per i Lakers) e il drammatico 5 su 12 ai liberi.

Nella ripresa non c'è sostanzialmente più partita, i Lakers si limitano a gestire il vantaggio mentre i Miami Heat non hanno proprio le forze, fisiche ed emotive, per imbastire un tentativo di rimonta. Anche perchè, dopo il -27 firmato da Adebayo, i gialloviola ridanno una spallata con James e una tripla di Rondo per arrivare a +36 sull'82-46, massimo vantaggio nel match, e prima della fine del quarto c'è spazio per una tonante schiacciata del Re che va dritta negli highlights della sfida. L'ultimo periodo è poco più di una passerella per Davis e LeBron, che nel frattempo arriva in tripla doppia, poi negli ultimi minuti e due allenatori svuotano le panchine e gli Heat, di puro orgoglio, riducono lo scarto con Herro, Olynyk e Nunn fino al definitivo -13 sul 106-93, anche se il risultato non cambia lo sostanza di un match dominato dai gialloviola. Al suono della sirena può iniziare la festa dei Lakers: interviste, foto di rito e le premiazioni, ai gialloviola e a LeBron MVP.

LeBron James, Lakers-Heat, NBA Finals 2020

Credit Foto Getty Images

Le chiavi

Scottati dopo la brutta sconfitta di gara 5, i Lakers non potevano permettersi un altro passo falso e così sono partiti fortissimo fin dalla palla a due. Coach Vogel ha gettato la maschera, è partito da subito col quintetto piccolo con Davis da centro e Caruso al posto di Howard, e la scelta ha pagato dividendi in particolare in difesa dove i gialloviola sono stati più rapidi, aggressivi, flessibili nell'inseguire gli avversari e nel muoversi per deviare e rubare palloni. La vera differenza è stata chiaramente la mentalità, la motivazione e la ferocia con cui James, Davis e soci hanno stritolato gli Heat nel primo tempo: il +28 con cui le squadre sono tornate negli spogliatoi, e di fatto con la gara in ghiaccio, è il prodotto di un basket ad alto ritmo, con molta transizione e contropiede, e soprattutto molti tiri al ferro. I numeri non mentono: il 34 a 14 nei punti in area, il 14-0 nei punti in contropiede e il +11 a rimbalzo (29 a 18) sono la miglior spiegazione del dominio gialloviola nei primi 24' di gara 6.

Alla fine il tabellino sottolinea la tripla doppia di James, e ci mancherebbe altro, e la doppia doppia di Davis da 19 punti e 15 rimbalzi, senza dimenticare i 17 di Caldwell-Pope. Però la differenza vera l'ha fatta Rajon Rondo che, dopo una gara 5 disastrosa, si è rifatto con una gara 6 "5 stelle lusso": 19 punti, 4 rimbalzi, 4 assist con 8 su 11 al tiro e tre triple, soprattutto 13 con 6 su 6 nel primo tempo, decisivi per creare lo strappo determinante nella prima metà di secondo quarto. Una prova da leader, una risposta al suo Re LeBron James che lo aveva fortemente voluto in gialloviola.

Rajon Rondo, Lakers-Heat, NBA Finals 2020

Credit Foto Getty Images

E i Miami Heat? Poco da dire se non che si meritano un applauso enorme per aver portato questi Lakers fino a gara 6. Hanno vinto due partite con un Jimmy Butler leggendario che però stanotte non aveva più una goccia di energia, stremato come dicono i 12 punti e l'1 su 3 ai liberi, segno che proprio non aveva le forze per attaccare il canestro avversario. Robinson è partito forte ma poi è sparito, Herro non c'è mai stato, Adebayo chiude con 25 punti e 10 rimbalzi ma ha predicato da solo nel deserto. Commovente Goran Dragic che è sceso in campo stringendo i denti per provare a dare un'ulteriore spinta ai suoi. Non è bastato ma questi Heat sono già andati ben oltre i loro limiti.

Il tabellino

Los Angeles Lakers-Miami Heat 106-93

  • Lakers: Davis 19, James 28, Green 11, Caldwell-Pope 17, Caruso 4, Morris 3, Kuzma 2, Dudley, Howard 3, Rondo 19, Cook, Smith ne, McGee ne. All. Vogel.
  • Heat: Adebayo 25, Butler 12, Crowder 12, Robinson 10, Herro 7, Olynik 9, Hill 5, Jones, Dragic 5, Iguodala, Nunn 8, Haslem ne, Leonard ne. All. Spoelstra.

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