Allianz Pallacanestro Trieste - AX Armani Exchange Milano 65-87

A cura di Davide Fumagalli. Le fatiche di Eurolega non frenano l'AX Armani Exchange Milano che resta imbattuta anche in campionato grazie alla larga vittoria per 87-65 all'Allianz Dome contro Trieste nella sfida tra formazioni ancora senza sconfitte in Serie A. L'Olimpia, senza Delaney per turnover oltre a Punter e Micov infortunati, domina praticamente dall'inizio alla fine toccando il +21 già nel secondo periodo e poi chiudendo la pratica dopo l'intervallo: la formazione di Ettore Messina chiude con un terrificante 13 su 24 da tre e ha 18 punti, 14 rimbalzi e 32 di valutazione di un Zach Leday totalmente immarcabile; bene anche Datome e Shields, 13 punti. Per l'Allianz arriva il primo ko ma, anche per i problemi di infortuni, era impossibile pensare di fare meglio contro una corazzata comel'AX Armani Exchange: buone prove di Doyle, 17 punti, Alviti, 13, e Upson, 11 punti.

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Coronavirus, un caso nell'Olimpia Milano: è asintomatico
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Il Chacho Rodriguez è un mago: assist tra le gambe per Shields

La gara dell'Allianz Dome prende subito la direzione dell'Olimpia: Leday, Shields e Roll firmano il +10 sul 16-6, poi entra Gigi Datome e stampa 7 punti consecutivi per il 26-10! Nel secondo quarto l'AX Armani Exchange continua a premere, Datome, Tarczewski e Shields segnano a ripetizione, poi Rodriguez mette la bomba del +21 sul 39-18. Sembra già finita ma Trieste ha una bella reazione, approfitta del rilassamento di Milano che non segna letteralmente più e rimonta fino al - 8 (33-41) trascinata da Grazulis e Laquintana. L'Olimpia non perde però la bussola e i soliti Leday e Datome firmano il 45-36 con cui si va all'intervallo.

Il coast-to-coast secondo Leday: Rubata, contropiede e canestro allo scadere

Nella ripresa invece non c'è proprio storia, Brooks e Shields segnano dall'arco, Leday infila il jumper del +20, Moraschini converte 5 punti in fila e al 30' ancora l'indemoniato Leday ruba palla, si invola e realizza sulla sirena per il +24, 69-45. L'ultimo periodo è poco più di un allenamento, Messina dà spazio anche a Moretti e Biligha, ma a dominare è sempre Leday che rimpingua il suo personale tabellino portando Milano fino al +27 (78-51). Il finale è 87-65 e l'AX Armani Exchange può godersi la vetta della classifica da imbattuta. Per Trieste uno stop preventivato che non toglie nulla al suo positivo avvio di stagione.

Dalle parti di Jeff Brooks non si passa: cancellato Grazulis

Nel prossimo turno, domenica 18 ottobre, Milano giocherà in casa contro la Virtus Roma alle 17.30 mentre Trieste avrà il posticipo delle 20.45 a Brescia; prima l'Olimpia avrà il doppio turno di Eurolega, mercoledì al Pireo con l'Olympiacos e venerdì sera in casa contro il Real Madrid.

  • Trieste: Da Ros, Doyle 17, Coronica, Upson 11, Arnaldo, Mussini 2, Grazulis 8, Alviti 13, Laquintana 5, Fernandez 9. All. Dalmasson.
  • Milano: Moretti 5, Brooks 5, Biligha, Leday 18, Cinciarini 6, Roll 5, Hines 5, Moraschini 8, Rodriguez 3, Datome 13, Shields 13, Tarczewski 6. All. Messina.

Highlights: Trieste-Milano 65-87

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Virtus Roma - Banco di Sardegna Sassari 72-92

Di Daniele Fantini. Dopo la sconfitta interna dello scorso weekend con Trieste, il Banco di Sardegna Sassari si rimette in carreggiata passando in scioltezza al PalaEur per 92-72 e rifilando il secondo ko consecutivo a una Virtus con l'infermeria sempre più affollata. Al lungodegente Chris Evans e Anthony Beane, out per qualche problema sofferto in settimana, si aggiungono anche Gerald Robinson (caviglia) e Dario Hunt, uscito alla metà del terzo periodo dopo una brutta ricaduta a rimbalzo e mai più rientrato. Con un assetto sinistramente simile a quello della fase a gironi di Supercoppa, Roma non ha la qualità e la potenza di fuoco necessaria per reggere il confronto con una Dinamo capace di esprimere un'ottima pallacanestro varia e corale, e il -20 finale è quasi scontato.

