Nove partite, e tante grandi prestazioni individuali, per le stelle di prima importanza della NBA. Le partite lottate davvero fino alla fine sono poche, ma quel che conta è che qualche gerarchia si inizia a vedere. Si parte con gli Orlando Magic che non fanno sconti, nei secondi 24 minuti, ai Cleveland Cavaliers, sconfiggendoli per 103-83 con le doppie doppie di Aaron Gordon (24 punti e 11 rimbalzi) e Khem Birch (12 e 12), oltre ai 23 di Nikola Vucevic. Dall’altra parte non bastano i 24 di Collin Sexton e i 10 con 14 rimbalzi di Andre Drummond. I Philadelphia 76ers di uomini in doppia cifra ne mandano sette, con Tobias Harris a quota 22 e le doppie doppie di Ben Simmons e Joel Embiid, superando così per 118-101 gli Charlotte Hornets, cui non sono sufficienti i 18 di Gordon Hayward fin dal momento in cui i padroni di casa scappano a metà secondo quarto.
Continua a essere buono il momento dei New York Knicks, che vincono per 108-113 sul campo degli Atlanta Hawks con le ottime prestazioni di Julius Randle (28 punti e 17 rimbalzi) e di RJ Barrett (26 e 11). Ancora privi di Danilo Gallinari, gli Hawks si vedono raggiungere sullo stesso record di 4-3 nonostante i 31 con 14 assist di Trae Young. I Miami Heat travolgono per 118-90 gli Oklahoma City Thunder con 20 punti di Bam Adebayo, 19 di Kelly Olynyk e 18 di Jimmy Butler; dall’altra parte 18 per Shai Gilgeous-Alexander.
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Brutta partenza per i Toronto Raptors (1-5), che soccombono anche ai Boston Celtics in quel di Tampa Bay, dove attualmente la franchigia è costretta a giocare, e nonostante quasi 3500 persone autorizzate all’interno dell’arena. Non bastano i 35 punti di Fred VanVleet a fermare l’onnipotenza di Jayson Tatum, a quota 40, e l’ottimo apporto della panchina dei Celtics, dalla quale escono quattro uomini in doppia cifra tra cui Payton Pritchard a quota 23. La notte, oltre che a Tatum, appartiene a Luka Doncic, autore, nel successo nel finale dei Dallas Mavericks per 100-113 sugli Houston Rockets, della terza gara oltre i 30 punti, 15 rimbalzi e 10 assist entro i 22 anni di età. Nella storia della NBA, questa situazione (stanotte compresa) si è verificata 5 volte; la stella slovena che mette a referto 33, 16 e 11. Per James Harden 21 e 10 assist, in un momento per lui non buono per tante, e ben note, ragioni.
Per un Doncic che chiama, c’è un Giannis Antetokounmpo che risponde: 43 punti, controllo totale della partita nella prima metà di gara e Milwaukee Bucks che battono i Detroit Pistons (con 24 di Derrick Rose dalla panchina e di Jerami Grant) per 125-115. La lotta per il titolo di MVP della regular season, in sostanza, è aperta. Vincono all’overtime gli Indiana Pacers, che battono per 116-118 i New Orleans Pelicans con 25 di Victor Oladipo e doppie doppie diverse per Domantas Sabonis e Malcolm Brogdon, il quale trova il canestro della vittoria con 1″7 da giocare. Non tocca il campo Nicolò Melli nella notte in cui Brandon Ingram ne fa 31.
Non è lo stesso Steph Curry della sfida a Portland, ed è anche normale, ma i suoi 30 bastano e avanzano ai Golden State Warriors per mettere a ferro e fuoco i Sacramento Kings (137-106). La nota italiana della notte è legata all’esordio di Nico Mannion: 7’47” con due rimbalzi e due assist.

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I risultati della notte NBA

Orlando Magic-Cleveland Cavaliers 103-83
Philadelphia 76ers-Charlotte Hornets 118-101
Atlanta Hawks-New York Knicks 108-113
Miami Heat-Oklahoma City Thunder 118-90
Toronto Raptors-Boston Celtics 114-126
Houston Rockets-Dallas Mavericks 100-113
Milwaukee Bucks-Detroit Pistons 125-115
New Orleans Pelicans-Indiana Pacers 116-118 dts
Golden State Warriors-Sacramento Kings 137-106

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