Pietro Aradori è un giocatore della Fortitudo Bologna dall’agosto 2019. Col club biancoblu ha stipulato un contratto quadriennale dopo aver rescisso l’accordo che lo legava alla Virtus Bologna, passando così da una sponda all’altra di Basket City. Agli occhi dei tifosi bolognesi, è allora passato dall’essere un "coniglio" (termine con cui, con scherno, i fortitudini appellano i virtussini), all’essere un "piccione" (stesso discorso del termine precedente, ma a parti invertite). Chi meglio di lui, allora, avrebbe potuto raccontarci come si vive oggi una rivalità che ha segnato, e continua a farlo, la storia della pallacanestro italiana. Specie considerando che Aradori è anche un giocatore esperto di derby: dai vari Milano-Cantù e Cantù-Milano, avendo giocato in entrambi i club lombardi, alla rivalità tutta madrilena tra Estudiantes (squadra in cui ha giocato nel 2014-15) e Real Madrid, passando per i pirotecnici Galatasaray-Fenerbahce del 2014. Nonostante un infortunio muscolare, che gli impedirà di prendere parte al 107° derby di campionato tra Virtus e Fortitudo, Aradori ha le idee molto chiare in merito al significato della stracittadina e al tipo di gara che sarà quella di domenica.

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Che significato ha il derby di Bologna per chi, come te, ha vestito sia la maglia della Virtus, sia quella della Fortitudo?

"Il derby è di per sé sempre una partita particolare, fantastica sotto ogni aspetto e vissuta in maniera diversa rispetto a qualsiasi altra, a maggior ragione se, come nel mio caso, si sono indossate entrambe le maglie. Quello di domenica non dovrebbe però essere chiamato "derby”, perché quest’ultimo è tale soprattutto grazie all’atmosfera e al pubblico, purtroppo assente a causa della situazione contingente".

Che Virtus e che Fortitudo hai trovato quando ci sei arrivato e come si vive il basket a Bologna?

"In entrambi i casi, prima alla Virtus e ora alla Fortitudo, sono arrivato in momenti in cui le società erano appena ritornate in Serie A e volevano prontamente rilanciarsi. Alla Virtus ho passato due grandi anni, culminati con la vittoria in Basketball Champions League, mentre in Fortitudo l’anno scorso abbiamo fatto un ottimo campionato fino all’interruzione e ora siamo partiti a rilento in una stagione molto particolare. In città comunque, da parte di entrambe le tifoserie, c’è un enorme attaccamento alle maglie e alle società. Bologna è una città che vive di pallacanestro e questo lo senti anche nella quotidianità, perfino quando vai al bar o al ristorante".

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Quali differenze ci sono tra il derby di "Basket City" e tutti gli altri che hai potuto giocare durante la tua carriera?

Il derby di Bologna è diverso praticamente in tutto, perché si tratta di un evento sportivo che si traduce nel dominio di una parte sull’altra, ma anche e soprattutto sull’intera città. È un derby molto più sentito di qualsiasi altro, e posso confermarlo avendone giocati anche tanti altri. Ad esempio, anche Cantù-Milano è una rivalità molto sentita, ma essendo squadre di due diverse città non sussiste quell’accanimento, in termini di rivalità sportiva, che esiste invece ogni mese, ogni settimana, ogni giorno per la stracittadina bolognese. Anche i derby di Istanbul sono sentitissimi, ma la città è talmente grande e dispersiva che non può essere paragonata a Bologna. Qui il tifo è super concentrato e anche quando lo giochi ti rendi conto che rappresenta un unicum".

Quanto conterebbe per te una vittoria domenica e cosa baratteresti per ottenerla?

"Per la situazione in cui siamo, dopo una partenza così, vincere ci serve come il pane. Domenica la Fortitudo entrerà in campo solo per vincere, nonostante una situazione difficoltosa anche, e soprattutto, a causa degli infortuni che hanno decimato la squadra. Non scambierei però nulla per un successo, anche perché in termini di classifica abbiamo poco da barattare, però ci serve una grande vittoria e puntiamo a ottenerla".

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Ti aspetti una Virtus diversa rispetto a quella incontrata in Supercoppa?

"Certamente la Virtus potrà contare su un gruppo che si conosce meglio, avendo giocato molte più partite rispetto ai match di Supercoppa, ma in questo momento credo che la Fortitudo debba pensare unicamente a sé stessa. Dobbiamo sistemare ancora tante cose, inserire un paio di nuovi giocatori (Marco Cusin e Wesley Saunders, ndr) che sicuramente ci potranno dare una grande mano. Ecco, noi siamo sicuramente una squadra diversa rispetto a due mesi fa, ma ciò che è rimasto intatto è il desiderio, la voglia, di vincere".

Sarà un duello anche tra panchine: da una parte Sasha Djordjevic, dall’altra Meo Sacchetti. Essendo stato allenato da entrambi, che particolarità hai notato in questi due head coach?

"Sacchetti concede a un giocatore molta più libertà di giocare e di esprimere il proprio talento, mentre Djordjevic rimane spesso più concentrato su una pallacanestro giocata dentro gli schemi, dando tante responsabilità a un giocatore, con gli altri a fare da contorno. Nella mia carriera mi sono sempre adattato al basket richiesto da ogni tecnico: potevo giocare negli schemi di Ettore Messina, così come mettermi in proprio, creare gioco per me e per i compagni fuori dagli schemi. Il gioco di Meo, in tal senso, mi piace molto anche se attualmente abbiamo un po’ di difficoltà a tradurlo poi effettivamente sul parquet".

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Quale giocatore toglieresti alla Virtus domenica?

"Sicuramente il mio amico Alessandro Pajola, per la grande energia che sta apportando dalla panchina e per le bellissime partite che sta continuando a fare nell’ultimo periodo".

Su quale giocatore punteresti, invece, della tua Fortitudo?

"Prevedo una bella prestazione di Todd Withers. È migliorato tanto nell’ultimo periodo e ha sicuramente tutte le capacità per emergere, anche in una situazione di tante assenze".

DOVE VEDERLO: IL DERBY DI BOLOGNA SU EUROSPORT PLAYER

Il derby tra Fortitudo Lavoropiù Bologna e Virtus Segafredo Bologna è in LIVE-Streaming su Eurosport Player dalle ore 17:54 (palla a due prevista per le 18:00) di domenica 22 novembre.

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