Finita stranamente fuori giri contro Trieste, la squadra di coach Gianmarco Pozzecco ricomincia dalle basi: pallone servito con ripetizione in area per le giocate in post-basso di Miro Bilan (15+9 rimbalzi) e Jason Burnell (5+8) per costruire il primo break, e allungo definitivo con le triple che fioccano in quantità industriale sui ribaltamenti di lato e in situazioni di transizione, dove Roma fatica ad accoppiarsi con i tiratori (15/33 di squadra). Marco Spissu gestisce l'attacco in maniera brillante (19 punti, 4 assist, 5/7 dall'arco), ben spalleggiato da Vasa Pusica (14), e sorprende la prestazione di grande sostanza dalla panchina di Kaspar Treier, in grado di fornire energia, fisicità e un gioco all-around di buonissime letture che lo porta a chiudere con 15 punti, tre triple e 7 rimbalzi catturati.

Sassari scopre Kaspar Treier: 15 punti nella vittoria su Roma

La partita vera dura poco più che un quarto, il tempo necessario al Banco per rispondere alla sfuriata iniziale di Jamil Wilson, spegnere con una buona difesa le velleità di una Virtus con basso volume di fuoco e amministrare senza patemi un finale che scorre via liscio come l'olio. Al netto dei mezzi a disposizione, Roma mostra comunque carattere e orgoglio per non affondare nella ripresa, spinta sul piano emotivo da un Tommaso Baldasso indomito: chiuderà con 29 punti e 8 assist, suoi massimi in carriera. Promettente anche il secondo tempo di Riccardo Cervi, capace di resettarsi dopo una prima metà di gara complicata: i duelli in post-basso con Bilan finiscono per premiarlo e portarlo a mettere a referto 10 punti senza errori al tiro. Evanescente, invece, Jamil Wilson: partito fortissimo con i primi 8 punti di squadra, sparisce poi malamente dai radar prima di un paio di squilli nel finale (15+10 rimbalzi).

  • Roma: Campogrande 9, Wilson 15, Hunt 2, Robinson 3, Baldasso 29, Farley 2, Telesca ne, Beane ne, Biordi ne, Hadzic 2, Cervi 10. All. Bucchi
  • Sassari: Spissu 19, Treier 15, Pusica 14, Gandini 4, Kruslin 9, Bilan 15, Re, Devecchi ne, Burnell 5, Bendzius 8, Gentile 3, Tillman ne. All. Pozzecco

Highlights: Virtus Roma-Dinamo Sassari 72-92

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Umana Reyer Venezia - Carpegna Prosciutto Pesaro 72-90

A cura di Davide Fumagalli. Clamorosa sorpresa al Taliercio dove la Carpegna Porsciuto Pesaro batte nettamente 90-72 l'Umana Reyer Venezia e conquista il primo successo in campionato. La squadra di Jasmin Repesa, comunque positiva nelle prime due uscite contro Sassari e Cantù, dà una lezione ai campioni d'Italia 2019 in virtù dei 23 punti di Filipovity e ai 22 di Massenat, soprattutto spacca la gara con un clamoroso 13 su 27 da tre, addirittura 7 su 10 nel decisivo terzo periodo. Per gli orogranata è il primo ko in campionato al termine di una settimana difficile dopo la sconfitta di Belgrado col Partizan in Eurocup: si salvano Tonut, 17 punti, Watt, 14, e Fotu, 11, pesa certamente la serataccia al tiro da fuori, 7 su 28 da tre.

Che volo per Filipovity! Prima la super schiacciata, poi la brutta caduta

Il match di Mestre vede un buon avvio dell'Umana Reyer che, spinta da Watt, da Daye e dai canestri di Fotu, tocca il +9 sul 23-14. Pesaro però non è salita in Veneto per fare la vittima sacrificale, reagisce con l'ungherese Filipovity e con Robinson, e addirittura sorpassa sul 36-34 grazie a Massenat, pure lui molto ispirato. Venezia comincia a tremare mentre la Carpegna Prosciuto è in fiducia e va all'intervallo avanti 41-38 grazie ad una prodezza di Drell sulla linea di fondo contro Daye.

