I dottori mi hanno diagnosticato una precoce forma di demenza senile riconducibile al morbo di Alzheimer. Ho intenzione di continuare ad essere il vostro allenatore: non posso garantire lo stesso livello di concentrazione, non so per quanto tempo, ma io continuerò ad allenare. Ora mettete via i fazzoletti: non ci sarà nessun festival dell'autocommiserazione. Noi combatteremo, e siamo pronti a farlo pubblicamente.
In queste parole, rilasciate al sito internet dell'Università del Tennessee, era racchiusa tutta l'essenza della leggendaria allenatrice di basket Pat Summitt. Era il 2011 e per lei cominciava un'estenuante battaglia contro la terribile malattia: battaglia che visse l'ultimo drammatico capitolo il 28 giugno del 2016, quandoPat Summitt si spense all'età di 64 anni nella casa di riposo di Knoxville - nel suo adorato Tennessee - dove era ricoverata. Senza troppi giri di parole, si tratta dell'allenatrice più vincente di sempre nella storia del basket universitario femminile: in assoluto, seconda solo a Coach K Mike Krzyzewski per numero di vittorie nella Division I della NCAA. Quando si parla di Pat Summitt, l'avrete già intuito, le distinzioni di genere stanno a zero.
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1098 (!) successi: un mito

1098, avete letto bene: a tanto ammonta il computo delle vittorie raccolte in carriera da coach Summitt nelle 38 stagioni alla guida delle Tennessee Lady Volunteers, rappresentativa di basket femminile della University of Tennessee. Il suo palmares farebbe impallidire qualunque collega: otto titoli nazionali con le Lady Vols, 18 qualficazioni alle Final Four del college basketball, una medaglia d'oro alla guida della nazionale femminile di basket alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, l'inclusione nella Hall of Fame dal 2000. Prima di imbracciare la lavagnetta Pat Summitt (Head il suo cognome da nubile prima di sposare Ross Barnes Summitt) fu anche apprezzata giocatrice: nei Giochi di Montreal 1976 da vice capitano si mise al collo la medaglia d'argento quando Team USA fu costretto a inchinarsi solamente al cospetto dell'imbattibile Unione Sovietica.

Le battaglie civili

Se di medaglie, onori e riconoscimenti al merito si perde presto il conto - nel 2012 il presidente Barack Obama le conferì la Presidential Medal of Freedom, massima decorazione degli Stati Uniti d'America al pari della medaglia d'oro del Congresso - il ruolo rivestito da coach Summitt nel mondo del basket è di siderale importanza anche alla luce di alcune coraggiose battaglie civili da lei condotte.
Ha tracciato il sentiero. Se oggi abbiamo gli stipendi che abbiamo è merito di Pat Summitt, se oggi abbiamo la visibilità che abbiamo il merito è di Pat Summitt. Non aveva paura di combattere
Le parole di Kim Mulkey - head coach della Baylor University - a ESPN nel giorno della scomparsa della decana delle allenatrici sono sintomatiche dell'influenza esercitata da Pat Summitt sul mondo della palla a spicchi e di quanto le attuali protagoniste del basket femminile le siano debitrici.

Pat e Candace

Le deve senza ombra di dubbio moltissimo la super star Candace Parker, due volte campionessa NCAA con le Lady Vols (2007/2008) sotto l'egida di coach Summitt nonché campionessa WNBA con la canotta delle Los Angeles Sparks. Nella notte in cui Pat perse la vita Candace scrisse 31 punti addizionando 13 rimbalzi nella vittoria contro le Dallas Wings: difficile non supporre che fosse stata in qualche modo telecomandata dall'alto. A fine stagione conquistò il tanto agognato anello WNBA: lo dedicò, ça va sans dire, a Pat Summitt nella toccante intervista al termine della decisiva gara-5 contro le Minnesota Lynx, occasione in cui proprio non le riuscì di trattenere le lacrime.
Andai a trovare il coach nel periodo della malattia e le chiesi 'Cos'è che ti fa andare avanti?' E lei mi rispose 'Sai, metto semplicemente un piede davanti all'altro e respiro.' Questo mi ha dato l'ispirazione per un tatuaggio sul mio braccio. Dice: 'Piede sinistro, Piede destro. Respira, Ripeti' (Candace Parker)

Pat Mentality

Tra le numerose perle di saggezza disseminate nel corso della sfolgorante carriera di Pat Summitt ce n'è una che potrebbe tranquillamente travalicare i confini del basket per abbracciare qualunque tipo di sport o campo della vita. In fondo racchiude la cifra stilistica della leggendaria figlia del Volunteer State: una donna con i pantaloni che alle volte sapeva incenerire con lo sguardo ma al contempo riusciva a far breccia nelle menti e nei cuori delle sue allieve. Come lei, nessuno mai...
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