I Philadelphia 76ers al comando della NBA col miglior record dopo 9 partite, 7 vinte e 2 perse, sono una sorpresa fino ad un certo punto visto che negli ultimi anni la franchigia che fu di Allen Iverson a inizio 2000 era già ai vertici della Eastern Conference. Inevitabile però che le mosse della offseason abbiano portato dei benefici che si stanno vedendo da subito: un nuovo presidente, Daryl Morey, un nuovo allenatore, Doc Rivers, e nuovi giocatori molto più adatti al sistema e alle tre stelle Embiid, Simmons e Tobias Harris. Su tutti, l'innesto che sta brillando di più in questo avvio è Seth Curry, fratello minore del più noto Stephen dei Golden State Warriors, ma non meno incisivo per i destini della sua squadra, al netto dei 62 punti che Steph ha rovesciato sui Portland Trail Blazers qualche giorno fa.
Nel momento migliore dei 76ers e di Seth è arrivata la doccia gelata del Covid: Curry, che comunque era fuori per un problema alla caviglia, è infatti risultato positivo, secondo quando riportato da ESPN, e si è subito messo in isolamento, mentre Philadelphia, che ha perso sul campo dei Brooklyn Nets, dovrà fare a meno per qualche gara del suo giocatore più importante in termini di equilibri tattici.

Seth Curry, Philadelphia 76ers

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Tiro e spaziature, Curry aggiusta i 76ers

Il record di Philadelphia dopo 9 partite è 7 vinte e 2 perse, il migliore della NBA, non solo ad Est. Vero che Embiid sta giocando a livelli di MVP, che Simmons sta tornando il vero Simmons, che Tobias Harris è partito forte, che Doc Rivers sembra avere già in mano questo gruppo pur essendo arrivato da poche settimane, ma la chiave del successo dei 76ers è soprattutto Seth Curry! Arrivato in offseason da Dallas in uno scambio neanche troppo chiacchierato con Josh Richardson, il fratellino di Steph si è inserito alla perfezione negli schemi e la sua presenza sta giovando a tutti quanti.
A livello tattico l'inserimento di un giocatore come Seth, un tiratore puro che gioca principalmente senza palla, che si muove favorendo il "flusso" e che stazione in prossimità delle linee laterali, è una manna dal cielo per giocatori più interni come Embiid, Harris e lo stesso Simmons, classificato come playmaker ma giocatore che tende ad avvicinarsi a canestro non avendo una dimensione perimetrale. Invece Curry, ma anche Danny Green, sono aggiunte fondamentali e funzionali perchè favoriscono il concetto di "spacing", spaziatura, e permettono di allargare la difesa avversaria in modo che i già citati Embiid, Simmons ed Harris abbiano più facilità a giocare all'interno dell'arco dei tre punti.
Che Seth Curry sia un giocatore fondamentale per questi 76ers al pari di Embiid e Harris è confermato dalle cifre: l'ex guardia di Duke per tre volte è andato sopra i 20 punti, sette volte in doppia cifra e guarda caso Philadelphia ha perso le uniche due gare in cui lui è stato sotto i 10 punti e non ha giocato. Quando lui è in campo i 76ers hanno un offensive rating di 118 punti su 100 possessi (2° dietro Embiid 118.8) e un net rating (il differenziale tra offensive e defensive rating su 100 possessi, ndr) di 15.2 (3° dietro Embiid e Harris); viceversa quando Seth è fuori, i 76ers hanno un offensive rating di 95.6 (15° con Embiid davanti a Harris, 95.5) e un net rating di -3.8 (unico negativo con Embiid, -10.8, e Harris, -15.9).
Seth stava volando in questo inizio di regular season, con oltre 15 punti e 3 assist di media in 29' sul parquet, col 56% dal campo, il 54% da tre (19 su 35!), e il 100% dalla lunetta, 17 su 17. Peccato l'intervento a gamba tesa del Coronavirus, un brutto colpo per lui e di conseguenza per Philadelphia, data l'importanza che questo giocatore stava avendo.

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