Vanoli Basket Cremona - Germani Brescia 89-94

Di Davide Fumagalli. Gara con lieto fine per la Germani Brescia che sbanca il PalaRadi, batte 94-89 la Vanoli Cremona nella penultima giornata di Serie A e in un sol colpo interrompe la serie di 7 sconfitte e centra la matematica salvezza, in virtù del ko di Cantù sul campo della Fortitudo Bologna che sancisce la retrocessione dei brianzoli. La formazione di Maurizio Buscaglia, senza Luca Vitali e da subito priva di Tyler Kalinoski, "steso" da una botta fortuita del compagno Moss, se la gioca colpo su colpo, mostra una bella reazione emotiva rispetto alle ultime settimane e si impone in volata grazie soprattutto ai 23 punti del talento Bortolani e ai 17 con 12 rimbalzi di Burns; bene anche Crawford, 14 punti, Sacchetti, 12, e Moss, 10. I padroni di casa di Paolo Galbiati, già certi della salvezza ma in corsa per i playoff, vanno a fiammate ma non riescono mai a mettere le mani sulla gara: non basta uno spaziale TJ Williams da 28 punti, Jarvis Williams ne aggiunge 20, mentre Poeta si ferma a 8 punti e 9 assist; deludono Hommes, 8 punti, e Mian, a secco con 0 su 6 al tiro.

Bortolani brilla nel successo di Brescia con 23 punti

Serie A
Highlights: Virtus Bologna-Treviso 88-83
UN GIORNO FA
La gara del PalaRadi è da subito divertente e ad alto punteggio, la Vanoli si porta sul 10-3 con una bomba di TJ Williams, la Germani risponde coi veterani Burns, Moss e Sacchetti, poi entra Poeta e innesca Jarvis Williams e Lee per una serie di numeri, ma al 10' è la Leonessa a comandare 26-25, spunta anche dall'intraprendenza del talento Bortolani. Nel secondo periodo Cremona prova l'allungo è arriva fino a +9 con Poeta e i due Williams, Brescia però risponde con le triple di Parrillo e Bortolani, e all'intervallo c'è equilibrio sul 47-43.

Lee impazza sopra il ferro tra schiacciate e stoppate

La ripresa vede un buon avvio della Germani che chiude lo strappo, pareggia sul 51-51 con Sacchetti, e poi va a +3 con una bomba dello stesso Brian. Il match resta equilibrato, si va a fiammate e al 30' è la Vanoli a condurre sul 71-69 con due liberi di Poeta. La musica non cambia nell'ultimo periodo: la Germani prova a scappare a +6 sul 79-73 con una tripla di Parrillo e poi Burns, Cremona accorcia con Poeta e poi impatta sull'80-80 con un tap-in di Lee. Negli ultimi 3' si segna di meno, Brescia però sembra più lucida e torna a +5, poi +3 sul 90-87 con due liberi del solito Bortolani.

Crawford vola in contropiede e inchioda a una mano

Il finale è al cardiopalma perchè Cournooh segna 2 liberi su 3 fallendo il pareggio, Burns subisce fallo ma sbaglia i due liberi, ma sul secondo errore Cremona si addormenta, Sacchetti recupera il rimbalzo e serve palla a Bortolani che a sua volta subisce fallo antisportivo. E' l'azione del match perchè il classe 2000 segna i liberi del +3 e poi va a schiacciare il definitivo 94-89, sfuggendo al tentativo di fallo della Vanoli.
Nel prossimo ed ultimo turno, lunedì 10 maggio, la Vanoli giocherà al Forum contro l'Olimpia Milano mentre la Germani Brescia chiuderà in casa al PalaLeonessa contro Pesaro.
  • Cremona: Barford 6, Gallo ne, Zacchigna ne, Williams T. 28, Trunic ne, Williams J. 20, Poeta 8, Mian, Lee 11, Cournooh 8, Hommes 8, Donda ne. All. Galbiati.
  • Brescia: Bertini ne, Vitali ne, Parrillo 6, Chery 7, Bortolani 23, Wilson, Willis 5, Crawford 14, Burns 17, Kalinoski, Moss 10, Sacchetti 12. All. Buscaglia.

