1. AX Armani Exchange Milano (44 punti) - VOTO 9

La squadra di coach Ettore Messina non ha lasciato neppure le briciole alle avversarie. Una Stagione Regolare sempre, costantemente, in controllo, dopo aver conquistato Supercoppa Italiana e Coppa Italia con una facilità davvero disarmante per tutto il resto della classe. Il vero "anno-zero" dell'allenatore ex San Antonio Spurs è stato, finora, semplicemente impressionate: Milano si è dimostrata rullo compressore in più occasioni e i Playoff rappresenterebbero solo la ciliegina sulla torta di una stagione magnifica. Budget o meno, la sensazione è che all'ombra della Madonnina si respiri un'aria totalmente nuova, in un basket che è tornato finalmente alla ribalta anche nella metropoli.

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Serie A
Milano batte Cremona, Brindisi seconda, Trento ai playoff
10/05/2021 A 20:53

2. Happy Casa Brindisi (40 punti) - VOTO 8.5

La vera sorpresa di stagione. Ma è ancora lecito parlare di "sorpresa" per un club che ogni anno azzecca gli acquisti alla perfezione e vive ormai sulla scia di una perfetta simbiosi tra parquet e scrivania? Coach Frank Vitucci, molto probabilmente, vincerà il COY per la seconda volta in carriera (dopo il 2012-13), mentre Simone Giofrè sarà ancor più nell'Olimpo dei grandi dirigenti di pallcanestro. D'Angelo Harrison, Derek Willis e, ultimo in ordine cronologico, Joshua Bostic, sono colpi di mercato sensazionali, su cui Brindisi ha cambiato la propria pelle senza snaturare la volontà di compendiare spettacolo a risultati.

3. Virtus Segafredo Bologna (38 punti) - VOTO 6.5

La principale candidata a recitare il ruolo di rivale dell'Olimpia Milano ha vissuto una stagione di alti e bassi. Nove k.o. (7 in casa) sono forse troppi per una squadra così talentuosa e dal roster tanto profondo, ma le 5 sconfitte interne consecutive e le irrequietudini di coach Sale Djordjevic rappresentano campanelli con effetti sonori ancor più allarmanti. Perse Supercoppa e Coppa Italia, la sensazione è che il duello con l'AX Armani Exchange possa rinnovarsi nella finale Scudetto, stante anche il tabellone dei Playoff. Cucirsi sul petto il tricolore cambierebbe ovviamente tutto per le V-Nere, senza peraltro dimenticare il doppio-impegno con l'EuroCup, che ha indubbiamente sottratto energie fisiche e mentali.

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4. Umana Reyer Venezia (38 punti) - VOTO 7

Squadra che vince non si cambia. Proprio nel segno della continuità, seppur con qualche piccolo aggiustamento, si è svolta la stagione orogranata. Coach Walter De Raffaele rimane camaleontico come pochi altri su una panchina, riuscendo sempre a spingere i propri giocatori oltre i loro limiti. Austin Daye rimane la stella di un collettivo comunque superlativo, capace di sovvertire qualsiasi pronostico e di centrare risultati incredibili. I Playoffs sono territorio di caccia preferito della Reyer, ma bisogna anche fare i conti con la realtà: Milano e Virtus Bologna sembrano, a oggi, ben più attrezzate per arrivare fino in fondo, e allora il 7 è forse perfino un po' basso.

5. Banco di Sardegna Sassari (36 punti) - VOTO 6.5

Gianmarco Pozzecco e Stefano Sardara. Il rapporto tra coach e presidente ha caratterizzato qualsiasi stagione e questa non fa certo eccezione. La sensazione generale è che qualcosa si sia però incrinato nel gioco delle parti e forse anche la squadra ne ha un po' risentito. Se a ciò si aggiungono sfortunatissimi infortuni, problematiche legate al covid e qualche flop tra gli acquisti (Justin Tillman, ma non solo per motivazioni cestistiche, prima, Ethan Happ ora), l'annata biancoblu è forse tutta qui. Serve qualcosa di più per tentare di assaltare il trono di Milano e diventare effettivamente una outsider.

6. De' Longhi Treviso (28 punti) - VOTO 8

La squadra più sorprendente del gruppo delle qualificate ai playoff e, probabilmente, dell'intero campionato. Partita con l'obiettivo salvezza, ha centrato un traguardo storico e prestigioso con grande anticipo sulla chiusura della regular-season, cavalcando le qualità di un gruppo a forte trazione italiana (Nicola Akele, Matteo Imbrò, Matteo Chillo, Giovanni Vildera) e portato al massimo livello dall'ottimo lavoro di assemblamento di coach Max Menetti (sul podio nella corsa a miglior allenatore dell'anno con Ettore Messina e Frank Vitucci). DeWayne Russell e Christian Mekowulu sono state due grandi scelte, Michal Sokoloswki la pedina giusta che ha fatto quadrare tutto, David Logan si è confermato eterno campione.

