Dolomiti Energia Trentino-AX Armani Exchange Milano 65-74

Di Daniele Fantini. Il quarto di finale più breve della storia si conclude in soli quattro giorni, regalando a Milano un mini-periodo di riposo prima dell'inizio della fase più calda di una stagione che ha già superato da tempo le 80 gare ufficiali complessive. L'Olimpia chiude sul 3-0 la serie con Trento vincendo alla BLM Group Arena una partita combattuta, sudata e sofferta, in cui piega la resistenza eroica di un'Aquila finalmente capace di mettere in campo quegli intangibles fisici ed emotivimancati per larghi tratti nelle prime due gare del Forum.

Paul Biligha vola a stoppare, Gigi Datome segna la tripla

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12/05/2021 A 14:27
Il punteggio finale più ravvicinato racconta una partita differente, più equilibrata e vissuta su tanti aspetti extra-cestistici, comprese quelle energie che Trento si ritrova a esaurire per una rotazione ancora una volta cortissima e Milano ad amministrare con criterio per mantenere il serbatoio sufficientemente pieno in vista delle Final Four di Colonia ed evitare altri infortuni pesanti come quello sofferto da Shavon Shields in gara-1. Pur inseguendo per quasi tutta la partita, Trento ha il merito di resistere con una mentalità guerriera nonostante le percentuali scarsissime dall'arco (6/28) e di incrinare le certezze della squadra di Messina con un break-lampo di 7-0 per firmare l'aggancio sul 63-63 a poco meno di tre minuti dalla sirena. La grande rimonta, però, si ferma lì, perché, nel momento di massima emergenza, Milano si affida ai suoi veterani imbastendo un finale da grandissima squadra.

JaCorey Williams al meglio: schiacciata di forza in transizione

Nel break decisivo di 2-11 che chiude partita e serie brillano Kyle Hines, meno incisivo rispetto alle prime due gare ma determinante con due palle recuperate consecutive in situazioni di post-up di JaCorey Williams, e Sergio Rodriguez, emerso quasi dal nulla come una scintilla impazzita con due assist e una tripla spacca-gambe da campionissimo vero che spezza gli equilibri in maniera definitiva. Ed è poi la difesa di squadra, altro pilastro portante già apprezzato nelle partite del Forum, a far calare il sipario conclusivo, togliendo a Trento spazio e ossigeno vitale nelle azioni cruciali.

Malcolm Delaney brucia la sirena del primo tempo con il floater

Al grande lavoro dei veterani si affianca quello di Kevin Punter, top-scorer con 14 punti, esploso nel finale dopo un primo tempo con tantissimi ferri, e, soprattutto, dei comprimari. L'MVP va ancora a un maestoso Riccardo Moraschini, capace di confermare l'ottima prestazione di gara-2 con una splendida partita all-around da titolare: 13 punti senza errori al tiro, 9 rimbalzi e la solita carica fisica, energetica e agonistica che, in questo momento, lo sta rendendo un enorme valore aggiunto nella metacampo difensiva. Si conferma, anzi, migliora il contributo di Michael Roll (11 punti dalla panchina), ottimo come giocatore-collante in una serata di scarsa lucidità e brillantezza generale degli attacchi e del playmaking, dove stanchezza e difese prevalgono sulla pulizia del gioco dando vita a una partita non adatta ai palati fini.

Kyle Hines mostra i muscoli: schiacciata nel cuore dell'area

Si gioca per larghi tratti una pallacanestro più congeniale alle caratteristiche di Trento, sporca, tesa, fisica, a basso ritmo e punteggio, con aree dure e intasate, che l'Aquila non ha però la freddezza di prendere in mano sfruttando qualche passaggio a vuoto inaspettato degli avversari per le evidenti difficoltà fisiche e tecniche che la portano a tirare con bassissime percentuali. Non servono, quindi, i guizzi di JaCorey Williams (16+8 rimbalzi), concentrato e duro per l'intera partita a differenza di quello ondivago delle gare del Forum, l'exploit da 13 punti con 8 rimbalzi di Kelvin Martin, vero MVP bianconero per la quantità fornita su entrambi i lati del campo, e i 12 di Jeremy Morgan, altalenante sì ma esploso nel finale con i canestri decisivi per l'aggancio poi non concretizzato col sorpasso. Frena ancora Luke Maye dopo un buon avvio, panchinato per falli nel quarto periodo, ben contenuto Gary Browne (9 punti, 3/11 al tiro), incapace di incidere come a Milano. La panchina, ridotta all'osso, produce pochissimo, spegnendosi nella serata incolore di Victor Sanders (3 punti, 1/7).

