Virtus Segafredo Bologna - Allianz Pallacanestro Trieste 81-67

Di Marco Arcari. 4° successo consecutivo in Serie A per la Virtus Segafredo Bologna. Nonostante le assenze importanti – out, per scelta tecnica, Marco Belinelli, Vince Hunter, Stefan Markovic e Milos Teodosic – la squadra di coach Djordjevic surclassa Trieste con una grande difesa e una pallacanestro corale in cui spiccano le “seconde linee stagionali”, sempre che tali si possano definire fior fiori di giocatori. Milton Doyle inizia fortissimo, con 6 punti personali in un avvio che vede la Virtus Bologna incassare un parziale di 2-10 in meno di 3’. Alessandro Pajola si cala perfettamente nelle vesti di vice-Teodosic, ingaggiando un bel duello a distanza con Matteo Da Ros, ma sono le giocate di Amedeo Tessitori a valere il definitivo aggancio (15-15). Josh Adams (7 nel 1° quarto) è il giocatore che sembra spezzare definitivamente gli equilibri, forte di un atletismo senza eguali se rapportato ai mezzi fisici, per il 23-18 al 10’ di gara.

Linea di fondo e super-schiacciata per Josh Adams

Serie A
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18/07/2021 A 21:05
La difesa bianconera comincia a fare la differenza, stringendo in modo encomiabile le proprie maglie, mentre Awudu Abass si carica sulle spalle tutta la fase offensiva e, con 8 punti in fila, lancia la fuga della Segafredo (35-25) a metà 2° quarto. L’Allianz non riesce più a correre in transizione e a sfruttare le doti di DeVonte Upson nel pitturato avversario, anche perché Julian Gamble è un totem invalicabile e i compagni collassano bene in area, e così a metà gara la Virtus è sempre in totale controllo (40-31). Juan Manuel Fernandez apre la ripresa sbloccandosi dopo uno 0/4 al tiro insolito per i suoi standard, ma le V-Nere continuano a chiudere benissimo l’area. Trieste getta al vento troppi possessi e coach Dalmasson non può nemmeno trovare qualche jolly dalla panchina.

Spettacolare transizione della Virtus Bologna, dalla stoppata di Gamble alla schiacciatona di Abass

Nel finale di 3° quarto ci prova allora Tommaso Laquintana a ridare un senso a una sfida che, fino a quel momento, sembrava averne ben poco. Il mini-break del play ex-Brescia (4-0) vale solamente però il -8 al 30’ di gioco (56-48). Abass ritorna protagonista nell’ultimo periodo, con un 5-0 personale che lancia definitivamente la Virtus Bologna verso il successo (64-51 al 33’). Nel tempo restante, Adams ricomincia a mettere a ferro e fuoco la difesa biancorossa, mentre l’Allianz trova le triple di Mike Henry in un ormai puro e totale garbage-time. Abass MVP (17 e 4 assist), Adams a ruota (16 con 6 assist). K.o. pesante per Trieste, complici i risultati delle altre sfide di giornata: adesso sono solo 2 i punti di vantaggio sul duo Pesaro-Trento e proprio mercoledì la squadra biancorossa farà visita al BLM Group, parquet della Dolomiti Energia, per uno scontro diretto con vista Playoffs.
  • Virtus Bologna: Tessitori 8, Deri 2, Pajola 5, Alibegovic 7, Ricci 3, Adams 16, Hunter n.e., Weems 9, Nikolic 8, Gamble 6, Abass 17. All. Djordjevic.
  • Trieste: Coronica, Upson 4, Fernandez 5, Laquintana 8, Delia 1, Henry 15, Cavaliero n.e., Da Ros 11, Grazulis 2, Doyle 12, Alviti 9. All. Dalmasson.

Highlights: Virtus Bologna-Trieste 81-67

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Happy Casa Brindisi - AX Armani Exchange Milano 80-71

Di Daniele Fantini. Senza Darius Thompson, Nick Perkins, coach Frank Vitucci e lo spettro del covid scacciato soltanto in mattinata dall'esito negativo dei tamponi ripetuti sul gruppo squadra, battere Milano per la seconda volta in campionato sembrava una mezza utopia. Invece, Brindisi concretizza la serata più bella dell'intera stagione, premiata con la vetta della classifica e il vantaggio sulla stessa Olimpia in caso di arrivo a pari punti sul traguardo della volata playoff. Soltanto otto uomini in rotazione, ma un piano-partita studiato ed eseguito alla perfezione: aggressiva, famelica, atletica, la Happy Casa gioca ogni possesso con il sangue agli occhi, detta sin dalla palla a due ritmo e lato agonistico e mette alle corde, ripetutamente, un'Olimpia stanca, slegata, scoordinata e senz'anima. Vuoi per le fatiche di Eurolega, vuoi per una situazione psico-fisica in netto calo post Coppa-Italia, vuoi per l'assenza dei grandi equilibratori Hines, Roll e Datome (tutti infortunati), ma ai meriti di Brindisi si affiancano, visibili, le difficoltà di una Milano frenata non soltanto in attacco, punto dolente delle ultime settimane, ma anche poco compatta e solida nella propria metacampo, lì dove ha sempre mantenuto uno spirito duro, tenace e battagliero anche nei momenti più complicati dell'anno.