Nel terzo quarto la partita si spacca definitivamente: Pesaro scalda la mano dall'arco, inizia a spare da tre con Filipovity, Massenat e Tambone, e vola a +11 sul 55-44. La Reyer risponde con De Nicolao e Bramos, poi Fotu segna da sotto il -6, ma Tambone indovina un'altra bomba, la settima del quarto, e la Carpegna Prosciuto va all'ultima pausa in vantaggio 64-55. In avvio di ultimo periodo la squadra di Repesa assesta il colpo decisivo agli avversari con altre due bombe, una di Zanotti e una dell'ex Filloy, poi Cain schiaccia il 76-60 dopo un erroraccio in contropiede di Tonut. Nel finale gli ospiti dilagano con Massenat che indovina un gioco da 4 punti per il +20, poi Filipovity segna ancora dall'arco per l'85-66 e si guadagna il premio di MVP. Il finale è 90-72, un successo meritato per Pesaro, una brutta scoppola per la Reyer, piatta e senza rimedi alla maggior energia degli avversari soprattutto nella ripresa.

Mitchell Watt è ovunque, schiacciata e stoppata in rimonta

La quarta giornata di Serie A vedrà Pesaro impegnata sabato sera alle 20.30 in casa contro Trento, ancora a zero punti, mentre Venezia giocherà domenica alle 18 in trasferta a Desio contro Cantù. Prima però l'Umana Reyer avrà l'impegno casalingo di Eurocup contro i francesi del Bourg en Bresse, mercoledì sera alle 20.45.

  • Venezia: Fotu 11, Bramos 3, Tonut 17, Daye 8, De Nicolao 8, Stone, Cerella 2, Casarin 4, D'Ercole ne, Mazzola, Watt 14, Chappell 5. All. De Raffaele.
  • Pesaro: Filloy 11, Filipovity 23, Robinson 9, Cain 11, Massenat 22, Drell 5, Zanotti 3, Calbini, Basso, Serpilli, Tambone 6, Delfino ne. All. Repesa.

Highlights: Venezia-Pesaro 72-90

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De' Longhi Treviso - Germani Brescia 87-94

A cura di Marco Arcari. E venne finalmente anche il 1° successo in questa LBA 2020-21 per la Germani Brescia, capace di espugnare il PalaVerde, casa della De’Loghi Treviso, grazie alle prestazioni di T.J. Cline (20 punti e 100% al tiro su azione) e alla tripla decisiva di capitan David Moss. Iniziano subito fortissimo i due attacchi, con percentuali irreali al tiro (10/14 per Treviso, 13/17 per Brescia nel 1° quarto), ma è David Logan a trascinare quello dei padroni di casa con 8 punti consecutivi in apertura di gara. La squadra di coach Esposito risponde coi canestri di Christian Burns, le giocate di Cline e una coralità offensiva che porta 8 dei 12 giocatori a referto a trovare punti nel periodo (26-31 al 10’). Nel 2° quarto gli ospiti costruiscono più volte mini-parziali, propiziati ancora, spesso e volentieri, dalle giocate di Cline. Logan non si prende praticamente più tiri, mentre le percentuali della squadra di coach Menetti scendono (2/8 da 3 nella frazione) e solo Christian Mekowulu sembra poter reggere i colpi d’urto dei lunghi avversari. A metà gara la Germani riesce così a scappare sul massimo vantaggio (+14, 40-54), con due layup in fotocopia sull’asse Vitali-Burns.

