* Tra parentesi posizione nel power ranking di inizio stagione

New York Knicks - VOTO 8.5 (12)

La sorpresa della stagione, senza se e senza ma. L'ingaggio di Tom Thibodeau sembrava l'inizio di un altro fallimento e invece il burbero coach ex Twolves e Bulls ha ridato dignità ad una franchigia che da anni era una barzelletta. Partendo dalla difesa, ha costruito un sistema efficace, ha trasformato Julius Randle in una superstar, rigenerato gente come Rose, Noel e Bullock, e ha chiuso addirittura al quarto posto quando ci si attendeva l'ennesimo viaggio in Lottery. Chapeau.
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Philadelphia 76ers - VOTO 8 (4)

L'arrivo di Daryl Morey dietro la scrivania e di Doc Rivers in panchina hanno portato il salto di qualità che i 76ers inseguivano dopo aver archiviato il "Process". Gli innesti di Seth Curry e Danny Green hanno permesso a Simmons, Harris ed Embiid di esprimere maggiormente il loro potenziale, ed è arrivato anche quel passo avanti mentale che ha permesso a Phila di conquistare con merito la vetta dell'Est, roba che non si vedeva dal 2001, quando Allen Iverson trascinò da solo un gruppo di "scappati di casa" alle Finals.

Brooklyn Nets - VOTO 8 (5)

Solo la conquista del titolo dirà se l'esperimento Nets ha funzionato fino in fondo, anche se finora tutto sembra sia andato anche meglio delle aspettative. Chiudere al secondo posto senza aver mai potuto avere il roster al completo è un evidente successo, Steve Nash ha lavorato bene al primo anno da coach, e merita un plauso anche l'aver costruito un sistema efficiente che permette di esaltare le doti delle stelle Harden, Irving e Durant, e di coprirne le lacune.

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Atlanta Hawks - VOTO 7.5 (7)

Fino al cambio di allenatore pareva un fallimento e invece, con la promozione di Nate McMillan a head coach, la cessione di Rajon Rondo e il ritorno dall'infortunio di Bogdan Bogdanovic, gli Hawks han cambiato marcia e sono riusciti a volare fino al quinto posto della Conference, un paio di gradini sopra le previsioni. Eccellente la stagione di Clint Capela, molto positiva quella di Danilo Gallinari con anche interessanti exploit al tiro, senza scordare la stella e uomo franchigia Trae Young.

Charlotte Hornets - VOTO 7 (13)

L'altra grande sorpresa della Conference assieme ai Knicks perchè, al pari di New York, gli Hornets sono riusciti nell'impresa di uscire dalla mediocrità e mettersi sulla "mappa". Questo per merito di un roster giovane, con un gioco divertente e spettacolare, con l'ottimo innesto di un Gordon Hayward dato per finito dopo l'esperienza ai Celtics, ma soprattutto per l'impatto tecnico e mediatico di LaMelo Ball, non soltanto una macchina da highlights. Il nono posto è un grande traguardo per squadra e franchigia.

Milwaukee Bucks - VOTO 7 (1)

Sufficienza piena per una squadra che rispetto agli altri anni non parte con i gradi di assoluta favorita e senza la pressione di vincere per forza. I cambiamenti nel roster e nel sistema di gioco fanno ben sperare, Giannis Antetokounmpo si è legato a lungo termine alla franchigia e ha fatto l'ennesima stagione da MVP, Middleton è una garanzia, l'aggiunta di Holiday si è confermata ottima, ora arriva l'esame playoffs.

Washington Wizards - VOTO 6.5 (9)

A Washington hanno vissuto una stagione sulle montagne russe ma alla fine hanno centrato l'obiettivo fissato ovvero arrivare almeno al Play-In. I problemi col Covid e gli infortuni hanno falcidiato la squadra all'inizio quando si stava ancora assemblando, ma avere due superstar come Beal e Westbrook aiuta, e alla fine fa la differenza. Non da meno il ruolo di Russ, autentico trascinatore, che ha impreziosito la sua annata col nuovo record storico di triple doppie.

