Dalla pista al parquet, con una naturalezza impressionante. Gianmarco Tamberi, oro olimpico nel salto in alto ai Giochi di Tokyo 2020, conquista anche gli Stati Uniti d'America dopo una sontuosa esibizione nel Celebrity Game, evento parte dell'All-Star Game NBA 2022.
Gimbo chiude con 15 punti e 10 rimbalzi, lasciando di stucco tutti gli appassionati per un tap-in schiacciato a fine 1° tempo che scatena la reazione anche di LaMelo Ball. "Saranno le scarpe", twitta la stella degli Charlotte Hornets, che con Tamberi condivide lo sponsor tecnico e sembra aver prestato all'azzurro gli attrezzi del mestiere, ossia calzature ad hoc per l'evento. Il devastante atletismo del saltatore italiano non è bastato al Team Dominique - così denominato perché allenato dalla leggenda Dominique Wilkins - per avere la meglio sul Team con head coach Bill Walton, che si è imposto 65-51 al termine di una partita caratterizzata soprattutto dalle giocate ed esultanze (con tanto di aereoplanino alla Montella) di Gimbo.
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Al netto della doppia-doppia messa a referto, ciò che colpisce nella sfida di Tamberi è la mentalità nel giocare una partita che sembrava attendere da una vita. Un entusiasmo contagioso, un'intensità quasi da Playoff, a testimoniare l'amore per uno sport che l'azzurro pratica ancora, appena può. Abbiamo tutti impressa nella mente la schiacciatona durante una partitella al campetto milanese di Viale Lazio, ma è anche risaputo che Gimbo sia spesso protagonista di eventi legati al mondo della palla a spicchi. Un amore nato quando aveva 4 anni d'età, con le canotte della Robur Osimo e della Stamura indossate per imparare fondamentali che ancora oggi sono molto solidi, specie per un atleta che ha poi abbandonato tale disciplina a 16 anni per dedicarsi all'atletica.
In quell'intervallo di tempo, Tamberi è stato tifosissimo dell'Aurora Jesi e la pallacanestro è ancora parte fondamentale della sua vita, a 360°: "Potrei parlare per ore di quanto sia importante per me prendere in mano la palla a spicchi ogni qual volta mi sia possibile. Mi libera la mente, mi emoziona, mi fa sentire vivo. In molti non si capacitano del perché mi prenda questi rischi, pur essendo uno sportivo di alto livello. In pochi hanno però capito che se sono arrivato dove sono arrivato, è anche grazie al basket".

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