Umana Reyer Venezia - Banco di Sardegna Sassari 83-78

Di Davide Fumagalli. Un'altra battaglia al Taliercio e un'altra vittoria in volata dell'Umana Reyer Venezia che piega 83-78 il Banco di Sardegna Sassari anche in gara 2 e si porta sul 2-0 nella serie dei qaurti di finale playoff. Questa volta volta sono sufficienti 40' ma le emozioni non sono da meno: i lagunari rimontano il -17 del secondo quarto e poi nel finale la spuntano con due canestri clamorosi di Stefano Tonut, top scorer con 25 punti, e con la difesa di Mitchell Watt, 20, che stoppa il disperato tentativo del pareggio di Bendzius. La Reyer, che chiude con 12 su 31 da tre e 11 su 13 ai liberi, ha anche 12 punti da De Nicolao. Viceversa alla Dinamo, che ritrova in panchina Gianmarco Pozzecco dopo la sospensione, non bastano cinque giocatori in doppia cifra: Happ è il migliore con 14 punti, Bendzius ne aggiunge 12, mentre a 13 ci sono Burnell, Kruslin e Stefano Gentile. La formazione isolana domina a rimbalzo, 48 a 31, 18 in attacco, ma paga il 49% da due e soprattutto il 16 su 26 ai liberi, compresi i due errori di Bilan nel testa a testa conclusivo. Le due squadre torneranno in campo domenica sera alle 20.45 al PalaSerradimigni per gara 3.

Spaziale Stefano Tonut! Segna la triplona della vittoria in gara-2

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Il match è equilibrato in avvio, Burnell e Happ danno un primo allungo a Sassari sul 17-10, poi Watt e De Nicolao rimettono davanti Venezia sul 21-19 ma al 10' è 24-21 Dinamo nonostante i problemi di falli di Miro Bilan. Nel secondo periodo la Reyer risale fino a -1 con Tonut (28-29), da lì però il Banco di Sardegna cambia marcia a partire dalla difesa, Burnell e Bendzius segnano in contropiede, Gentile colpisce da tre e Happ da sotto, e gli ospiti dilagano fin sul +17, 47-30! La Reyer è colpita ma ha una buona reazione con Chappell e Watt, e va al riposo lungo sul -10, 37-47, grazie ad una schiacciata del pivot mancino.

Che altruismo di Spissu! Regala i canestri a Burnell e Bendzius

Nella ripresa è un'altra gara, la squadra di De Raffaele cambia totalmente marcia in difesa, la Dinamo non segna praticamente mai, e grazie anche al buon impatto di Cerella arriva la rimonta: una bomba di Stone vale il -2, poi è Watt a schiacciare il sorpasso sul 53-52! Venezia arriva a +3 e al 30' conduce 57-54. L'ultimo quarto è una battaglia, Sassari risponde alla grande e vola a +5 sul 65-60 con una tripla di Gentile, poi sono le bombe di Kruslin e Burnell a tenere davanti gli ospiti. Nel finale tirato sale in cattedra Tonut che prima segna il jumper del 77-74 e poi mette una bomba siderale per l'80-75.

Mitchell Watt inchioda la schiacciata dopo una perfetta transizione

Non è però finita perchè Burnell risponde per il -2 e De Nicolao segna un solo libero per l'81-78. A quel punto Sassari ha un'ultima chance, ma Bilan fa 0 su 2 e Bendzius viene stoppato da Watt nel tentativo di tirare da fuori per il pari, una stoppata da cui nasce il contropiede di Tonut che chiude il discorso per il definitivo 83-78. Si chiude così una gara 2 ancora all'insegna dell'equilibrio: la Reyer si guadagna il primo match point per la semifinale, ma il Banco di Sardegna vorrà rispondere di sicuro, anche perchè sarebbe potuto benissimo trovarsi a sua volta sul 2-0.

Watt brucia la sirena del 1° tempo con una schiacciatona

  • Venezia: Tonut 25, Stone 7, De Nicolao 12, Chappell 7, Watt 20, Daye, Mazzola, Campogrande ne, Casarin 2, Fotu, Clark 5, Cerella 5. All. De Raffaele.
  • Sassari: Bendzius 12, Gentile 13, Kruslin 13, Bilan 5, Spissu 4, Happ 14, Katic 4, Treier, Burnell 13, Gandini ne, Chessa ne, Re ne. All. Pozzecco.

