Opinion
Basket
NBA

L'infortunio di Curry, le sconfitte, il nervosismo di Green: il castello dei Warriors è crollato

Condividi con
Copia
Condividi questo articolo

Opinion Golden State Warriors, NBA

Credit Foto Getty Images

DaDavide Fumagalli
12/11/2019 A 17:55 | Aggiornato 12/11/2019 A 17:55
@DavideFuma

Senza Thompson e Curry, in infermeria, la squadra di Steve Kerr è sul fondo della Western Conference con un record di 2-9. Il trasferimento a San Francisco nel nuovo Chase Center è per ora un incubo, non basta il talento di D'Angelo Russell e dei giovani. E Draymond Green è in totale confusione. Dentro la crisi della dinastia Golden State Warriors.

Che la stagione dei Golden State Warriors sarebbe stata difficile e non a livello delle precedenti cinque, era prevedibile. Ma non di certo questo disastro! I californiani, campioni NBA per tre volte negli ultimi 5 anni con cinque Finals disputate, languono sul fondo della Western Conference con 2 vinte e 9 perse, sono di gran lunga la peggior difesa della Lega, non hanno alcuna possibilità di muoversi sul mercato essendo in regime di "hard cap" (non possono per alcun motivo superare il tetto massimo per gli stipendi 138.9 milioni di dollari, ndr) e devono fare i conti con gli infortuni delle stelle Stephen Curry e Klay Thompson.

In sostanza, questo primo anno al nuovo Chase Center nella centralissima San Francisco si sta trasformando in un incubo ed è facilmente ipotizzabile che i Warriors chiuderanno col peggior record dal 2012, quando finirono 23-43 l'anno ridotto dal lockout e non parteciparono ai playoff. Questo nonostante i grandi numeri e il talento di D'Angelo Russell e le incoraggianti prove dei giovani come Eric Paschall e di alcuni veterani come Alec Burks.

NBA

Merci Tony, ritirata la 9 di Parker a San Antonio: “Grazie per aver creduto in me”

12/11/2019 A 10:28

D'Angelo Russell and Draymond Green (Golden State Warriors)

Credit Foto Getty Images

Record disastroso

E' un avvio di stagione da incubo per i Golden State Warriors, con appena due vittorie e ben nove sconfitte. Gli unici due successi sono arrivati a New Orleans contro i Pelicans e in casa contro i Portland Trail Blazers, il primo e unico successo nel nuovo Chase Center. Un 2-9 che mette i brividi se si pensa che i Warriors hanno vinto almeno 51 partite in ognuna delle ultime 5 stagioni, senza dimenticare il 73-9 dell'annata 2015-16, il miglior bilancio nella storia della NBA (partirono 24-0). Questo inizio, proiettato sulle 82 partite, rischia di portare Golden State al secondo peggior record nella storia della franchigia, secondo solo al 12-57 (17% di vittorie) del 1953, quando ancora si chiamavano Philadelphia Warriors. Di sicuro sarà la peggior annata dell'era Steve Kerr, arrivato sulla panchina dei "Dubs" nell'estate 2014 al posto di Mark Jackson.

StagionePrime 11 gareBilancio finaleRisultato
2019-202-9??
2018-1910-157-25Finals
2017-188-358-24Titolo NBA
2016-179-267-15Titolo NBA
2015-1611-073-9Finals
2014-159-267-15Titolo NBA

Interpreti diversi uguale difesa colabrodo

Uno dei dati maggiormente indicativi di questo disastroso avvio di stagione è ovviamente la difesa: il Defensive Rating di 116.8 (di quasi 4 punti superiore ai Pelicans, 29°) è il peggiore della Lega e al momento il peggiore nella storia! I Warriors stanno subendo una caterva di punti (solo una volta sotto i 114, ndr), concedono alte percentuali agli avversari e non trovano mai il modo di produrre i cosiddetti "defensive stops", azioni che fermano gli attacchi rivali in modo da produrre punti facili in contropiede e prendere inerzia. E' fin troppo facile individuare il problema: gli interpreti sono cambiati!

Anche prima dell'arrivo di Durant nell'estate 2016, i Warriors avevano costruito un impianto difensivo all'avanguardia, ideato dal geniale Ron Adams, basato su continui cambi e grandi rotazioni, sfruttando la duttilità di giocatori come Thompson, Green, Harrison Barnes (poi sostituito da Durant), Iguodala e Shaun Livingston, elementi di buon atletismo, braccia lunghe, ottima mobilità e soprattutto grande intelligenza tattica. Adesso, col solo Green, questo impianto è crollato e serve tempo per ricostruire qualcosa da zero con un gruppo di ragazzi giovanissimi, quasi tutti al primo o secondo anno nella Lega.