Hines recupera, LeDay schiaccia il canestro decisivo di gara-3

  • Trento: Browne 9, Morgan 12, Sanders 3, Maye 10, Williams 16; Ladurner, Conti, Martin 13, Forray 2. N.e.: Mezzanotte, Pascolo, Jovanovic. All.: Molin.
  • Milano: Delaney 4, Punter 14, Moraschini 13, LeDay 9, Hines 8; Roll 11, Datome 8, Brooks, Biligha 2, Rodriguez 5. N.e.: Cinciarini, Wojciechowski. All.: Messina.

Highlights: Trento-Olimpia Milano 65-74

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Banco di Sardegna Sassari-Umana Reyer Venezia 75-60

Di Davide Fumagalli. Serviva una risposta è la risposta è arrivata come previsto al PalaSerradimigni per il Banco di Sardegna Sassari che batte con pieno merito 75-60 l'Umana Reyer Venezia in gara 3 e tiene viva la serie dei quarti di finale playoff accorciando sul 2-1. Una prova di forza della formazione di Gianmarco Pozzecco che, dopo aver perso in volata le due sfide del Taliercio, banchetta praticamente da fine terzo quarto, tocca anche il +24 e nel finale contiene ogni tentativo di rimonta degli orogranata: la Dinamo ha cinque giocatori in doppia cifra, spiccano Spissu e Bendzius con 13 punti a testa (e 7 delle 10 bombe di squadra, ndr), con 11 Happ e Burnell, a 10 Miro Bilan. Dall'altra parte la Reyer non bissa il successo delle ragazze, fresche campionesse d'Italia, non è mai in partita e paga carissimo nervosismo e palle perse, 17. L'ultimo ad arrendersi è Tonut, 17 punti, mentre Daye è l'altro in doppia cifra con 12 punti. La serie resta in Sardegna per gara 4, in programma martedì sera alle 20.45.

Bendzius e Burnell con le triple che piegano la Reyer

Il match vede partire fortissimo Sassari, la Dinamo vola sul 15-4 con le bombe di Spissu, Gentile e Bendzius, mentre Venezia si sveglia con due triple di Daye dopo otto errori dall'arco consecutivi. Alla prima pausa è 22-12 per i padroni di casa, poi nel secondo periodo la Reyer ha un paio di giocate dell'ultimo innesto Jerrells ma Sassari va il doppio, Happ e Bilan dominano vicino a canestro, e Spissu insacca ancora dall'arco per il +18. Prima dell'intervallo, sul 40-26, Watt e Spissu si allacciano a rimbalzo, ne nasce una piccola rissa, poi Stone se la prende con qualcuno sugli spalti, ma gli arbitri gestiscono bene e riportano la calma. La situazione non favorisce Venezia che infatti crolla a -20, 46-26 alla pausa lunga.
Nella ripresa la Reyer prova ad alzare il ritmo, a metterci più grinta, ma in realtà è il Banco di Sardegna ad allungare fino a +24 sul 55-31, massimo vantaggio di serata con recupero di Spissu e volata di Burnell. La situazione non varia fino al quarto periodo quando Sassari si blocca e Venezia ne approfitta per rimontare fino a -10 sul 66-56 con le sfuriate di un generosissimo Tonut e una bomba di Stone. A togliere le castagne dal fuoco per la Dinamo ci pensano Bendzius e Burnell che insaccano due triple in fila, riportano il punteggio a +16 sul 72-56 e sostanzialmente mandano i titoli di coda di gara 3.
  • Sassari: Bendzius 13, Gentile 8, Kruslin ne, Bilan 10, Spissu 13, Happ 11, Katic 7, Treier 2, Burnell 11, Gandini ne, Chessa ne, Re ne. All. Pozzecco.
  • Venezia: Tonut 17, Stone 6, De Nicolao 2, Chappell, Watt 3, Daye 12, Mazzola 6, Campogrande, Jerrells 8, Fotu 2, Casarin 2, Cerella 2. All. De Raffaele.

Highlights: Sassari-Venezia 75-60

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