Gianmarco Pozzecco più Ettore Messina. Anzi, Gianmarco Pozzecco agli ordini di Ettore Messina. Quello che si materializzerà sulla panchina dell'Olimpia Milano nella prossima stagione è un binomio e un rapporto strano e curioso, tra due personalità molto forti con tratti in parte simili e in parte molto distanti. Eppure, nella sua particolarità, è una coppia che intriga per tanti motivi, caratteriali, relazionali e tecnici. Tracciamo un quadro completo, cercando di comprendere perché la scelta del Poz potrebbe rivelarsi un prezioso asso nella manica per il terzo anno in biancorosso di Messina. L'anno, difficilissimo, della verità. In cui Milano non dovrà soltanto confermare la grande crescita europea, conclusa con il terzo posto alle Final Four di Colonia, ma anche andare a caccia di quello scudetto perso contro la Virtus Bologna e che ormai latita da tre stagioni.

L'aspetto caratteriale: un Poz motivatore ma esigente

"La cosa più bella che hanno Datome, Rodriguez e Hines è la capacità di trovare fiducia in se stessi nei momenti difficili e, di conseguenza, far aumentare la fiducia anche negli altri. Vorrei avere questa capacità perché io sono tendenzialmente negativo e pessimista, anzi, è più facile che io provochi delle crisi di fiducia piuttosto che generare della positività".
Serie A
Ufficiale: Gianmarco Pozzecco è il vice di Ettore Messina a Milano
30/06/2021 A 16:43
Coach Ettore Messina si era dipinto così in una nostra intervista alla vigilia della serie playoff contro il Bayern Monaco. E, in questo senso, Gianmarco Pozzecco potrebbe fungere da contraltare perfetto. Il Poz è sempre stato riconosciuto per essere un grande motivatore positivo, in grado di spingere i giocatori oltre il limite attraverso quella carica energetica derivante dal retaggio del suo vecchio animo da giocatore prim'ancora che dalle capacità di allenatore. Pozzecco è un coach moderno e quasi unico nel suo genere, capace di stabilire connessioni emotive profonde con i suoi ragazzi per generare e mantenere uno stato straordinario di fiducia generale. Ma attenzione! Saper gestire lo spogliatoio ponendosi allo stesso livello mentale dei giocatori non è sinonimo di mettersi in secondo piano. Pozzecco è sempre stato un allenatore estremamente esigente, proprio come Messina. La differenza da rimarcare in questo aspetto comune sta, piuttosto, nel modo in cui le richieste, altissime, vengono comunicate ed estratte nei confronti dei giocatori stessi.

L'aspetto relazionale: Pozzecco e la gestione degli italiani

Nei primi due anni di gestione Messina, lo sviluppo del reparto italiani è stato deficitario rispetto allo straordinario lavoro di consolidamento del core straniero della squadra, lacuna emersa in maniera importante nelle finali scudetto perse contro la Virtus. Pozzecco è sempre stato un coach che ha posto, come priorità, la responsabilizzazione dei giocatori italiani, raccogliendo sempre ottimi risultati. Da Achille Polonara, lanciato a livello internazionale, a Marco Spissu, trasformato nel playmaker titolare della nazionale azzurra, fino a Stefano Gentile e Michele Vitali, tutte pedine-chiave delle sue squadre negli ultimi tre anni a Sassari. Anche su questo piano, il lavoro del Poz andrebbe a intrecciarsi alla perfezione con quello di Ettore Messina.

L'aspetto tecnico (1): la difesa

Attaccante stratosferico ma difensore mediocre da giocatore, Gianmarco Pozzecco ha ribaltato il proprio credo una volta sedutosi sulla panchina. La stagione appena conclusa, con una squadra che forse non ha mai trovato una vera e propria quadra, ha fatto un po' storia a sé, ma, nella prima parte della sua esperienza in Sardegna, ha trasformato Sassari in una delle squadre più fisiche e ruvide del campionato. Lo sa bene la stessa Milano, soffocata ed eliminata con un secco 3-0 nelle semifinali playoff del 2019, poi proseguiti con una battaglia epica risoltasi soltanto in 7 gare contro la Reyer Venezia, altra squadra che ha sempre fatto della solidità la propria forza. L'Olimpia è reduce da una stagione difensiva di altissimo livello in Eurolega, e, in questo aspetto del gioco, la filosofia di gioco del Poz si sposa alla perfezione con quella di Ettore Messina.

L'aspetto tecnico (2): l'attacco

Pozzecco ha saputo trasformare il proprio sistema offensivo nella lunga esperienza sassarese, adattandolo all'evoluzione del gioco e del personale a disposizione. Ha iniziato con un assetto pesante e la ricerca sistematica dei post-up e della palla interna, passando poi a uno più rapido, leggero e perimetrale, più centrato sulla creatività e la potenza di fuoco sul perimetro. L'Olimpia ha bisogno di entrambi gli aspetti. Il tiro da tre punti e la qualità degli esterni hanno costituito i punti di forza principali dell'ultima stagione, ma è mancata quella parte più interna del gioco, che Milano punterà ad implementare in vista del prossimo anno e che Pozzecco ha già dimostrato di saper padroneggiare a Sassari.
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