StatisticaMedia datiPosizione in NBA (su 30 squadre)
Defensive Rating (punti concessi su 100 possessi)116.830°
Punti subiti121.228°
% al tiro dal campo concessa agli avversari48.8%28°
% al tiro da tre concessa agli avversari38.8%29°
Stoppate date3.630°
Assist concessi agli avversari26.730°
Canestri dal campo concessi agli avversari44.730°

Nelle passate stagioni i Warriors sono stati sempre nella Top 10, o poco fuori, dei ranking difensivi perchè poi il loro gioco offensivo ne era una naturale conseguenza, un attacco basato su tiri in transizione o contropiede (vedi gli Splash Brothers), e un flusso di giocatori sempre in movimento in grado di produrre "leggendo" le difese avversarie, senza cioè avere schemi fissi da interpretare. Anche qui, con un roster rivoluzionato, serve tempo per imparare e aggiustarsi.

Infortuni e nervosismo: Draymond Green in crisi

Oltre ai cambiamenti e ad un roster molto giovane, con sette giocatori che sono al primo o secondo anno in NBA, i Warriors stanno facendo i conti con molti infortuni. Ovviamente quello di Klay Thompson che risale alle scorse Finals e che non gli permetterà di rientrare prima di metà febbraio, a cui si è aggiunto Stephen Curry, la cui frattura alla mano sinistra lo terrà ai box fino a primavera, ben oltre i tre mesi previsti all'inizio.

Dovrò operarmi di nuovo a dicembre. Da inizio 2020 potrò seguire più da vicino la squadra e accelerare il processo di riabilitazione: il mio obiettivo è quello di essere in campo il prima possibile. Di sicuro tornerò in questa stagione

Steph è sicuro di tornare in campo, vediamo se la franchigia sarà d'accordo visto che, se il record fosse ampiamente negativo, potrebbe non essere il caso di rimandare sul parquet sia lui, sia lo stesso Thompson. Senza dimenticare che anche Kevon Looney è fuori per un problema di neuropatia e che Draymond Green ha già saltato 5 partite per un problema ad un dito.

A proposito di Green, sembra che il lungo soprannominato "Orso Ballerino" sia quello più sofferente della situazione: la sua leadership per ora si è trasformata in nervosismo, frustrazione, è quello più in difficoltà in questo periodo di transizione, sbotta con avversari e arbitri e nell'ultima gara si è fatto espellere, la prima della storia al Chase Center. I Warriors hanno bisogno del miglior Green, coach Kerr sa che i ragazzi necessitano della sua voce e del suo carisma, ma questo Draymond è più un peso che un contributo e dopo il ko coi Jazz si è lamentato del cambio del suo ruolo, meno playmaker e meno palla in mano.

Cosa salvare? Paschall e D'Angelo Russell

I Warriors hanno sempre predicato ottimismo, a partire dal proprietario Joe Lacob, dal general manager Bob Myers, fino a coach Steve Kerr. Sanno che è una stagione difficile, più complicata del previsto, ma sanno anche che l'anno prossimo, 2020-21, avranno di nuovo Thompson e Curry disponibili da subito, avranno una situazione salariale pù flessibile e i ragazzi avranno un anno di esperienza. In particolare Eric Paschall, l'ala dall'università di Villanova che è grande protagonista di questo avvio, con quasi 16 punti di media e prove roboanti come i 34 punti realizzanti nel giorno del suo compleanno, determinanti per la vittoria su Portland. Come lui anche la guardia Jordan Poole e il playmaker Ky Bowman, non scelto al Draft ma entrato stabilmente nelle rotazioni. E Damion Lee, esterno che sta viaggiando a 10 punti di media e che sta facendo ricredere molti, lui che da sempre è considerato un "raccomandato" essendo il cognato di Stephen Curry.

E certamente D'Angelo Russell. Lui è un talento cristallino, la stella per cui i Warriors sono in situazione di "hard cap" avendolo sostanzialmente avuto in cambio dai Nets per Kevin Durant. Al momento è lui il faro della squadra, ha segnato almeno 30 punti nelle ultime quattro uscite e ne ha piazzati 52, massimo in carriera, nel ko in overtime sul campo dei Timberwolves. Saper far canestro non è mai stato un problema per "D-Lo" che però in questa stagione dovrà dimostrare di poter essere un pezzo dei Warriors del futuro e non trasformarsi in pregiata merce di scambio.

Al via l'NBA 2019-20, tutto quello che c'è da sapere

00:01:52

NBA

Il coronavirus avanza in Florida e preoccupa la NBA: "La stagione rischia un nuovo stop"

DA 20 ORE
NBA

NBA: la scritta "Black Lives Matter" su tutti i campi di Disney World

IERI A 13:37
Contenuti correlati
BasketNBA
Condividi con
Copia
Condividi questo articolo