Da "underdogs" a finalisti della Eastern Conference: gli Atlanta Hawks fanno saltare il banco, si prendono la serie contro i 76ers vincendo gara 7 a Philadelphia contro la testa di serie numero 1 dell'Est e vincono il secondo confronto playoff senza il fattore campo dopo aver eliminato i New York Knicks. In copertina ci vanno Trae Young e coach Nate McMillan, l'uomo che ha cambiato i destini della squadra una volta promosso al posto di Lloyd Pierce (14-20 il record prima dell'avvicendamento in panchina, ndr), ma in questo traguardo c'è anche un bel mattoncino, anzi "mattoncione", portato da Danilo Gallinari da Graffignana, Lodi, Italia.
Il Gallo è stato sontuoso in gara 7, ha firmato 17 punti con 3 bombe, e sostanzialmente ha chiuso la partita col furto a Embiid e la schiacciata a due mani in contropiede per il 99-92, bissata dai liberi del 101-94. In generale Danilo ha disputato un'ottima serie, viaggiando a quasi 15 punti di media col 42% da tre in circa 26' di utilizzo, lui che si è rivelato un'arma tattica preziosa per McMillan, in grado di aprire il campo col tiro da fuori, di agire anche da playmaker secondario, e di adattarsi bene come secondo lungo sia con Capela, sia con Collins, sia col giovane Okungwu, senza per questo far perdere di efficacia alla manovra di Atlanta in attacco e in difesa.
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Gli Hawks vincono a Phila e sono in finale a Est: Gallinari decisivo!
21/06/2021 A 05:30
Certo, questo successo di Gallinari gli impedirà di raggiungere la Nazionale per il Preolimpico, però è e deve essere un orgoglio quello di avere un giocatore italiano protagonista nei playoff NBA e con la chance di arrivare alle Finals: per il Gallo è il primo viaggio alle finali di conference della carriera, il secondo italiano dopo Marco Belinelli nel 2014.

Dalle critiche ai complimenti: è la rivincita del Gallo?

I bilanci verranno fatti a tempo debito, quando la stagione sarà finita e auguriamo a Danilo e agli Atlanta Hawks che il termine sia più avanti possibile, però non si può non riflettere sul fatto che forse l'ex giocatore dell'Olimpia Milano non ha totalmente sbagliato la sua scelta in free agency. Quando in offseason firmò un triennale da 60 milioni con gli Hawks, una franchigia con potenziale e voglia di emergere, ma reduce da annate povere di risultati, ci fu una sorta di "rivolta" tra stampa e social: Gallinari fu accusato di preferire un contratto ricco e lungo piuttosto che attendere la proposta di una "contender" vera tipo Lakers, Mavericks o chi per loro, con un accordo più breve e remunerativo, ma con una chance vera di andare a caccia dell'anello.
Accuse "superficiali" perchè evidentemente di offerte da quel punto di vista sul piatto non ne sono mai arrivate: viceversa Danilo ha scelto la proposta migliore nel rapporto tra soldi e possibilità di fare bene, ha scommesso sul potenziale di Trae Young e compagni, ed è stato anche lui stesso prezioso e importante all'interno del sistema di gioco. Doveva essere un veterano in grado di fungere da arma tattica viste le sue doti abbastanza peculiari e in sostanza coach Nate McMillan è riuscito a massimizzare il suo ruolo, con qualche ombra certamente ma anche tantissime luci, ultima la gara 7 coi 76ers.
Non c'è molto altro da dire o giudicare, godiamoci questo Gallinari che ora sarà impegnato nella finale di Conference dell'Est, la prima per la franchigia dopo 50 anni: di fronte i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo. Gli Hawks partono ancora sfavoriti ma finora il nomignolo "underdogs" ha soltanto portato bene finora.

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