Derek Willis inchioda al ferro due grandi schiacciate contro Milano

La differenza di agonismo, concentrazione e atletismo è netta, e Brindisi è chirurgica nel colpire i punti dolenti della difesa avversaria, allargando il campo con i tiratori, attaccando a ripetizione un macchinoso Kaleb Tarczewski sui cambi difensivi e sfruttando la verticalità dei lunghi vicino a canestro, contro cui l'Olimpia fatica spesso a opporre un corpo. Derek Willis, autore di balzi stratosferici a ripetizione, è l'emblema della partita: 17 punti, 10 rimbalzi e una serata all-around in cui trova vie continue per arrivare con facilità al ferro. Raphael Gaspardo (13) e Ousmane Krubally (10, 6 rimbalzi), ottimo nel controllare il verniciato riversando dosi extra-large della sua classica verve agonistica, forniscono un plus energetico extra, mentre sul perimetro è esiziale la prestazione di Josh Bostic, straordinariamente perfetto in ogni lettura: 15 punti, 4 assist e la felice riscoperta di un giocatore con doti di ball-handling molto, molto superiori a quelle del più semplice spot-up shooter visto per larghi tratti in questa stagione. A coordinare il tutto, l'ottima regia di Alessandro Zanelli (8 punti, 6 rimbalzi, 6 assist), in campo per tanti minuti sul dolore dopo una distorsione a una caviglia sofferta nei minuti iniziali, mentre Riccardo Visconti (4 punti per costruire il break decisivo a cavallo dei due periodi finali) e Mattia Udom assolvono il loro onesto compito dalla panchina.

Tap-in incredibile di Riccardo Visconti sulla sirena del terzo quarto

Dopo una flebile fiammata iniziale ospite, Brindisi fa corsa di testa per l'intera partita costruendo un primo grosso break alla metà del secondo periodo (35-26) presto richiuso dalle triple di Sergio Rodriguez. Ancora il Chacho tiene l'Olimpia a contatto nelle fasi iniziali del terzo periodo, frenando un altro tentativo di fuga (47-46), ma quando Milano sembra poter ribaltare l'inerzia della partita con un paio di buone azioni difensive consecutive, si scatena, invece, la furia più cieca dei padroni di casa. Brindisi gioca un attacco con spaziature perfette, bucando un'Olimpia con maglie difensive lente, molli e fuori sync, aggredisce in avvio di quarto periodo e il +13 (63-50) è servito. Messina pone fine ai tanti esperimenti, ricorre al quintetto migliore in estrema emergenza e ottiene una mini-risposta difensiva per il rientro fino al -4 (65-61). Ma è l'ultimo guizzo di una Milano morente: Brindisi ritrova fiducia con un paio di canestri di Willis e Bostic e cavalca a spron battuto senza voltarsi indietro fino alla sirena.

Zach LeDay cancella Willis con una stoppata pazzesca in aiuto

L'Olimpia incassa la terza sconfitta consecutiva in campionato (la quinta nelle ultime otto di una striscia negativa apertasi con il pesante tracollo casalingo contro Trieste) e riprende a inviare quei segnali di allarme che pareva aver chetato con il largo successo nel season-finale di Eurolega contro l'Efes. Come detto, alle pericolose amnesie difensive si unisce un attacco con poca fluidità e coralità, ridotto per larga parte alle invenzioni in palleggio-arresto e tiro di Sergio Rodriguez (23 punti, 7/10 dall'arco), precisissimo sì dalla lunga distanza ma avulso dal sistema. Faticano ancora a incidere Shavon Shields (11 punti, 2/7) e Kevin Punter (10), in regressione dopo l'ottima partita di venerdì e quasi mai in grado di agire nelle situazioni e zone di campo preferite. I problemi maggiori emergono probabilmente nel front-court, in grossa sofferenza per l'assenza di Kyle Hines e l'impossibilità di schierare Jeremy Evans, forse il giocatore più in forma del momento. Alle difficoltà di ritmo di Tarczewski si aggiungono i problemi di involuzione di Zach LeDay, ancora incapace di infilare una striscia di partite positive dopo l'infortunio che lo ha frenato proprio nel momento migliore della stagione.
  • Brindisi: Zanelli 8, Bostic 15, Gaspardo 13, Willis 17, Krubally 10; Bell 10, Udom 3, Visconti 4. N.e.: Guido, Cattapan, Motta. All.: Morea.
  • Milano: Delaney 8, Moraschini, Punter 10, LeDay 7, Tarczewski 5; Rodriguez 23, Shields 11, Biligha 3, Brooks 2, Wojciechowski, Cinciarini 2. N.e.: Moretti. All.: Messina.
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