Nessuna sorpresa: Nikola Jokic è l'MVP, il miglior giocatore, della regular season NBA 2020-21. Il centro serbo dei Denver Nuggets, il "Joker", ha sbaragliato la concorrenza di Joel Embiid e Stephen Curry, ed è stato premiato con pieno merito in virtù di un'annata da 47 vinte e 25 perse dei suoi Nuggets, terzi nella Western Conference, e in cui lui ha viaggiato a 26 punti, 11 rimbalzi e 8 assist di media con percentuali assurde, il 57% dal campo, il 39% da tre e l'87% ai liberi, finendo in Top 5 per punti, rimbalzi e assist.
Una sorta di plebiscito il titolo per Jokic che ha ricevuto 91 voti di primo posto sui 101 disponibili (5 a Curry, 2 a Chris Paul), e che ha conquistato 971 punti complessivi davanti ai 586 di Joel Embiid, centro dei Philadelphia 76ers, e ai 453 di Stephen Curry, la guardia dei Golden State Warriors. Una grossa delusione per Joel Embiid che l'avrebbe meritato al pari del serbo, non fosse che Jokic ha giocato tutte e 72 le partite, senza mai fermarsi, una cosa che non accadeva da Kobe Bryant, MVP nel 2008: viceversa Embiid ha disputato "appena" 51 gare per alcuni problemi al ginocchio, e di conseguenza è uscito dalla corsa.
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Per Jokic questo premio è il culmine di una rincorsa incredibile, lui che fu scelto alla numero 41 del Draft 2014, quello di Andrew Wiggins alla 1, Jabari Parker alla 2 e proprio Embiid alla 3, e infatti è l'MVP chiamato più in basso di sempre nella storia recente della NBA. Inoltre è il terzo europeo a ricevere questo titolo dopo Giannis Antetokounmpo (ha conquistato gli ultimi due MVP) e Dirk Nowitzki, confermando quanto la lega sia sempre più globale (sesto giocatore nato fuori dagli USA). E poi è il primo centro ad essere eletto MVP da Shaquille O'Neal nel 2000, un qualcosa che va rimarcato in un'epoca dove a dominare sono solitamente le guardie e l'uso del tiro da tre punti.
"No, non ho mai pensato che avrei vinto davvero. Sono sempre rimasto concentrato sui playoff, sul campo. Perché questo è un trofeo, ma la stagione non è finita. E io all’mvp preferisco vincere un titolo", racconta Jokic. "Da solo non ce l’avrei mai fatta: è un lavoro dell’intera squadra Nuggets, per questo il premio è di tutti loro, dei miei coach, dello staff, dei miei compagni", aggiunge citando la sua squadra. Infine parla del grande lavoro fatto, soprattutto a livello fisico, per arrivare all'MVP: "Due anni fa ho cominciato a pensare di perdere peso, a cercare di capire se farlo mi avrebbe aiutato a migliorare. Ho provato a farlo e sono arrivato dimagrito nella bolla, dove abbiamo fatto la storia. Quello è stato il trampolino di lancio per questa stagione, che ho cominciato già in forma".

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