Highlights: Venezia-Sassari 83-78

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AX Armani Exchange Milano-Dolomiti Energia Trentino 93-79

Di Daniele Fantini. Nonostante l'assenza di Shavon Shields e la prematura uscita per falli di Malcolm Delaney, già seduto all'inizio del terzo periodo, il copione del secondo atto tra Milano e Trento ricalca a grandi linee quello già visto ventiquattrore prima, confermando la superiorità per ora netta della capolista, in grado di esprimersi, per la seconda serata consecutiva, su standard di intensità e compattezza da Eurolega. Il +14 finale potrebbe risultare un po' ingannevole per raccontare una partita che l'Olimpia controlla in maniera solida già a partire dal secondo periodo grazie alla lunghezza della panchina (proprio come successo in gara-1) e che può gestire con grande rotazione di uomini e forze toccando anche un massimo vantaggio di +26 nel lungo garbage-time dell'ultimo periodo.

Rodriguez alza l'alley-oop in no-look per la schiacciata di LeDay

La profondità e la qualità del roster di Milano è tale da poter regalare a coach Messina un'ampia quantità di punte offensive anche senza Shields (MVP su entrambi i lati del campo in gara-1) e con Delaney limitato a una quindicina scarsa di minuti: è la serata di Sergio Rodriguez (15 punti, 7 assist), in palla sin dal suo primo ingresso in un secondo periodo dominato e capace di mantenere un'ottima presenza in regia per il resto della partita, di Zach LeDay (19 punti, 5 rimbalzi), emerso in maniera prepotente dando fisicità, tecnica e presenza vicino a canestro come nelle sue migliori prestazioni in campionato, e di Riccardo Moraschini (15 punti, 4 recuperi), responsabilizzato con la partenza in quintetto e bravo nel rispondere "presente" con una prestazione di enorme quantità, tenacia, fisicità, durezza difensiva e concentrazione in attacco. In ripresa Kevin Punter (12), più preciso e pungente rispetto a una gara-1 sporcata da tanti errori al tiro, confermato Paul Biligha (8 punti, 6 rimbalzi), bravo nel dare fisicità, forza e presenza in vernice come nella prima partita, duttile, come sempre, Michael Roll, scongelato nel momento del bisogno e capace di farsi trovare pronto fornendo ordine ed equilibrio alla squadra.

Il genio di Rodriguez: alzata da rimessa per la schiacciata di Biligha

Come detto, la partita si spacca in un secondo periodo a grande trazione difensiva biancorossa (26-14 il parziale per il 49-35 dell'intervallo lungo) unita a un attacco fluido, mobile e in grado di aprire il campo con il tiro da fuori (10/23) per creare i presupposti di un gioco prolifico anche nel verniciato (22/38, 58% da due). Trento, che ammassa 17 palle perse e si vede a lungo sovrastata a livello fisico ed energetico soffrendo anche nella battaglia a rimbalzo, tenta una fiammata improvvisa al rientro dagli spogliatoi (0-8 per il -6), subito spenta dalla capacità dell'Olimpia di fare quadrato sulle proprie forze e certezze, come nelle migliori serate di Eurolega. La forbice si apre fino al +26 (81-55) del 31' prima di un secondo, timido tentativo di riavvicinamento quando ormai la partita è chiaramente indirizzata e la panchina di Messina interamente svuotata, con spazio anche per Cinciarini e Wojciechowski.

Che talento, Gary Browne: triplona sulla sirena del primo quarto

Trento non colma le lacune mostrate in gara-1, deludendo sul piano difensivo, energetico ed emotivo, i grandi intangibles con cui era riuscita a mettere in difficoltà l'Olimpia nelle due partite di regular-season, e, in attacco, viaggia a fiammate dei singoli slegate da un vero contesto generale. JaCorey Williams (15+8 rimbalzi) e Gary Browne (13+6 assist) faticano a dare continuità dopo un inizio promettente (anche qui, sono tante le analogie rispetto alla prima gara della serie...), e non bastano le spingardate pazze di Jeremy Morgan (17 con 5/7 dall'arco) e Victor Sanders (11). Stecca ancora Luke Maye, già oscuro ieri sera, fermo a 10 punti raccolti ormai a partita finita.
La serie prosegue domenica, con gara-3 a Trento, dove Milano avrà la chance di chiudere la serie con una vittoria: la partita sarà visibile in LIVE-Streaming su Eurosport Player e Discovery Plus alle 20.45
  • Milano: Delaney 6, Punter 12, Moraschini 15, LeDay 19, Hines 4; Cinciarini 2, Biligha 8, Roll 6, Brooks 2, Datome 4, Rodriguez 15, Wojciechowski. All.: Messina.
  • Trento: Browne 13, Martin 2, Morgan 17, Maye 10, Williams 15; Mezzanotte, Conti, Sanders 11, Ladurner 2, Forray 9. N.e.: Pascolo, Jovanovic. All.: Molin.

Highlights: Olimpia Milano-Trento 93-79

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