Highlights: Cremona-Brescia 89-94

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Fortitudo Lavoropiù Bologna - Acqua S. Bernardo Cantù 75-68

Di Daniele Fantini. Fortitudo salva, Cantù retrocessa. Lo scontro diretto sul fondo della classifica unito al successo corsaro di Brescia sul campo di Cremona spedisce all'Inferno la squadra di Piero Bucchi, condannata dalla matematica a una giornata dal termine del campionato e, contemporaneamente, permette alla Effe di tirare un enorme sospiro di sollievo alla fine di una stagione cominciata con tutt'altre aspettative ma sviluppatasi attraverso enormi difficoltà, con la separazione burrascosa da coach Meo Sacchetti e il cambio di tanti elementi a roster.

Withers stoppa, Banks segna in contropiede col fallo subito

La Fortitudo costruisce il successo nella ripresa dopo la perfetta parità dell'intervallo lungo (38-38) in una partita dai contenuti tecnico-tattici di qualità relativamente bassa. Di fianco ai meriti della Effe, più fredda e concreta nelle fasi decisive del match, emergono i problemi cronici di una Cantù con scarsa efficacia e fluidità offensiva, rimasta aggrappata a lungo soltanto alle vampate di Frank Gaines (22 punti ma 7/21 al tiro) e ai classici gancetti in post-up di Ivica Radic (17+10 rimbalzi dalla panchina). E mentre Cantù stenta con 15 palle perse e un orrido 4/24 dall'arco (17%), la Fortitudo ne approfitta per costruire, poggiando un mattone alla volta, un piccolo cuscinetto di margine buono per condurre la pratica in porto senza eccessivi brividi nel finale.

Canestro impossibile di Frank Gaines in svitamento su rimessa da fondo

Adrian Banks fa e disfa con strana altalena di giocate (20 punti ma anche 7 palle perse) e, alla fine, risulta decisiva l'esperienza dei due grandi veterani azzurri: Pietro Aradori (17 punti, 6 rimbalzi e 5 assist in 40' sul parquet) piazza le giocate decisive su entrambi i lati del campo, e Stefano Mancinelli, scongelato a cavallo dei due quarti conclusivi, fornisce una manciata di minuti di grande qualità tattica nel momento migliore dei suoi. Concreta la prestazione di Todd Withers (13 punti, 6 rimbalzi), dura la battaglia sotto i tabelloni con protagonisti Dario Hunt (8) e Leonardo Totè (7+4), anche se meno efficace rispetto alle ultime uscite.
Oltre al già citato asse Gaines-Radic, Cantù ha 10 punti da un altalenante Gabriele Procida ma poco altro dal resto del gruppo, tradita da Maarty Leunen, dalle pazzie tattiche di Jazz Johnson e dall'impalpabilità di Donte Thomas. Decisivo, in negativo, l'infortunio al ginocchio sofferto da Jaime Smith nelle fasi cruciali della partita: priva del suo cervello in campo, la squadra di Bucchi non ha lucidità e giusta capacità di gestione dei possessi decisivi.
  • Fortitudo: Fantinelli 4, Banks 20, Aradori 17, Withers 13, Hunt 8; Baldasso 4, Mancinelli 2, Cusin, Totè 7. N.e.: Manna, Pavani. All.: Dalmonte.
  • Cantù: Smith 9, Gaines 22, Pecchia 3, Leunen 3, Bayehe; Procida 10, Johnson 2, Thomas 2, Radic 17. N.e.: Bresolin, Baparapè, La Torre. All.: Bucchi.

Highlights: Fortitudo Bologna-Cantù 75-68

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Banco di Sardegna Sassari - UNAHOTELS Reggio Emilia 89-82

Di Marco Arcari. Il Banco di Sardegna Sassari vince in rimonta una partita in cui, per metà gara, è sembrata lontanissima parente della squadra tanto efficace ed efficiente che abbiamo finora ammirato. Reggio Emilia, priva di Petteri Koponen a causa di una contrattura cervico-dorsale rimediata nell’ultimo allenamento, esce comunque a testa alta dal PalaSerradimigni, dovendo però “mangiarsi le mani” per una sconfitta maturata dopo un 1° tempo a tratti giocato molto bene e grandi prove individuali. Poco male comunque, perché la salvezza è comunque matematica: il successo della Fortitudo Bologna su Cantù rende così vano, in termini di classifica, il k.o. odierno. Parte subito forte la squadra di coach Caja (oggi alla 647ª panchina in Serie A, 9° all-time al pari di Pino Sacripanti), trascinata dai canestri di Brynton Lemar e dalle giocate a tuttotondo di Justin Johnson. Sassari sparacchia a salve (4/13 su azione per i biancoblu), ma trova in Kaspar Treier (7 nel quarto) un go-to-guy inatteso per il 19-25 al 10’. Nella frazione successiva la Dinamo trova la via del canestro con maggiore continuità, ma anche una serie di palle perse che costa molto cara. Lemar (10 nel quarto) ne approfitta appieno, sfruttando le disattenzioni difensive dei padroni di casa per sparare le triple che valgono il +10 a metà gara (43-53).