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Indiana Pacers - VOTO 6 (8)

Ci si aspettava qualcosa in più dai Pacers, visto anche l'inizio, ma al netto dei tanti imprevisti almeno la sufficienza è meritata. Il nuovo coach Bjorkgren non è stato digerito a pieno, gli infortuni a Brogdon e Turner han pesato, però alla fine Sabonis ha fatto una stagione da MVP e lo scambio Oladipo-LeVert ha giovato e non poco, persino in chiave futura. Si sono salvati col Play-In e hanno chance di andare avanti.

Boston Celtics - VOTO 5.5 (3)

Si pensava potessero lottare per il fattore campo e invece sono crollati nel purgatorio del Play-In. Jayson Tatum e Jaylen Brown hanno confermato di essere vere All Star, purtroppo però è mancato il supporting cast, in primis Kemba Walker. Qui entrano dubbi sulla gestione di coach Brad Stevens e soprattutto del plenipotenziario Danny Ainge, le cui mosse anche sul mercato hanno fatto storcere più di un naso, partendo dalla cessione del lungo tedesco Theis.

Miami Heat - VOTO 5.5 (2)

Anche qui, tanti problemi fisici, tanti infortuni, Covid e altro, ma dai vice campioni NBA ci si aspettava una stagione ben diversa. Invece gli Heat hanno navigato praticamente tutto l'anno nella zona medio-bassa dell'Est, hanno evitato il Play-In per il rotto della cuffia e, fatta eccezione per Adebayo, nessuno degli altri è riuscito a ripetere le gesta dell'anno scorso, da Butler a Robinson passando per Herro e Dragic. Forse la magia è svanita molto prima di quanto ci si potesse aspettare.

Detroit Pistons - VOTO 5 (14)

Non c'erano aspettative particolari sui Detroit Pistons, hanno tanto talento giovane da sviluppare e hanno lavorato in quest'ottica. Molto buona l'annata di Jerami Grant che da gregario a Denver ha mostrato di poter essere un primo violino, molto positivo il rookie Saddiq Bey, super tiratore dall'arco, meno bene l'attesa matricola francese Killian Hayes, purtroppo limitato da un infortunio all'anca.

Chicago Bulls - VOTO 5 (11)

Una delle grosse delusioni della stagione: col nuovo plenipotenziario Karnisovas e coach Billy Donovan si pensava che almeno il Play-In potesse essere alla portata, e invece non è arrivato nemmeno quello. Zach LaVine ha fatto un grande anno a livello di numeri e si è meritato l'All Star Game, ma gli altri han faticato e la grossa trade che ha portato un'altra stella come Nik Vucevic non ha pagato dividendi, anzi, forse ha affossato le speranze di Play-In che si stavano ampliando.

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Cleveland Cavaliers - VOTO 5 (15)

Idem per Detroit. Non c'erano grosse prospettive se non quelle di far crescere il talento giovane dei vari Sexton, Garland e Okoro, però il buon avvio aveva alzato l'asticella, salvo deludere tutti poco dopo. Positivo il fatto di aver preso un lungo giovane come Jarett Allen, meno il non essere riusciti a cedere un contratto molto pesante come quello di Kevin Love, forse l'ultimo freno per il rebuilding completo.

Toronto Raptors - VOTO 4.5 (6)

La delusione più grande in relazione alle attese. Ok gli infortuni e il fatto di giocare una stagione intera in trasferta (a Tampa, in Florida), però ci si aspettava di più dalla squadra campione nel 2019 e che nel 2020 aveva sfiorato la finale di Conference. I vari Siakam, VanVleet e Anunoby non hanno reso come previsto, la situazione contrattuale e le voci di trade riguardanti Kyle Lowry non hanno aiutato, e alla fine Toronto ha mollato di schianto, giocando addirittura le ultime gare con un roster "sperimentale".

Orlando Magic - VOTO 4.5 (10)

A inizio stagione si pensava che il Play-In fosse alla portata, poi gli infortuni (Isaac e Fultz) e un rendimento sotto tono di qualche giocatore ha affossato le speranze dei Magic. Alla fine la decisione è stata quella di radere al suolo roster e ambizioni cedendo tutti i pezzi migliori, da Vucevic a Gordon passando per Fournier, e accumulare scelte e giovani prospetti per ripartire. Alcuni ragazzi sono interessanti, Cole Anthony in primis, ma il processo sarà molto lungo.

Riccardo Fois in esclusiva fra Phoenix Suns, Datome e coach Messina

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