7. Allianz Pallacanestro Trieste (28 punti) - VOTO 7

Una stagione ondivaga, segnata in negativo anche dal grosso focolaio di covid che ne ha tarpato le ali in partenza, ma alla fine allineata con l'obiettivo di partenza: raggiungere la post-season infilandosi alle spalle del gruppetto delle contender. A gennaio ha giocato il suo basket più frizzante, e tra i migliori del campionato, culminato con il trionfo a Milano. Più che di Milton Doyle e Mike Henry (grande talento ma poca continuità), è stata la stagione di Marcos Delia come grande equilibratore e degli italiani: Davide Alviti è esploso tra i migliori azzurri e "azzurrabili", Tommaso Laquintana ha giocato la sua miglior pallacanestro della carriera, Juan Manuel Fernandez ha dimostrato quella solidità attesa nella guida di una squadra con ambizioni.

Highlights: Olimpia Milano-Trieste 81-100

8. Dolomiti Energia Trentino (26 punti) - VOTO 6.5

L'obiettivo playoff è stato centrato, ma all'ultima giornata e al termine di una grande rimonta dai bassifondi in cui era precipitata dopo aver incassato otto sconfitte consecutive. La squadra è rinata grazie all'esperienza e alla sapienza di coach Lele Molin, imbastendo una grande parte finale di stagione in cui è riuscita a compattarsi e mostrare finalmente i suoi volti migliori, ma il potenziale è molto più alto dell'ottavo posto, come confermato anche dalla bella avventura in Eurocup. In un anno differente dal recente passato, improntato su un gruppo a trazione straniera, abbiamo assistito all'esplosione di un top-player come JaCorey Williams, un centro con un mix di tecnica, atletismo e qualità caratteriali che non si vedevano da tempo nel nostro campionato.

9. Germani Brescia (22 punti) - VOTO 5

Partita con ben altro obiettivo, quello di una qualificazione ai playoff come grande outsider alle spalle delle contender più accreditate, si è trasformata in una delle delusioni più cocenti della stagione. Nonostante l'ottima impostazione data lo scorso anno da coach Vincenzo Esposito e una campagna acquisti molto ambiziosa, la squadra non ha mai "cliccato", non riuscendo a trovare chimica e quadratura per esprimere in maniera coordinata il potenziale dei singoli. La stagione appannata di Drew Crawford è stata probabilmente lo specchio più triste del gruppo, con la crescita del giovane Giordano Bortolani come una delle pochissime note liete. Il lavoro di coach Maurizio Buscaglia ha evitato la lotta salvezza, ma l'insufficienza rimane nonostante il nono posto finale artigliato in una classifica cortissima.

10. Vanoli Basket Cremona (22 punti) - VOTO 8

La favola più bella e impronosticabile della stagione. Iscrittasi all'ultimo, quando ormai sembrava destinata al fallimento, e costruita in corsa, con poche risorse disponibili sia a livello finanziario che umano, è riuscita a trasformarsi in un gruppo di grande chimica e solidità grazie allo straordinario lavoro di coach Paolo Galbiati, alla sua prima e vera grande affermazione ad alto livello dopo l'exploit del trionfo in Coppa Italia con Torino. Cremona ha giocato un basket semplice ma molto offensivo, godibile e divertente, che ha permesso a Peppe Poeta di chiudere come miglior assistman del campionato a 35 anni di età, a dimostrazione di una longevità incredibile. Daulton Hommes si è rivelato invece una delle scoperte più stuzzicanti dell'anno, ora pronto a tentare il salto di qualità in una big.

Peppe Poeta dice 30 contro Varese, career high

11. UNAHOTELS Reggio Emilia (20 punti) - VOTO 5

Terza stagione di fila senza acuti per la Reggiana che pare davvero non riuscire a costruire un nuovo ciclo dopo l'addio di Max Menetti nell'estate 2018. Da lì sono passati cinque allenatori, due nell'ultima stagione, ovvero Martino e Caja, ma sembrano lontani anni luce i fasti di metà decennio scorso, quando si vincevano trofei e si giocavano finali Scudetto. Nell'ultimo campionato la UnaHotels ha fatto i conti con diversi infortuni e cambi di giocatori, non è mai riuscita a creare una chimica di spogliatoio, i giovani non hanno reso come sperato e gli stranieri hanno fatto fatica, tra chi si è rilanciato altrove come Bostic e chi è durato solo il tempo di spaccare uno spogliatoio già fragile, vedi Sutton. La dirigenza dovrà essere brava e lucida nelle prossime scelte per un futuro di rilancio.

