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Pronto il protocollo per la ripresa del basket: costerà 100.000 euro a squadra. Sarà gestibile?

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In this handout image provided by Euroleague Basketball, Mediolanum Forum before 2019/2020 Turkish Airlines EuroLeague Regular Season Round 27 match between AX Armani Exchange Milan and Real Madrid at Mediolanum Forum on March 03, 2020 in Milan, Italy

Credit Foto Getty Images

DaDaniele Fantini
02/08/2020 A 10:32 | Aggiornato 02/08/2020 A 10:38
@d_fantini

Il protocollo per la ripresa del basket giocato è stato definito sulla falsariga di quello già utilizzato per il calcio. Le nuove misure di sicurezza prevedono un costo complessivo di 100.000 euro per società, molto pesante per le capacità economiche del movimento, anche e soprattutto in regime di porte chiuse.

Le date per la ripresa, per ora, sono confermate. La Supercoppa in formato esteso comincerà il 27-29 agosto, mentre il campionato 2020-21 è pronto a partire un mese dopo, il 27 settembre. Le modalità della ripartenza, però, restano ancora da precisare.

Costi ingestibili, la Lega chiede aiuto

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La Lega Serie A sarà tenuta ad applicare e rispettare lo stesso protocollo utilizzato per la ripresa del calcio, un sistema che aumenterà i costi di gestione per squadra di 10.000 euro al mese, per un totale di 100.000 euro a stagione. Sono numeri difficilmente gestibili (se non ingestibili), per diverse società del nostro basket, già sofferenti per la chiusura anticipata della scorsa stagione e anche in previsione di un nuovo campionato a porte chiuse, che azzererà gli incassi del botteghino.

Umberto Gandini, presidente della Lega, sta lavorando con il CTS per provare a modificare le linee-guida adattandole alla situazione sanitaria attuale, caratterizzata da una minor circolazione del coronavirus rispetto al periodo in cui fu stilato il protocollo del calcio. La speranza è riuscire ad ottenere aiuti economici statali per le procedure di messa in sicurezza e sanificazione, un allentamento generale dei vincoli e, soprattutto, la possibilità di riaprire almeno parzialmente le porte dei palazzetti al pubblico, utilizzando gli stessi accorgimenti già in atto per mezzi di trasporto, arene, teatri e cinema. Ecco le sue parole riportate in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport.

Il protocollo per la ripresa è arrivato ed è sulla falsariga di quello del calcio. Il documento del calcio era stato però elaborato a fine maggio per la ripresa di giugno, quindi in un periodo con determinati standard di emergenza. Ci auguriamo che ora lo si renda più praticabile con interventi adeguati. Il protocollo del calcio ha avuto costi di applicazioni elevati ma giustificati dal periodo. Noi, come altre discipline, non saremmo in grado di sostenere i costi legati a tali standard. All'inizio sarà così, ma se l'evoluzione del virus dovesse rimanere tale e considerate anche le aperture su altri aspetti della vita quotidiana, auspichiamo un allentamento dei vincoli e quindi anche dei costi. Abbiamo un comitato tecnico che sta lavorando per la riapertura al pubblico considerando le normative esistenti. Non vedo perché sui palasport non si possano applicare le stesse modalità valide per treni, aerei e teatri. Puntiamo a riportare i tifosi e per farlo dovremo probabilmente adattare le nostre arene: sono costi ulteriori su cui auspichiamo un aiuto da parte dello Stato.

Protocollo e arene a porte chiuse

Secondo il protocollo attuale, le squadre dovranno sostenere i costi per i tamponi fatti ogni quattro giorni a giocatori e staff, per la sanificazione dei palazzetti, per le misure di sicurezza nell'organizzazione delle trasferte e per i test sierologici da effettuare prima della Supercoppa e prima dell'inizio del campionato.

Sono 125 le persone ammesse all'interno delle arene per ogni partita in regime di porte chiuse, così suddivise: 30 giocatori, 6 allenatori, 2 medici, 4 fisioterapisti, 2 match analysts, 10 membri delle società, 3 arbitri, 1 commissario arbitri, 5 ufficiali di campo, 4 addetti alla pulizia del campo, 1 medico del 118, 4 operatori sanitari del 118, 20 agenti di polizia, 8 vigili del fuoco, 2 delegati addetti all'antidoping, 8 giornalisti, 5 fotografi, 10 operatori televisivi.

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