Dwight Howard ha vinto il ballotaggio con Joakim Noah e vestirà la canotta dei Los Angeles Lakers nella prossima stagione, resuscitando il matrimonio mal naufragato nel 2013 ma lasciando il coltello nelle mani dei gialloviola. Valutando il ritorno di Superman come una scelta comunque rischiosa per gli equilibri interni dello spogliatoio, i Lakers si sono tutelati offrendogli un contratto annuale non garantito da 2.6 milioni di dollari, risolvibile senza costi aggiuntivi entro il 7 gennaio 2020 nel caso in cui i classici comportamenti immaturi dell'ex-centro di Orlando e Houston dovessero rischiare di ledere la chimica della squadra.
Howard, che andrà a sostituire l'infortunato DeMarcus Cousins, out per la stagione a causa della rottura del crociato, ha promesso che manterrà un comportamento esemplare e che, in campo, svolgerà un ruolo da gregario, concentrandosi soprattutto su compiti difensivi, con rimbalzi e stoppate. Il suo passato recente, però, rema in altra direzione, come dimostrato dal turbinio che l'ha travolto dopo l'addio a Houston nel 2016: con Atlanta, Charlotte e Washington, i Lakers sono la sua quarta squadra negli ultimi tre anni (sesta se consideriamo anche Brooklyn, che lo tagliò immediatamente dopo averlo scambiato, e Memphis, cui era approdato via trade a luglio) e, nell'ultima stagione, è apparso soltanto in 9 occasioni in maglia Wizards per i cronici problemi alla schiena.
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Quintettone in vista per i nuovi Lakers?

Con l'innesto di Howard, che dividerà i minuti da centro con il confermato JaVale McGee, i Lakers potrebbero presentare una line-up molto fisica ma versatile, accontentando sia Anthony Davis, riportato nel suo spot naturale di ala grande, che Kyle Kuzma, schierabile in ala piccola nel ruolo di terzo violino offensivo: LeBron James potrebbe così giocare da point-forward con gestione totale del pallone, affiancato da un grande tiratore come Danny Green sul perimetro, e con Rajon Rondo pronto a ribilanciare eventualmente il quintetto in uscita dalla panchina.
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