Nessuna grossa differenza in vista per la stagione NBA 2022-23 in fatto di lotta al Covid. In accordo con la NBPA, l'Associazione Giocatori, non è stato inserito alcun obbligo vaccinale, anche se rimane una forte raccomandazione per giocatori e staff di procedere con la protezione vaccinale. Soprattutto rimane inalterato l'obbligo per varcare il confine col Canada e giocare a Toronto contro i Raptors: al momento sia il governo federale canadese che quello statunitense continuano a vietare alle persone non vaccinate di attraversare il confine per scopi atletici. Un fatto importante che nella passata stagione ha impedito ad alcuni giocatori non vaccinati, su tutti Kyrie Irving dei Brooklyn Nets e poi Matisse Thybulle dei Philadelphia 76ers, di scendere in campo alla Scotiabank Arena (Thybulle saltò persino le tre gare della serie di primo turno playoff, vinta 4-2 dai 76ers).
Questo significa che tutti dentro il roster e lo staff dei Raptors devono essere vaccinati per poter superare di continuo il confine tra Canada e Stati Uniti. Quindi, 100% di vaccinati a Toronto, circa il 97% considerando tutta l'NBA secondo ESPN e guardando alla passata stagione che, come detto, non ha avuto troppi casi eclatanti tranne quelli riguardanti Irving e Mathybulle, almeno per quanto filtrato sulla stampa. Infine, sul tema del no all'obbligo vaccinale, Yahoo! Sports ha parlato di possibilità di tamponi periodici per i non vaccinati: "La NBA non porrà un obbligo vaccinale per la prossima stagione, ma suggerirà vivamente a tutto il personale di essere aggiornato con le vaccinazioni. Potrebbero essere consentiti test periodici di giocatori non vaccinati, in attesa di discussioni con l'NBPA".
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