I Philadelphia 76ers potrebbero essere tranquillamente lo scenario perfetto per il remake del film "C'eravamo tanto amati" con Joel Embiid e Ben Simmons nei ruoli di protagonisti. Con la regular season NBA ormai alle porte, l'esterno mancino di nazionalità australiana continua ad essere un separato in casa, non si è presentato al media day della squadra e ha ribadito l'intenzione di non partecipare al training camp: vuole essere scambiato ed è pronto anche a stare seduto tutto l'anno, ma di rimettere la canotta dei 76ers non se ne parla minimamente. Dopo la fine della passata stagione, con l'eliminazione di Phila al secondo turno dei playoff della Eastern Conference per mano degli Atlanta Hawks di Danilo Gallinari, Simmons non ha più avuto rapporti con compagni o membri della franchigia, anche perchè è stato gettato in pasto ai critici un po' alla stregua di "capro espiatorio" e praticamente nessuno ha tentato di difenderlo.

Impossibile scambiare Simmons

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Detto questo, da mesi Simmons è "sul mercato", ma il presidente dei 76ers Daryl Morey non è riuscito a trovare una trade che potesse soddisfare la franchigia, e così prosegue lo stallo: va detto che l'ex LSU, pur essendo un All Star, un ragazzo ancora giovane (26 anni) e un talento potenzialmente clamoroso (soprannominato "Fresh Prince" perchè considerato un possibile erede del "King" LeBron James), è uscito malissimo dagli ultimi playoff in termini di impatto sul campo, e in più il suo valore è crollato verso lo zero proprio per questo atteggiamento da separato verso chi gli paga lo stipendio, ovvero Phialdelphia.
Dopo aver deciso lo scorso inverno di non inserirlo nella trade con gli Houston Rockets per arrivare a James Harden, poi passato ai Nets, ora Morey potrebbe rimpiangere tantissimo quella scelta (posto che sia andata così, almeno secondo i rumors...) di puntare ancora sul potenziale dell'australiano. Adesso è sostanzialmente impossibile ricavare qualcosa di prezioso, non tanto un'altra stella come Damian Lillard o Bradley Beal (le ipotesi iniziali), ma nemmeno un altro giocatore già affermato tipo CJ McCollum piuttosto che D'Angelo Russell.

Ben Simmons #25 of the Philadelphia 76ers handles the ball against Dennis Schroder #17 of the Los Angeles Lakers on January 27, 2021

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La situazione contrattuale di Simmons frena qualsiasi operazione, perchè è un giocatore appena entrato nel suo nuovo accordo e non un un elemento al termine del sodalizio e che quindi potrebbe anche essere liberato accordandosi su una buonuscita. Ben ha ancora 4 anni di contratto per 147 milioni di dollari complessivi, 33 nel 2021-22: dovesse stare seduto data la sua volontà di non tornare a Philadelphia, perderebbe 227.000 dollari per ogni partita saltata fino alla 20esima gara di regular season, dopo la 21esima invece salirebbe a 300.000 dollari per ogni partita. Non bruscolini, anche se l'australiano ha già incassato un 25% in estate e dovrebbe in teoria avere un altro 25% l'1 ottobre, sempre se i 76ers decidessero di pagarlo.

Quali scenari: Cavs, Twolves o Spurs?

Mentre a Philadelphia la speranza è quella di convicerlo a tornare sui suoi passi e a rientrare in squadra, l'entourage di Simmons è fermo sull'intenzione di chiudere definitivamente il rapporto coi 76ers, idea portata avanti dall'agente Rich Paul, lo stesso di LeBron James. Il punto è che si tratta di una "lose lose situation" nel senso che uno scambio non porterebbe benefici a nessuno, nel senso che Philadelphia avrebbe indietro un valore molto più basso rispetto al previsto, e lo stesso Simmons andrebbe a finire per forza di cose in un contesto "poco sexy" e perdente, tipo Cleveland o Sacramento, visto che possono mettere sul piatto almeno dei giovani e delle scelte future al Draft.
Simmons ha comunque bisogno di un nuovo inizio perchè a Philadelphia si è capito che non funziona nemmeno a livello tecnico, aldilà della questione umana. L'australiano è un giocatore particolare che probabilmente potrebbe anche trovarsi a suo agio in un contesto attualmente non di prima fascia ma che gli possa dare palla in mano e il ruolo di fulcro totale, insomma avere le chiavi della franchigia, con un gioco modellato su quanto hanno fatto i Milwaukee Bucks in passato con Giannis Antetokounmpo, ovvero mettendolo al centro del progetto e contornandolo di tiratori e giocatori di esperienza con doti perimetrali che potessero lasciargli tanto spazio per andare al ferro.
Difficile possa avere una situazione favorevole a Portland, dove c'è Lillard, a Sacramento, con Fox e Haliburton, o a Minnesota, con Karl-Anthony Towns (si ripeterebbero le difficoltà con Embiid), mentre Cleveland potrebbe essere destinazione favorevole, anche perchè il playmaker Collin Sexton finirebbe ai 76ers e perchè ai Cavs ci sono dei buoni elementi di contorno come Allen e Markkanen. Anche gli Houston Rockets potrebbero essere uno scenario ideale, però qui servirebbe che Philadelphia sia disposta a prendersi indietro il contratto da oltre 40 milioni di John Wall. Infine i San Antonio Spurs: il connubio Simmons-Popovich potrebbe essere stuzzicante, avrebbe quel ruolo di stella che in neroargento manca praticamente dall'addio di Kawhi Leonard, e gli Spurs avrebbero buoni giocatori da dare in cambio ai 76ers, su tutti DeJounte Murray. Staremo a vedere.

Intanto anche Embiid lo scarica: "Irrispettoso"

Aldilà della situazione contrattuale, Simmons ha tagliato tutti i ponti anche con lo spogliatoio, con i compagni. Pare che nessuno lo senta dallo scorso maggio, dalla fine dei playoff, e addirittura negli scorsi giorni The Athletic ha riportato che Ben avrebbe stoppato una "delegazione" con Embiid, Harris e Thybulle, pronta a volare in California per incontrarlo e provare a convincerlo a tornare. Sembra proprio di essere arrivati ad un punto di non ritorno.
E ora anche lo stesso Embiid, che con Simmons pareva poter formare la coppia che avrebbe riportato Philadelphia sul trono NBA, ha scaricato il compagno: "È tutto molto deludente, al limite dell’irrispettoso nei confronti di tutti quei ragazzi che sono qui a combattere per le loro carriere e avrebbero bisogno di uno come lui ad aiutarli. Tutto è sempre stato costruito attorno alle sue necessità, anche quando abbiamo messo sotto contratto Al [Horford]. Ci siamo liberati di Jimmy Butler, mossa che io ritengo ancora fosse un errore, per essere sicuri che Simmons avesse il pallone tra le mani".
È tutto molto deludente, al limite dell’irrispettoso... Tutto è sempre stato costruito attorno alle sue necessità. Ci siamo liberati di Jimmy Butler, mossa che io ritengo ancora fosse un errore, per essere sicuri che Simmons avesse il pallone tra le mani
Più i giorni passano, più la situazione diventa insostenibile, per Ben Simmons e per i Philadelphia 76ers: una questione che l'NBA starà certamente monitorando perchè si rischia di creare un pericoloso precedente che potrebbe davvero spostare ancora di più una bilancia che pende ormai sempre più verso i giocatori, e sempre meno verso le franchigie.

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