Magia in reverse di Kaspar Treier contro Reggio Emilia

A inizio ripresa il dominio a rimbalzo offensivo della UNAHOTELS è ancora costante, ma stavolta il Banco di Sardegna può contare su un’arma in più. Eimantas Bendzius (12 nel 3° quarto) dà spettacolo, mostrando una versatilità offensiva incredibile, e trascina i suoi alla definitiva rimonta. Miro Bilan, molto opaco nella prima metà di gara – forse anche per l’assenza forzata di Ethan Happ, tenuto a riposo per precauzione – decide di aiutare il compagno come solo lui sa fare, ossia dispensando lezioni di movimenti spalle a canestro, e così al 30’ è sostanziale parità (68-69). Nell’ultimo periodo di gioco, il centro croato sale definitivamente in cattedra e porta a scuola praticamente tutta la difesa biancorossa. Brandon Taylor non è minimamente in serata, per lo meno al tiro pesante (1/9), ma riesce comunque a realizzare una tripla che ridà speranza agli ospiti. Ci pensa allora Marco Spissu a scagliare la bomba che chiude definitivamente i conti e lancia i biancoblù al 3° successo consecutivo in campionato. MVP Bendzius (25 con 4/5 da 3), ma ottima ripresa anche di Bilan (17+7 rimbalzi) e canestri pesantissimi per Treier (13) e Kruslin (11). A Reggio Emilia non bastano i 19 di Lemar, i 14+8 rimbalzi di Elegar e le prove all-around della coppia Johnson-Kyzlink.
  • Sassari: Spissu 11, Bilan 17, Treier 13, Chessa, Kruslin 11, Happ n.e., Katic 2, Re n.e., Burnell 5, Bendzius 25, Gandini n.e., Gentile 5. All. Pozzecco.
  • Reggio Emilia: Lemar 19, Soliani n.e., Candi 3, Baldi Rossi 4, Porfilio n.e., Taylor 11, Elegar 14, Sims 5, Johnson 13, Bonacini 2, Diouf n.e., Kyzlink 11. All. Caja.

Highlights: Sassari-Reggio Emilia 89-82

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Umana Reyer Venezia - De' Longhi Treviso 82-62

Di Davide Fumagalli. Il derby veneto è dell'Umana Reyer Venezia che travolge 82-62 la De'Longhi Treviso nella sfida valida per la 29esima giornata tra due compagini giù qualificate ai playoff. La Reyer fa valere la legge del Taliercio, centra la quarta vittoria consecutiva, sale a 36 punti e difende il quarto posto che vale il fattore campo: spiccano le prove di Tonut e Watt, 20 e 19 punti rispettivamente, mentre il 17enne Casarin realizza il suo massimo in carriera in A con 11 punti. Per la formazione di Max Menetti arriva invece il terzo ko di fila in una settimana dopo la certezza dei playoff e ora ci saranno 18 giorni senza partite prima dei playoff per poter resettare e ricaricarsi: senza Sokolowski e poi con l'infortunio di Imbrò, gli unici in doppia cifra sono Russell, 13 punti, Chillo e l'ex di turno Akele, 12 ciascuno.

Casarin si inventa un "circus shot" incredibile

Il match è equilibrato in avvio e il primo periodo si chiude sul 19-15, poi nel secondo quarto la Reyer Venezia cambia marcia, una tripla Daye, una giocata spettacolare di Casarin da tre punti e un canestro di Mazzola valgono il +12 sul 27-15. La De'Longhi si scontra col muro difensivo orogranata, segna appena 5 punti nei primi 6', e così all'intervallo si trova ad annaspare sul -17, 41-24.

