L'NBA mostra ancora una volta il suo attaccamento alle questioni sociali: dopo lo stop di qualche mese fa - voluto dai giocatori nella "bolla" di Orlando in seguito alla morte di George Floyd - la Lega torna a riaccendere i riflettori sulle tematiche sociali, su tutte l'uguaglianza. Nelle ore in cui i sostenitori di Trump hanno fatto irruzione al Campidoglio come segno di protesta verso la certificazione della vittoria del nuovo presidente eletto Biden, sui parquet americani - su tutti quello dell'American Airlines Arena - i giocatori NBA hanno deciso di mandare nuovamente un forte segnale di protesta nei confronti di quanto sta accadendo in America senza comunque minare il regolare svolgimento delle gare. In particolare, la sfida tra Miami e Boston - remake della finale di Conference della scorsa stagione - è cominciata in ritardo a causa di un consulto di oltre 45 minuti tra le due squadre nello spogliatoio degli Heat. Durante l'inno nazionale, le squadre si sono inginocchiate nella ormai nota posizione del "Black Lives Matter", per poi diffondere - a pochi minuti dalla palla a due - un comunicato congiunto volto a chiarire le cause di questa protesta.

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Il motivo della protesta

Quello che chiede l'NBA, nella figura dei suoi giocatori, è una parità di trattamento, ugugaglianza e rispetto indipendentemente dal colore della pelle o dalla diversa estrazione sociale. La goccia che ha fatto traboccare nuovamente il vaso, in tal senso, è stata la decisione dei procuratori di Kenosha - comune del Wisconsin - di non accusare formalmente i tre agenti di polizia coinvolti nella sparatoria dello scorso 23 agosto in cui rimase gravemente ferito Jacob Blake, da quel momento paralizzato nella parte inferiore del corpo. A questo si è aggiunto quanto accaduto a Washington nelle ultime ore, con la disparità di trattamento riservata ai nuovi manifestanti rispetto a quelli dei movimenti "Black Lives Matter" che non è andata giù ai giocatori NBA.

Il comunicato congiunto

"Il 2021 è un nuovo anno, ma alcune cose non sono cambiate. Giochiamo la partita di stasera col cuore spezzato dopo la decisione di ieri a Kenosha, e dopo aver saputo che le proteste nella Capitale della nostra Nazione sono trattate in maniera diversa dai leader politici a seconda di quale sia la loro fazione. La drastica differenza tra i modi in cui sono stati trattati i manifestanti nella scorsa primavera e incoraggiati quelli di oggi, che agivano nell’illegalità, ci mostra quanto ancora abbiamo da fare. Abbiamo deciso di giocare stasera per cercare di portare gioia nella vita delle persone. Ma non dobbiamo dimenticare le ingiustizie nella nostra società e continueremo ad usare le nostre voci e la nostra piattaforma per mettere in evidenza questi problemi e fare tutto quello che possiamo per lavorare per un’America più equa e giusta".

La drastica differenza tra i modi in cui sono stati trattati i manifestanti nella scorsa primavera e incoraggiati quelli di oggi, che agivano nell’illegalità, ci mostra quanto ancora abbiamo da fare

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