12. Fortitudo Lavoropiù Bologna (20 punti) - VOTO 5

Una delle grosse delusioni del campionato. La scorsa estate, con gli ingaggi di Banks, Happ e coach Meo Sacchetti, aveva fatto sognare la Bologna sponda Fortitudo, e invece è stato complicato fin da subito: grossi problemi di chimica, di gioco, soprattutto in difesa, senza contare gli infortuni. Presto sono iniziati i cambi, via Sacchetti dentro Dalmonte, più un via vai di giocatori che non si è fermato praticamente fino al termine con l'aggiunta di Stojanovic e la partenza di Totè. La Lavoropiù non è mai stata in corsa per i playoff, si è salvata soltanto alla penultima giornata e ha anche fatto parlare fin troppo di sé per questioni non legate al campo. Il talento non mancava di certo, però ancora una volta si è capito che le squadre non sono fatte come un album di figurine...

13. Carpegna Prosciutto Pesaro (20 punti) - VOTO 6

È la media tra il 7 pieno della prima parte e il 5 della seconda parte di stagione. La Carpegna Prosciutto è stata l'assoluta sorpresa del girone d'andata, l'impronta di coach Repesa e la leadership di Carlos Delfino hanno fatto la differenza, e sono arrivati il sesto posto in classifica e la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia, con la finale persa contro Milano. Poi però è stato un susseguirsi di difficoltà tra il Covid che ha colpito Repesa, l'infortunio a Delfino, l'addio di Gerald Robinson e una condizione fisica in calo. Pesaro è comunque rimasta in corsa per i playoff fino alla penultima giornata, non ha mai rischiato la retrocessione e quindi, dopo stagioni davvero complesse, può andar bene così.

Highlights: Olimpia Milano-VL Pesaro 87-59

14. Openjobmetis Varese (20 punti) - VOTO 6

A inizio 2021, quando la squadra era stata stroncata per intero dal Covid, Varese pareva destinata alla retrocessione. E invece i biancorossi si sono rialzati, hanno cambiato marcia e hanno centrato una salvezza più che meritata. Dopo l'avvicendamento tra Caja e Bulleri prima del via del campionato, le sensazioni non erano troppo positive, però il gruppo è sempre rimasto compatto: Luis Scola ha fatto un torneo da stella assoluta nonostante i 41 anni (18 punti di media), Strautins è partito forte mentre Ruzzier è cresciuto nel finale di stagione, importante inevitabilmente Toney Douglas e infine preziosi gli innesti di Egbunu e Beane. Pur con un budget limitato, Varese ha centrato con merito l'obiettivo.

15. Acqua S. Bernardo Cantù (18 punti) - VOTO 5

Resta l'amaro in bocca per la retrocessione di Cantù, uno dei club di maggior storia e tradizione della nostra pallacanestro. A prescindere da cosa succederà (ripescaggio in A? Confermata l'A2?), è stato un finale di stagione molto deludente e inaspettato quello dei brianzoli, società che tra l'altro si sta muovendo molto bene fuori dal campo tra sponsorizzazioni e progetto del nuovo palazzo. Sul parquet invece ci sono stati molti bassi e pochi alti, il cambio di allenatore da Pancotto a Bucchi non ha giovato, l'innesto di Frank Gaines è stato forse tardivo, e molto giocatori non hanno reso al meglio. L'esperienza di Smith e Leunen non è bastata, le uniche note liete sono i miglioramenti di Bayehe e Pecchi, e la crescita di Procida, a tutti gli effetti un prospetto da Draft NBA.

Procida è un talento scintillante, 16 punti contro Varese

16. Virtus Roma (ritirata) - VOTO 3

Purtroppo tocca ammetterlo: era una fine annunciata quella della Virtus Roma. Dopo i problemi estivi che hanno portato ad un'iscrizione al campionato in extremis, il club capitolino del patron Toti ha dato fin da subito segnali di sofferenza in termini economici. Le grida di allarme non sono servite, i tentativi di cedere la società non sono riusciti, e gli scioperi e le proteste dei giocatori di coach Piero Bucchi sono stati solamente una "brutta pubblicità" per tutto il movimento del basket italiano. Dopo 9 partite, 2 delle quali vinte, la Virtus Roma ha alzato bandiera bianca ritirandosi dal torneo e lasciando una macchia, più che un vuoto.
Hanno collaborato: Marco Arcari, Daniele Fantini e Davide Fumagalli.
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