Il basket, come in generale la vita, è fatta di successi e delusioni, e spesso le vittorie arrivano dopo aver assaporato il gusto amaro della sconfitta. Magari da una stagione con l'altra, basti pensare ai San Antonio Spurs campioni NBA 2014 con anche Marco Belinelli dopo aver perso l'anno prima a gara 7 contro i Miami Heat di LeBron James e soprattutto Ray Allen, mentre è più raro che succeda nello stesso anno: invece la Virtus Bologna è riuscita in questa impresa, vincere lo Scudetto senza macchie nei playoff riscattando la sconfitta in finale di Supercoppa contro Milano, l'eliminazione ai quarti delle Final Eight di Coppa Italia, e soprattutto la cocente delusione in Eurocup, con l'uscita di scena in semifinale con l'Unics Kazan e di conseguenza il mancato accesso all'Eurolega 2021-22.
Ecco, dopo quella famosa gara 3 dello scorso 14 aprile, con i russi dell'Unics che vinsero alla Segafredo Arena e conquistarono in un sol colpo la finale del torneo (poi perso contro l'AS Monaco) e il pass per l'Eurolega, sembrava difficile che il 2020-21 dei bianconeri potesse concludersi in questo modo trionfale, con il 4-0 nella finale Scudetto contro l'Olimpia Milano di Ettore Messina, e la squadra allenata da Sasha Djordjevic portata in trionfo e osannata dal pubblico ritornato al palazzo, giusto in tempo per una festa attesa 20 anni, dal 2001 del Grande Slam della Kinder del Messina di cui sopra. Quella stessa squadra che fino ad un paio di mesi fa era considerata bollita, divisa all'interno e con il coach in scadenza di contratto e i due serbi - Teodosic e Markovic - già con le valigie pronte per una nuova destinazione. Invece è arrivato l'epilogo più incredibile e inatteso, per questo motivo ancora più da godere per la parte virtussina di "Basket City".

Capitan Ricci alza il trofeo dello Scudetto Virtus

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La svolta in gara 3 con Treviso

Dopo l'uscita di scena dall'Eurocup, la Virtus ha giocato tre partite di campionato prima dei playoff, perdendone due: una proprio contro Milano al Forum per 94-84, tre giorni esatti dopo il ko casalingo con l'Unics Kazan, e una all'ultima giornata in casa contro l'Aquila Trento, più motivata perchè un successo sarebbe valso l'ingresso ai playoff. Da quel momento la Segafredo è stata perfetta: 3-0 alla De'Longhi Treviso, 3-0 alla Happy Casa Brindisi e 4-0 all'AX Armani Exchange Milano, le ultime due serie senza fattore campo.
La svolta vera, il cambio di marcia decisivo, è stato con ogni probabilità in gara 3 al PalaVerde contro Treviso: la Virtus aveva infatti vinto le prime due partite senza convincere del tutto, giocando "con le marce" come spesso le è capitato per tutto l'anno, e in quella gara 3 era a -15 all'intervallo. In quegli spogliatoi, durante quella pausa, qualcosa è scattato e a raccontarlo è stato il capitano Pippo Ricci, uno che ha alzato il proprio livello e non di poco nei playoff: "E’ stata una chiave. Ci siamo guardati in faccia, anche alzando la voce tra di noi. Sappiamo cosa siamo, e cosa non siamo. E lì abbiamo svoltato. Noi impariamo dai nostri errori, lavoriamo da un anno, qualcuno da due, vogliamo far bene e ci teniamo".

Ricci: "E' il sogno di una vita, ce l'abbiamo fatta"

La Virtus Bologna vinse quella gara 3 in overtime e da lì la squadra di Sasha Djordjevic ha mostrato una compattezza, un'unione di intenti e un coinvolgimento di tutto il gruppo che ha fatto la differenza. I bianconeri sono sembrati "squadra", qualcosa che non sempre avevano mostrato nei mesi precedenti. Anche il maggior impatto degli italiani, compresi Abass e Alibegovic oltre ai più costanti Ricci e Pajola, è un segnale che davvero qualcosa è cambiato nell'ambiente Virtus.

Senza pressione e la voglia di battere Milano

Tornando all'eliminazione in Eurocup, non sarebbe stato sorprendente assistere a qualche cambiamento, tipo l'esonero di Djordjevic, che tra l'altro c'era già stato e poi tutto era rientrato qualche mese prima, o magari la separazione con qualche giocatore. Invece la bravura del club, compresi l'ad Baraldi e il patron Massimo Zanetti, è stata quella di compattarsi ancora di più e di rimandare giustamente ogni decisione all'estate, attendendo di vedere la parte finale della stagione. "L'Eurolega si fa aspettare? Nello sport si vince e si perde, sarà per il prossimo anno. Ora si pensa ai playoff, ci tengo molto", disse proprio Zanetti commentando dopo la famosa gara 3 con l'Unics.
Evidentemente aver passato quel periodo, purtroppo fallendo l'obiettivo dichiarato di inizio stagione, ha tolto pressione e un peso a tutta la squadra, chiaramente concentrata al 100% sull'Eurocup che poteva valere l'Eurolega. Mancato quel traguardo, le strade erano due: implodere, col rischio anche di uscire prematuramente ai playoff di Serie A e obbligare la società a pensare ad un nuovo anno zero, oppure resettarsi, compattarsi e rimettersi in carreggiata, consapevoli che l'asticella si era abbassata perchè i riflettori nella corsa Scudetto erano su Milano e Brindisi in primis, con Bologna in seconda fila.
Questo ha aiutato la squadra di Djordjevic che evidentemente ha davvero imparato dai propri errori, come raccontato dal coach serbo dopo la gara 2 vinta a Brindisi: "Stiamo capendo quello che ci vuole per giocare questo tipo di partite: abbiamo tanti giocatori alla prima esperienza nella stagione più lunga della storia. Quest’anno ci sono mancate alcune partite toste ma la squadra adesso è sul pezzo". Sì, senza dubbio, la Virtus era sul pezzo nella serie con la Happy Casa e ci è rimasta fino alla conquista del Tricolore.

2001-2021: la Virtus Bologna torna campione d'Italia

Inoltre, non va sottovalutata la voglia battere i migliori, Milano appunto, che aveva sconfitto la Virtus nei tre precedenti stagionali. Alla vigilia della finale infatti, non si poteva non considerare che l'AX Armani Exchange aveva superato la Segafredo in finale di Supercoppa a Bologna, e poi nelle due partite di campionato: tra l'altro Milano, per caratteristiche (roster lungo, difesa fisica e la migliore al tiro da tre), sembrava l'avversario peggiore da affrontare per la Virtus, e invece la squadra di Djordjevic ha avuto più benzina, più stimoli, più fame, imponendosi con pieno merito contro un'Olimpia evidentemente svuotata, fisicamente e mentalmente, dalla Final Four di Eurolega a Colonia.
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