Dopo la parabola dei Chicago Bulls di Michael Jordan sublimata dall’uscita di The Last Dance (Netflix) è ora il turno della dinastia dei Los Angeles Lakers degli anni 80, raccontata sul piccolo schermo da due prospettive diverse, quasi agli antipodi: una interna con They Call Me Magic (Apple TV+) e una “esterna” con Winning Time (HBO). L’una consta del punto di vista dei protagonisti, l’altra si avvale di una ricostruzione di tipo giornalistico. Ci concentriamo su Winning Time - la serie del momento che tanto ha diviso pubblico, critica e diretti interessati - con cinque curiosità utili a fornire un po’ di contesto.

La fonte: "Showtime"

Winning Time è basata sul romanzo Showtime: Magic, Kareem, Riley, and the Los Angeles Lakers Dynasty of the 1980 (Edito in Italia da 66thand2nd) di Jeff Pearl, popolare scrittore sportivo statunitense. Il titolo della serie tv è cambiato per non creare confusione con il nome del network televisivo concorrente della HBO. Showtime è passato agli annali come espressione per indicare la dinastia dei Lakers dal 1979 al 1991, periodo in cui Magic Johnson & Co. facevano incetta di vittorie intrattenendo il pubblico a suon di magate sul parquet, come perfetto compendio del decennio più edonista di sempre.
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Magic, il protagonista

Non ci sarebbe mai stato uno Showtime senza la lungimirante scelta dei Lakers di chiamare il fenomeno di Michigan State Earvin “Magic” Johnson alla prima scelta assoluta del Draft NBA 1979. Nella serie tv Magic è interpretato dall’attore Quincy Isaiah, straordinariamente somigliante al campionissimo. Eppure Quincy al college giocava… A football! Fondamentale dunque l’ausilio di un coach ad hoc sul set per lavorare sulla sua pallacanestro; i risultati finalì sono stati tutt’altro che disprezzabili.

Che bagarre per il ruolo di Jerry Buss!

La parte del visionario e vulcanico proprietario di quei Lakers Jerry Buss se l’è aggiudicata John C. Reilly, ma che bagarre per quel ruolo! La scelta del produttore Adam McKay di virare all’ultimo su Reilly scaricando di fatto Will Ferrell gli è costato la brusca interruzione di un rapporto di amicizia e di proficua collaborazione professionale con quest’ultimo che durava ormai da 25 anni. “Will non mi parlerà mai più in vita sua”, ha chiosato McKay.

L’ira funesta dei veri Lakers

Qualcuno (come Jerry West, ndr) ha addirittura minacciato di denunciare la produzione portando il caso alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, Magic Johnson ha dichiarato in un’intervista che quello che racconta Winning Time è sostanzialmente basato su menzogne in serie , Kareem Abdul-Jabbar non ha preso particolarmente bene il suo ritratto sul piccolo schermo. La serie tv di Adam McKay ha fatto letteralmente infuriare gli eroi dei Lakers dello Showtime, raccontando pregi e storture senza sconti, con un approccio tutt’altro che indulgente.

È stata rinnovata

Lo scorso 7 aprile HBO ha rinnovato la serie tv per una seconda stagione: se la prima ha raccontato la stagione d'esordio sotto l’egida di Jerry Buss con il rookie Magic Johnson a cambiare la dimensione di una franchigia fino al suo avvento stagnante, la seconda si addentrerà nel decennio puntando i riflettori sulla rivalità tra Magic e la nemesi Larry Bird. Ne vedremo delle belle.

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