La ripresa comincia con un gran gioco da 4 punti di Jeffrey Carroll, il quale cercherà la soluzione perimetrale per tutto il resto del 3° quarto, trovando però fortune molto alterne. Logan riprende a macinare giocate spettacolari e canestri e, complice la bomba di Nicola Akele, Treviso rientra in un amen sul -7 (54-61 al 23’). Brian Sacchetti e Dusan Ristic provano a rilanciare gli ospiti, ma DeWayne Russell sale in cattedra con arresti-e-tiro, assist e penetrazioni che valgono viaggi in lunetta e il -4 (63-67). Serve l’ennesimo show balistico di Logan per riaprire definitivamente la partita: 2 triple in rapidissima successione e parità a quota 70. Brescia però non si disunisce, piazza un break di 0-11, con Ristic assoluto protagonista e autore anche di una tripla, e sembra chiudere definitivamente la contesa (70-81 al 34’). La De’Longhi non ha però alcuna intenzione di arrendersi e, con Logan e Russell ancora sugli scudi, ritrova il nuovo -1 (85-86) a meno di 3’ dalla sirena finale. È qui che sale in cattedra capitan Moss, con la bomba che prima tocca il ferro e poi s’impenna per ricadere dolcemente nel canestro e aprire un parziale di 0-5 con cui Brescia mette al sicuro la vittoria. MVP Cline, ma buone prove anche di Sacchetti (13) e Ristic. Ai padroni di casa non bastano i 30 di Logan (con 5 triple) e i 16 (con 8 assist) di Russell.

  • Treviso: Russell 16, Logan 30, Cheese 2, Vildera 2, Bartoli n.e., Imbrò 6, Piccin n.e., Chillo, Mekowulu 9, Carroll 11, Akele 11. All. Menetti.
  • Brescia: Cline 20, Vitali, Parrillo, Chery 11, Bortolani, Ristic 14, Crawford 8, Burns 12, Kalinoski 5, Moss 11, Sacchetti 13, Ancellotti. All. Esposito.

Highlights: Treviso-Brescia 87-94

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UnaHotels Reggio Emilia-Happy Casa Brindisi 76-80

Di Daniele Fantini. Dopo essersi sbloccata con un'agevole cavalcata sulla Virtus Roma, la Happy Casa Brindisi infila il secondo successo consecutivo espugnando il PalaBigi e agguanta il gruppone di alta classifica all'inseguimento dell'Olimpia Milano. La squadra di coach Vitucci macina gioco con le ottime letture di Darius Thompson (MVP di serata con 19 punti, 4 assist e 8/9 da due), le bombe di James Bell (13+8 rimbalzi) e il carisma di un D'Angelo Harrison che, nonostante il violento litigio col ferro (0/8 dall'arco), sfrutta tutto il suo enorme arsenale offensivo chiudendo a quota 16 con 8/10 ai liberi, 4 recuperi e 5 assist.

Darius Thompson col cronometro in testa: buzzer-beater elegantissimo

Ma, a differenza delle ultime due stagioni, dove Brindisi costruiva in attacco le sue vittorie, è la difesa a fare la differenza in una partita segnata da percentuali scadenti nel tiro pesante (soltanto 6/26, 23%): dopo un primo tempo molto equilibrato (36-37 all'intervallo senza break degni di nota), la Happy Casa costruisce un margine di 10 lunghezze nel terzo periodo spegnendo le idee dell'attacco reggiano, frenato da 15 palle perse e uno scadente 43% da due contro l'ottimo 60% degli avversari. La fisicità di Brindisi, sorretta da Nick Perkins e, soprattutto, da un Ousman Krubally marmoreo dalla panchina (6 punti, 5 rimbalzi, 4 assist), alza un muro attorno al verniciato, e quando le mani dei tiratori biancorossi cominciano a raffreddarsi dopo un buon inizio, la forbice si apre in maniera inesorabile.

In una partita giocata ad alto ritmo e numero di possessi, Reggio Emilia ha comunque la chance per riavvicinarsi fino al -4 a 4' dalla sirena, ma non la sufficiente lucidità e solidità per andare oltre. Brandon Taylor incappa in un pomeriggio intermittente (14 punti, 8 assist ma anche 5 palle perse e una regia discontinua), Joshua Bostic gela dopo una vampata di triple a inizio gara (16 punti ma 4/14 al tiro) e Frank Elegar perde la lotta fisica e di intensità sotto i tabelloni contro il front-court avversario (7 punti, 6 rimbalzi ma poca sostanza specialmente nella seconda metà di gara). Il più positivo, anche nella metacampo difensiva, è Leo Candi, autore del suo season-high con 13 punti.

