La risalita di Varese non si ferma, nemmeno sul campo della capolista. Dopo aver mietuto Sassari, Pesaro e Trento, la formazione di Bulleri mette in tasca anche il derby e si ritrova quasi magicamente al nono posto in classifica, nel mischione che preme a margine della zona playoff, una situazione impensabile soltanto un mese fa. Di contro, prosegue il momento down dell'Olimpia, alla quinta sconfitta nelle ultime 6 gare giocate tra campionato ed Eurolega e ormai capolista soltanto in maniera virtuale: il tesoretto sulle inseguitrici costruito nelle scorse settimane è completamente evaporato e Brindisi, prossima avversaria, potrà scalzarla con una vittoria.
Varese vince con merito un derby controllato e condotto sin dalle battute iniziali, spinta da un gioco offensivo di qualità, fluido, brillante e preciso nel tiro pesante, l'arma migliore (e più utilizzata) dalla squadra di Bulleri (13/28 alla fine, ma la percentuale è stata superiore al 50% per larghissimi tratti dell'incontro). Luis Scola, grande cavallo di ritorno ma privato della standing ovation del pubblico in un Forum vuoto, trascina con la sua esperienza, le sue immortali giocate in post-basso, capaci ancora di affettare avversari più giovani e fisici, e quella mano morbida dalla lunga distanza che gli sta permettendo di allungare la carriera in maniera sempre più straordinaria: El Señor torna a casa con 18 punti, 7 rimbalzi e tante teste fatte girare all'intera front-line biancorossa. Alla qualità tecnico-tattica di Scola si affianca la strapotenza fisica di John Egbunu, sempre più calato nel sistema: 9 punti, 9 rimbalzi, un paio di stoppate con effetti speciali e, più in generale, una presenza a centro-area determinante per aprire il campo grazie alla sua pericolosità sul pick'n'roll centrale.

Egbunu cancella LeDay e spedisce la palla in tribuna

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Già, perché anche (e soprattutto) sul perimetro Varese gira a meraviglia. Michele Ruzzier prende subito in mano le redini della partita (17 punti, 8 assist e il canestro decisivo a 8" dalla sirena), supportato da un Toney Douglas in vera versione ex-califfo d'Eurolega (16 punti, 4/7 dall'arco con canestroni pazzeschi dal palleggio) e un Anthony Beane sempre pronto ad attaccare a ogni possesso. Il risultato è un avvio spedito (13-24 al 9') che costringe l'Olimpia a fare una lunga gara di rincorsa estenuante. Messina utilizza rotazioni larghe (out Roll, Evans, Delaney, Tarczewski e Biligha) anche in vista della sfida cruciale per il vantaggio del fattore-campo nei playoff di Eurolega di venerdì contro l'Anadolu Efes Istanbul, ma fatica a trovare quintetti con la giusta alchimia e, soprattutto, con una tenuta difensiva adeguata, per la rimonta.
Varese ha la forza di spegnere in maniera sistematica ogni fiammata avversaria e, dopo essere tornata negli spogliatoi in vantaggio (41-45), allunga con un grosso break nel terzo periodo (57-68) esponendo le difficoltà di una Milano con poca grinta, tenacia e collante. L'Olimpia ha bisogno di ritrovarsi sull'orlo del baratro per attingere dosi extra di aggressività da un serbatoio tendente sempre più verso il rosso, e forgia un contro-break pesante a cavallo dei due periodi conclusivi che sembra poter girare l'inerzia (13-1 per il sorpasso sul 70-69). Ma è soltanto una fugace illusione, perché i tiri pesanti, quelli potenzialmente decisivi per spaccare la partita, tornano a far risuonare i ferri proprio come successo giovedì nella sciagurata trasferta di Atene.

Sergio Rodriguez manda LeDay a schiacciare con l'assist no look

Si finisce in volata, punto-a-punto, con Milano capace di mettere la testa avanti (81-80) in maniera totalmente impronosticabile con una rapida serie di giocate straordinarie di Kyle Hines su entrambi i lati del campo. Varese ha in mano il possesso per la vittoria e Ruzzier lo trasforma in un 2+1 capitalizzando su un fischio che farà molto discutere. Dall'altra parte, Milano ha il tempo per costruire il tiro del possibile overtime, ma il runner di Datome nel traffico si spegne sul ferro.

And one! Il canestro di Ruzzier che decide il derby tra Varese e Milano

Per l'Olimpia non servono i 14 punti di Kevin Punter, probabilmente il migliore nella metacampo offensiva ma gestito nel minutaggio, i 14 con 4 assist di Sergio Rodriguez, visto ancora una volta agire a folate ma salito di colpi nel quarto periodo, i 14 di Zach LeDay, produttivo sì, ma molto alterno e in difficoltà contro l'esperienza di Scola e l'atletismo di Egbunu, e gli 11 di Gigi Datome, partito con le marce molto alte ma poi frenato con il trascorrere dei minuti da una condizione ancora non ottimale. In calo Shavon Shields (5 punti, 2/11 al tiro a conferma di un momento di scarsa brillantezza), Jeff Brooks, incapace di incidere a livello fisico ed emotivo sulla partita come nelle ultime uscite, e Kyle Hines, molto passivo prima dell'exploit finale.

AX Armani Exchange Milano-Openjobmetis Varese 81-83

  • Milano: Moraschini 7, Punter 14, Datome 11, LeDay 14, Hines 7; Rodriguez 14, Micov 7, Brooks, Shields 5, Cinciarini 2, Wojciechowski. N.e.: Moretti. All.: Messina.
  • Varese: Ruzzier 17, Douglas 16, Strautins 7, Scola 18, Egbunu 9; Beane 8, Morse 5, De Vico, Ferrero 3, De Nicolao. All.: Bulleri.

Highlights: Milano-Varese 81-83

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