1 - Con l'innesto di Blake Griffin i Brooklyn Nets sono la favorita ad Est e anche per il titolo?

L'arrivo di Blake Griffin, liberato via buyout dai Pistons, ha alzato le quotazioni dei Nets in chiave titolo NBA anche se, a dire il vero, Brooklyn era già la principale contender ad Est dopo l'arrivo di James Harden. Alla pausa per l'All Star Game erano secondi nella Conference a mezza gara di distanza da Philadelphia senza praticamente aver mai potuto schierare assieme il Barba, Durant e Irving, quindi il margine di crescita è ancora parecchio. Griffin è un ex All Star che può dare una mano se sta bene fisicamente e se riuscirà a inseririsi nei meccanismi di coach Steve Nash, ma non è escluso che Brooklyn aggiunga un altro lungo dal mercato, visto che la lacuna principale nel roster pare essere quella di un centro che protegga il ferro (McGee e Drummond i nomi più caldi).
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2 - Utah Jazz e Phoenix Suns chiuderanno davanti a Los Angeles Lakers e Clippers nella Western Conference?

Sono state le due migliori squadre della prima parte, per record, per gioco espresso e anche per essere andati ben oltre le aspettative. I Jazz di coach Snyder, con un record di 27-9, guardano tutti dall'alto in basso, giocano in maniera divina tirando e segnando molto da tre, e puntando sulla difesa arroccata a Rudy Gobert; i Suns sono stati letteralmente rivoltati da Chris Paul, veterano e leader che ha saputo far crescere i compagni, Devin Booker in primis, e la squadra è seconda assoluta con 24-11. Sapranno resistere? Utah potrebbe anche farcela, ha dimostrato di essere una macchina quasi perfetta per la regular season tritando qualsiasi avversario, e potrebbe anche approfittare del fatto che Lakers e Clippers gestiscano il minutaggio delle loro stelle in chiave playoff. Phoenix invece potrebbe "sgonfiarsi" un po' ed essere risucchiata dalla risalita delle varie Denver, Portland e magari Dallas.

3 - Philadelphia 76ers e Milwaukee Bucks possono puntare alle Finals?

Ad Est non c'è solo Brooklyn, anzi. In vetta al momento ci sono i Philadelphia 76ers, rigenerati dall'arrivo in panchina di Doc Rivers, di Seth Curry e Danny Green in campo, ma soprattutto dalla crescita esponenziale di Joel Embiid. Phila è una squadra quadrata, solida in difesa e con abbastanza star power per fare la corsa anche nei playoff: di sicuro hanno tutto per blindare il seed numero 1 ad Est. Milwaukee è la solita Milwaukee, tutto o quasi dipende da Giannis Antetokounmpo, il due volte MVP, anche MVP dell'All Star Game, che è in crescita imponente: i Bucks sono certamente da Top 3 nella Conference avendo meccanismi oliati negli anni, devono ancora scoprire il potenziale di Jrue Holiday e faranno qualcosa sul mercato. Per una volta potrebbero beneficiare del fatto che la pressione non è tutta su di loro, bensì sui Nets.

4 - Joel Embiid e LeBron James sono in testa per la corsa all'MVP: è un affare soltanto tra loro due?

Considerata la prima parte di stagione, e il record delle rispettive squadre, Joel Embiid e LeBron James sono davanti a tutti nella corsa al premio di miglior giocatore della stagione. Il centro del Camerun viaggia a 30 punti (2° assoluto) e quasi 12 rimbalzi di media, totalmente dominante, LeBron invece rimane il fulcro dei Lakers, soprattutto con Davis in infermeria (26 punti, 8 rimbalzi e 8 assist a gare per il Re). Un gradino dietro ci sono Nikola Jokic, il centro serbo dei Denver Nuggets che hanno parzialmente deluso nella prima parte (21-15 di record), Giannis Antetokounmpo, che punterebbe ad uno storico premio lui che è stato MVP nel 2019 e 2020, e poi le due guardie più elettrizzanti della lega, Damian Lillard dei Trail Blazers e Stephen Curry dei Warriors, terzo e quarto marcatore con oltre 29 punti di media, che praticamente da soli tengono Portland e Golden State in corsa per la post season.

5 - Danilo Gallinari con Atlanta e Nik Melli con i Pelicans riusciranno ad entrare nei playoff?

Prima parte non semplice per i due azzurri, con Gallinari alle prese con qualche problema fisico e Melli che invece ha pochissima considerazione da coach Stan Van Gundy e viene utilizzato molto poco. Gli Atlanta Hawks hanno deluso nella prima parte ma dopo l'esonero di coach Pierce e la promozione a capo di Nate McMillan sono arrivati due successi prima dell'All Star Game, certamente incoraggiante: la Eastern Conference è molto aperta e gli Hawks hanno tutte le carte in regola per giocarsi un posto nei playoff, soprattutto se il Gallo proseguirà nella sua crescita e starà bene. I Pelicans, pur con uno Zion Williamson scintillante, hanno faticato a trovare continuità e questo è molto penalizzante in una Western Conference estremamente competitiva: per New Orleans l'obiettivo più concreto è agganciare il Play-In (posti dal 7° al 10°). Restando su Melli, non è escluso che venga scambiato entro la deadline del 25 marzo: il giocatore ex Milano in estate poi sarà free agent. In più ci sarebbe Nico Mannion: il rookie è stato richiamato dai Golden State Warriors dopo una buona parantesi in G-League con Santa Cruz e non è escluso che coach Steve Kerr gli conceda qualche minuto nelle rotazioni.

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