  • Reggio Emilia: Taylor 14, Kyzlink 14, Bostic 16, Diouf, Elegar 7; Candi 13, Baldi Rossi 3, Johnson 6, Blums 3. N.e.: Porfilio, Bonacini, Giannini. All.: Martino.
  • Brindisi: Thompson 19, Harrison 16, Bell 13, Willis 10, Perkins 5; Krubally 6, Zanelli 2, Visconti, Gaspardo 9, Udom. N.e.: Cattapan, Guido. All.: Vitucci.

Highlights: Reggio Emilia-Brindisi 76-80

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Openjobmetis Varese - Acqua S.Bernardo Cantù 80-90

A cura di Davide Fumagalli. Primo stop per l'Openjobmetis Varese che cade in casa nel posticipo contro Cantù per 90-80: l'Acqua S.Bernardo, reduce dal successo su Pesaro, conquista il derby numero 147 e torna a vincere a Masnago dopo quasi 4 anni (era il 4 dicembre 2016, ndr). La formazione di Cesare Pancotto, pur senza il leader Jaime Smith risultato positivo al Covid, si impone in virtù dei 21 punti con 12 rimbalzi di Thomas e dei 15 di Woodard, determinanti per la rimonta e l'allungo decisivo nel quarto periodo. A Varese non bastano i 29 punti con 30 di valutazione di un leggendario Luis Scola e i 21 di Toney Douglas: purtroppo sono gli unici a salvarsi nella formazione di Bulleri, gli altri sono tutti piuttosto sottotono.

Thomas e Woodard firmano la vittoria di Cantù nel derby

La sfida di Masnago vede una partenza lanciata della Openjobmetis, 10-0 con 7 punti di Scola, poi è 20-9 dopo una bomba di Ferrero, ma Cantù rimonta, tocca il -3 con una bomba del baby Procida e al 10' è sotto "solo" 29-23. Nel secondo periodo l'Acqua S.Bernardo impatta con un siluro dall'angolo di La Torre, poi è Kennedy a firmare il sorpasso con la schiacciata. All'intervallo è parità sul 44-44 stampata da un paio di guizzi del solito Scola e da una bomba a fil di sirena di Leunen per gli ospiti.

Le doti atletiche di Shamarkus Kennedy non sono più una sorpresa!

Nel terzo quarto c'è equilibrio, il solito Scola tiene davanti l'Openjobmetis, per Cantù replicano Leunen e Jazz Johnson, poi si accende Jakovics e infila due triple in fila per il +6 con cui Varese va all'ultimo riposo (64-58). L'ultimo periodo è però nel segno dell'Acqua S.Bernardo e di Donte Thomas: in un amen firma due bombe per il 66-66 e poi, dopo il gioco da tre punti di Bayehe, ne infila un'altra per il +6 sul 72-66. Varese è al gancio, Douglas con tre liberi fa -3, ma l'inerzia è tutta della squadra di Pancotto che con Woodard trova prima la tripla del +9 e poi il canestro dell'84-73 che sostanzialmente chiude il discorso. Varese alza bandiera bianca dopo due successi, l'Acqua S.Bernardo può festeggiare e godersi la vittoria, anche senza Jaime Smith.

Nel prossimo turno, il quarto, Varese giocherà sabato sera alle 20.30 al PalaRadi contro la Vanoli Cremona reduce dal successo di Bologna con la Virtus mentre Cantù giocherà domenica in casa a Desio alle 18 contro Venezia.

  • Varese: Scola 29, Strautins 8, Ruzzier 4, Ferrero 5, DOuglas 21, Librizzi ne, Morse 2, De Vico, Andersson, De Nicolao, Jakovics 11, Virginio ne. All. Bulleri.
  • Cantù: Johnson 12, Leunen 6, Pecchia 9, La Torre 11, Woodard 15, Baparape ne, Bayehe 9, Procida 5, Thomas 21, Kennedy 2. All. Pancotto.

Highlights: Varese-Cantù 80-90

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Top 5: le migliori giocate della 2a giornata

Eurolega
Coronavirus, rinviata Olimpia Milano-Alba Berlino
IERI A 13:07
Champions League
Marco Spissu bombardiere contro il Galatasaray, 6/9 da 3
21/10/2020 A 21:38