Gianmarco Pozzecco vive tutto al massimo, nel bene e nel male. La sconfitta in gara 5 al Taliercio, per come è maturata, fa malissimo a lui e al Banco di Sardegna Sassari, eliminato al primo turno nel cammino playoff, e il Poz ha parlato così a caldo nella conferenza stampa post partita: "Il basket è uno sport fantastico e crudele, perchè le partite non sono mai chiuse ma si possono decidere e cambiare in attimi. Sono straorgoglioso di quello che i miei ragazzi hanno fatto dal primo giorno di ritiro a luglio; io sono abituato, perché la mia vita è sempre stata così, vivo costantemente di situazioni stupende, improvvise e cocenti delusioni".
Mi dispiace per i ragazzi perché ci tenevano: hanno dimostrato e meritavano di giocare la semifinale
La Dinamo ha perso in volata, 93-91 dopo essere stata anche a +19 e aver avuto il controllo del match praticamente dall'inizio, ma non è bastato. Il risultato non cambia il pensiero di Pozzecco sulla sua squadra e sulla stagione fatta: "Mi dispiace per i ragazzi perché ci tenevano: hanno dimostrato e meritavano di giocare la semifinale, come lo meritava Venezia come avevo detto alla fine di Gara 4. È stata una sfida durissima. La mia sofferenza deriva più da questo che dall’aver perso di uno o due punti. Abbiamo giocato benissimo, una pallacanestro pazzesca tutto l’anno, la miglior pallacanestro che si è vista in questo campionato con grande condivisione e spirito di squadra. È un’opinione la mia, non è arroganza ma penso che questi ragazzi meritino di veder riconosciuti i meriti: questa squadra ha fatto vedere un livello di conoscenza e sapienza di gioco altissimi".
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Poi ancora: "Si sono sacrificati l’uno per l’altro, una cosa di cui sono fiero di loro è che i gruppi, le squadre, il cosiddetto spogliatoio si crea accettando le debolezze e i difetti dei compagni di squadra e questi ragazzi sono stati speciali perché, insieme al mio staff, hanno sempre avuto grande disponibilità e accettazione di ciò che facevano i compagni o il sottoscritto o gli assistenti. La dimostrazione di quello che dico è la cosa più bella".
Mi dispiace, noi abbiamo oltre un milione di sardi che ci hanno spinto in questi tre anni e vorrei ringraziarli: Familia bona, dono de su chelu
Difficile parlare adesso di futuro, ma Gianmarco non sembra intenzionato a salutare, almeno per ora: "Non vedo l’ora di rivedere questi ragazzi, voglio bene a loro e al mio staff, veramente. Ho cambiato il modo di giocare a pallacanestro perché quando avevo vent’anni dicevano che il playmaker non dovevano fare canestro e adesso anche gli allenatori dopo le partite ringraziano i giocatori e dicono che gli vogliono bene. Ma io voglio veramente bene ai miei giocatori, li metto davanti a tutto e addirittura la mia fidanzata è gelosa".
La chiosa è un ringraziamento per i tifosi e il Poz cita anche un proverbio in sardo: "Mi dispiace, noi abbiamo oltre un milione di sardi che ci hanno spinto in questi tre anni e vorrei ringraziarli, l’altro giorno ho letto un modo di dire in sardo che mi ha colpito e penso riassuma tutto: Familia bona, dono de su chelu (la famiglia buona è un dono ricevuto dal Cielo)".

Highlights: Reyer Venezia-Dinamo Sassari 93-91

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