Marco Belinelli è tornato in Italia. Dopo 13 anni in NBA, ha scelto di proseguire la carriera a casa sua a Bologna, in quella Virtus dov'è cresciuto e con cui si è lanciato anche a livello internazionale debuttando, giovanissimo, in Eurolega (2002-03). Ora, con un contratto triennale da inchiostrare, diventerà una delle pedine-cardine su cui le Vu Nere proveranno a costruire la loro grande scalata europea.
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1) Ha fatto la scelta giusta?

NBA
Belinelli saluta l'NBA: firma un triennale con la Virtus Bologna
26/11/2020 ALLE 15:13
Sì. Dopo 13 anni, 9 squadre e quasi 9.000 punti realizzati in NBA era tempo di tornare a casa. I San Antonio Spurs non saranno una contender nel prossimo futuro e la sessione di mercato mozzata dall'emergenza coronavirus non gli ha dato il tempo e la possibilità di tornare al centro di un progetto pluriennale importante. Quel ruolo, invece, potrà ritrovarlo qui, in Italia, anche a 34 anni di età. E, come vedremo, Bologna, casa sua, è il posto perfetto per costruirsi un grandissimo finale di carriera.

2) Che cosa può dare alla Virtus Bologna?

L'aggiunta di Belinelli permetterà alla Virtus di effettuare un ulteriore step nel rapido progetto che punta al ritorno in Eurolega nella prossima stagione tramite il raggiungimento della finale di Eurocup, dove sta dominando la fase a gironi con un record immacolato di 7-0. Il Beli ha le caratteristiche perfette per costruire un tandem extra-lusso sul perimetro anche a livello di Eurolega con Milos Teodosic, occupando quel ruolo di "spalla" (termine molto improprio per le caratteristiche e qualità del giocatore) rimasto ancora traballante dopo l'esperimento fallito di Gaines e il nuovo tentativo con Josh Adams. Esperienza, serietà, forza mentale, attributi, capacità di vincere le partite con tiri decisivi: Belinelli ha nel proprio arsenale tutto quello che serve alla Virtus per far saltare il banco in Eurocup e su cui continuare a costruire nell'eventualità di una promozione in Eurolega.

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3) La Virtus può battere Milano nella lotta-scudetto?

Se Belinelli fosse arrivato nella scorsa stagione, dove la Virtus aveva già dimostrato una qual certa superiorità a livello di chimica, gruppo e durezza difensiva, la risposta sarebbe stata molto probabilmente affermativa. Ma quest'anno Milano è molto migliorata rispetto all'anno passato, limando le carenze principali con un grande mercato estivo, e l'equilibrio è tornato a spostarsi in maniera netta su sponda biancorossa, come dimostrato anche nella finale di Supercoppa di due mesi fa, vinta dall'Olimpia a Bologna in un momento in cui era ancora permessa la presenza del pubblico sugli spalti. Le prime 9 giornate di campionato hanno mostrato un grosso gap tra Milano e il resto della concorrenza (Bologna ha già incassato tre sconfitte nelle prime otto gare, mentre l'anno scorso furono soltanto due in venti partite), ma l'innesto di Belinelli permetterà di assottigliarlo e farci vivere un'ipotetica serie playoff col livello più alto mai visto da una quindicina d'anni a questa parte.

4) Che cosa significa per il movimento del basket italiano?

Nel giro di quattro mesi, l'Italia ha riabbracciato Gigi Datome, capitano azzurro, e Marco Belinelli, probabilmente i due giocatori, anzi, i due personaggi più amati della nostra Nazionale. Se parliamo di immagine, impatto sul pubblico, capacità di accendere la passione e i sogni, il ritorno del Beli è, così com'è stato quello di Gigi, un'operazione meravigliosa per restituire valore e senso di appartenenza a un movimento che aveva perso molto appeal e forza trainante negli ultimi anni, sia per una minor forza economica dei club, sia per la diaspora che ha portato tanti giocatori azzurri a vivere altre esperienze (quasi sempre vincenti) fuori dai confini nazionali. Belinelli è un giocatore capace di emozionare e ispirare i giovani e di stimolare la curiosità degli spettatori occasionali, trasformandoli in potenziali appassionati. E, quando i palazzetti potranno riaprire le porte, tutti, tifosi e avversari, vorranno tornare a vedere il Beli giocare in Serie A.

5) Che cosa ha imparato in NBA?

Il percorso di Belinelli in NBA rappresenta l'apice del basket italiano a livello mondiale. Lottando contro mille avversità in un inizio difficilissimo a Golden State, il Beli è riuscito a diventare, con pazienza, lavoro, fatica e dedizione totale alla causa, un giocatore apprezzatissimo in tutta la Lega e scelto come tassello perfetto di un puzzle vincente da uno dei più grandi guru del gioco come Gregg Popovich a San Antonio. Belinelli è l'unico italiano ad aver vinto in NBA (un anello con gli Spurs nel 2014 e la gara del tiro da tre punti all'All Star Game dello stesso anno) e lo ha fatto affinando sempre più il proprio gioco per trasformarsi in una guardia moderna per eccellenza: ha un tiro dall'arco mortifero sia sugli scarichi che in uscita dai blocchi o in movimento, e ottime letture di gioco come passatore sui pick'n'roll, cui unisce una solida tenuta fisica e difensiva e un'intelligenza tattica superiore.

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