Partoriti nel 1926 da una geniale intuzione di Abe Saperstein, gli Harlem Globetrotters non hanno mai disputato una singola gara NBA. Eppure, sono una delle squadre più conosciute e riconoscibili al mondo. Merito delle migliaia di partite disputate in ogni angolo del globo (come recita, di fatto, il loro nickname) e a quella capacità unica di unire sport, spettacolo e divertimento, all'interno di un format sempre attuale e in grado di colpire la fantasia e l'immaginazione di adulti e bambini.
Nati a Chicago e originariamente conosciuti come Savoy Big Five per la Savoy Ballroom, il locale che ha ospitato le loro prime esibizioni, i Globetrotters si sono trasformati nel 1929 negli Harlem che oggi conosciamo in onore del quartiere nero di New York. Sono stati loro, infatti, la prima squadra composta interamente da giocatori afroamericani, in grado di battere le formazioni più forti dell'epoca (dagli Original Celtics ai Los Angeles Lakers) e di trionfare nel World Basketball Tournament del 1940, il torneo che, al tempo, veniva considerato come una vera e propria Coppa del Mondo.
La loro popolarità è cominciata a calare dal 1946, anno di nascita della BAA (Basketball Association of America), poi trasformatasi nell'attuale NBA tramite la fusione, nel 1949, con la NBL (National Basketball League), e, soprattutto, con la rottura della grande barriera razziale che ha portato la massima lega professionistica americana ad accogliere atleti di colore a partire dal 1950, anno in cui l'ex-Golbetrotter Chuck Cooper divenne il primo afroamericano a militare nella NBA.
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Gli Harlem Globetrotters durante l'inno nazionale in occasione di un'esibizione al Barclays Centers del 2017

Credit Foto Getty Images

Ora, dopo decenni di esibizioni mondiali in cui hanno fatto brillare gli occhi a milioni di appassionati umiliando gli eterni rivali dei Washington Generals, sparring-partner senza chance di vittoria, e lanciando una delle più grandi leggende del gioco come Wilt Chamberlain, a roster nel suo primo anno di carriera, gli Harlem Globetrotters sognano un futuro differente, che li accolga appieno all'interno della NBA. Ecco, quindi, una lettera aperta diretta al commissioner della Lega, Adam Silver, con richiesta di diventare la 31esima franchigia in quel progetto di espansione che la NBA sta studiando da anni. Riportiamo qui sotto lo stralcio principale della missiva, pubblicata sul sito ufficiale della squadra.
"Cara NBA,
hai giocato in 17 Paesi. Noi in 122. Siamo stati noi a rendere il basket uno sport planetario. Il mondo non avrebbe mai sentito parlare del Dr. James Naismith, l'inventore della pallacanestro, se non ci fossero stati i Globetrotters. Abbiamo diffuso la passione. Siamo stati noi a tenere viva la speranza, così come il gioco che guardiamo, pratichiamo e amiamo ancora oggi.
Congratulazioni per essere cresciuta ed esserti trasformata in un'azienda internazionale multi-miliardaria con accordi commerciali e mediatici ricchissimi. Ma, se credi davvero nella giustizia sociale, non puoi agire come se noi non esistessimo più. È arrivato il momento di raddrizzare i torti e riscrivere la storia. È arrivato il tempo perché la NBA onori quello che i Globetrotters hanno fatto per il NOSTRO sport, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo. Basandoci su quello che abbiamo già dimostrato, possiamo schierare una squadra con talento pari a quello dei professionisti di oggi, e vogliamo avere la possibilità di farlo. Come squadra mondiale leggendaria, chiediamo al commissioner Adam Silver e all'amministrazione NBA di trasformare gli Original Harlem Globetrotters in una franchigia NBA. Non ora, ma immediatamente".

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