Mekowulu toglie un canestro a Tonut con la stoppata

Dopo la pausa negli spogliatoi c'è poca storia, Watt e Chappell firmano il +20, poi è addirittura +23 sul 50-27. Gli ospiti hanno una reazione d'orgoglio, Lockett e Chillo firmano un break di 8-0, e poi la rimonta prosegue fino al -14 del 30', 57-43. La risalita della squadra di Menetti però non va oltre, Mazzola con una tripla e De Nicolao ridanno il +19 alla Reyer, poi è nuovamente +23 sul 72-49 con Stone a 5' dalla fine. La gara è in archivio e gli ultimi minuti sono pura amministrazione per l'Umana Reyer fino all'82-62 finale.
La Reyer tornerà sul parquet per l'ultima giornata, lunedì 10 maggio, a Bologna contro la Unahotels Reggio Emilia, la De'Longhi Treviso invece osserverà il turno di riposo e quindi tornerà in campo solo nei playoff.
  • Venezia: Tonut 20, Cark 4, Casarin 11, Watt 19, Cerella 2, Stone 2, De Nicolao 5, Daye 3, Chappell 7, Mazzola 7, Possamai 2, Campogrande. All. De Raffaele.
  • Treviso: Bartoli, Logan 7, Akele 11, Piccin 5, Chillo 12, Imbrò, Russell 13, Lockett 5, Mekowulu 6, Sokolowski ne, Vildera 2. All. Menetti.

Highlights: Venezia-Treviso 82-62

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Openjobmetis Varese - Allianz Pallacanestro Trieste 73-79

Di Marco Arcari. Successo importante per l’Allianz Pallacanestro Trieste: espugnando Masnago, la squadra di coach Dalmasson si regala la certezza della qualificazione ai Playoffs. Partono decisamente meglio gli ospiti, trascinati da un Marcos Delia fin da subito incontenibile in post spalle a canestro. L’ingresso di Anthony Beane (10 nel 1° quarto) cambia però volto all’attacco di casa: l’ex-Roma spara 2 bombe in fila e poi corona un 9-0 con cui la squadra di coach Bulleri riesce a chiudere avanti il periodo (20-15). A inizio 2° periodo, John Egbunu comincia a dominare sotto i tabelloni, lanciando la Openjobmetis sul +8 in diverse occasioni, mentre Matteo Da Ros conferma il proprio ottimo momento di forma, inaugurando uno 0-10 con cui l’Allianz rientra a contatto e ripassa in vantaggio (28-30).

Assist al bacio di Matteo Da Ros per la schiacciata di Marcos Delia

Nei minuti (oltre 4’) in cui Varese non riesce praticamente mai a segnare, Trieste fa grandinare triple sul parquet di Masnago. Tocca allora ancora a Beane togliere le castagne dal fuoco ai compagni, confermandosi giocatore sopraffino quando chiamato ad attaccare 1vs1 il ferro o a prendersi tiri sugli scarichi. Al 20’è però 37-40 per il club alabardato. I padroni di casa inaugurano però la ripresa con un Toney Douglas inarrestabile, per un 12-0 di parziale che lancia la fuga biancorossa (49-40) al 24’. Da Ros imbriglia completamente Luis Scola, mentre Mike Henry lancia un contro-break (0-9) nel momento in cui i turnovers cominciano a limitare Varese (49-49 al 27’).

Terrificante tap-in schiacciato di Andrejs Grazulis contro Varese

Il perfetto equilibrio del match viene rotto da 2 triple di Davide Alviti, il quale era partito con uno 0/3 consecutivo, e per quanto Egbunu provi a tenere viva la sfida, forse proprio le bombe di Alviti hanno fatto svoltare l’inerzia. Dopo essersi messo al servizio dei compagni nel 1° tempo (8 assist in quella frazione), Milton Doyle si mette in proprio e segna punti pesantissimi. Col supporto di Delia, tornato a fare la differenza, l’Allianz non concede alcuna possibile rimonta ai padroni di casa e sigilla il successo che vale i Playoffs. 16 (con 4/8 da 3) per Doyle, 13+9 rimbalzi per Delia. A Varese non basta l’ennesima doppia-doppia di Egbunu (14+13 rimbalzi, di cui 6 in attacco) e manco i 19 di Beane.

John Egbunu decolla per una schiacciata ad altezza siderale

  • Varese: Beane 19, Morse, Scola 5, De Nicolao 6, Ruzzier 11, Strautins 2, Egbunu 14, De Vico n.e., Ferrero 2, Douglas 14, Virginio n.e., Van Velsen n.e. All. Bulleri.
  • Trieste: Coronica n.e., Upson 2, Laquintana 11, Delia 13, Henry 11, Cavaliero, Da Ros 7, Grazulis 6, Doyle 16, Alviti 13. All. Dalmasson.

Highlights: Varese-Trieste 73-79

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Highlights: Brindisi-Trieste 86-54
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Serate diverse ma Brindisi e Virtus Bologna fanno 2-0
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