Openjobmetis Varese - Virtus Roma 98-88

A cura di Marco Arcari. La Openjobmetis Varese interrompe la striscia di 5 k.o. consecutivi in LBA, superando la Virtus Roma dopo una sfida caratterizzata da tanti infortuni, più o meno gravi, ma anche da tante conferme individuali. Assenze pesanti in casa Virtus (out Gerald Robinson per un problema alla schiena, ma anche Dario Hunt, rifiutatosi di partire alla volta di Varese per ritardi nel pagamento degli stipendi), mentre per Varese c’è l’esordio ufficiale di Jalen Jones, arrivato in biancorosso sostanzialmente per sostituire Denzel Andersson e al rientro sui parquet dopo ben 8 mesi di inattività. L’approccio della Openjobmetis non è proprio dei migliori, nonostante il gran lavoro a rimbalzo offensivo; tanti errori al tiro vicino a canestro, qualche persa di troppo e anche un problema alla caviglia sinistra per Michele Ruzzier al 3’. Luca Campogrande conferma di essere in uno strabiliante momento di forma, realizzando 8 dei primi 10 punti degli ospiti (6-10 a metà quarto), mentre Jones si procura un infortunio che lo costringe a tornare negli spogliatoi dopo soli 31 secondi dall’ingresso sul parquet (e sembrerebbe rottura del tendine d’Achille, secondo un primo responso medico). La difesa a zona di coach Bucchi dà molto fastidio all’attacco casalingo, ma la Openjobmetis riesce comunque a piazzare un break di 6-0 che le ridà la parità (14-14 all’8’) e costringe la panchina avversaria al timeout. Dopo aver carburato, Varese performa decisamente meglio rispetto all’inizio di gara e, con un Anthony Morse sugli scudi, autore tra l’altro di una grande schiacciata, chiude il 1° quarto sul 20-17.

Serie A
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15/11/2020 A 17:56

Scola inventa, Morse decolla sopra al ferro per la schiacciatona

Ruzzier, ampiamente ripresosi dalla scavigliata, sale in cattedra con una serie di bombe ed è assoluto protagonista nel parziale di 15-0 con cui la squadra allenata da Massimo Bulleri prende decisamente il comando delle operazioni (37-22 a metà 2° quarto). La Virtus non trova punti per oltre 4 minuti e tocca al solito Campogrande arrestare l’emorragia offensiva. Capitan Tommaso Baldasso prova a seguire la via tracciata dal compagno, ma il suo 0-5 tutto personale serve solamente a evitare l’imbarcata già nel 1° tempo. La Openjobmetis realizza infatti ben 28 punti nella frazione, beneficiando soprattutto delle triple degli esterni (6/11 da 3 di squadra nel quarto) e va al riposo con un margine confortante (48-33). Luis Scola inizia la ripresa con 2 falli personali in neanche 90’’, mentre Jamil Wilson diventa il go-to-guy dell’attacco ospite, propiziando lo 0-5 tutto personale con cui la Virtus torna a -10 (50-40 al 22’ del match). Nonostante i falli a carico, Scola fa la voce grossa a rimbalzo, centrando la doppia-doppia già al 24’ di gioco, mentre, sugli scarichi dei compagni, Toney Dogulas è letale da oltre l’arco e ridà il +17 ai padroni di casa (62-45) a metà 3° quarto.

Toney Douglas in una versione inedita: che stoppatone contro Roma!

Campogrande ritorna trascinatore di Roma, riscrivendo il proprio career-high in campionato (il precedente era di 19) quando ancora mancano 11 minuti alla sirena. Il 5° fallo personale di Wilson causa, di riflesso, l’esordio in Serie A per Nikola Ticic, lungo montenegrino di soli 17 anni (classe 2003). Il finale di quarto si trasforma in un bel botta e risposta dalla distanza tra gli esterni delle due squadre, ma al 30’ Varese mantiene comunque un buon vantaggio (71-61). Baldasso, dalla lunetta, prova a rilanciare un altro tentativo di rimonta di una Virtus comunque orgogliosa e mai doma, ma Scola risponde con la bomba che spezza le ultime resistenze ospiti (79-67) al 33’. Nei minuti restanti Baldasso dimostra, ancora una volta, di essere un playmaker sempre più versatile, chiudendo con 26 punti, 6 rimbalzi e 8 assist, mentre il giovanissimo Gianmarco Iannicelli trova l'esordio (e i primi punti) in Serie A. Per Varese invece due doppie-doppie: quelle di Scola (19 e 15 rimbalzi) e di Morse (18+11). Finalmente positivo Douglas, autore di 18 punti e 6 assist, ma anche di triple fondamentali per spezzare gli equilibri del match.

  • Varese: Morse 18, Scola 19, De Nicolao 2, Jakovics 16, Ruzzier 10, Strautins 15, De Vico n.e., Jones, Douglas 18, Librizzi, Virginio, Van Velsen. All. Bulleri.
  • Roma: Hadzic 8, Biordi 2, Nizza n.e., Beane 16, Campogrande 25, Baldasso 26, Cervi n.e., Ticic 2, Iannicelli 2, Wilson 7. All. Bucchi.

Highlights: Varese-Roma 98-88

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Acqua San Bernardo Cantù-AX Armani Exchange Milano 71-89

Di Daniele Fantini. Fino a oggi, ammassare punti in campionato è stato il suo ultimo pensiero. Ma, nel momento del bisogno, Sergio Rodriguez non tradisce. Dopo aver visto la sua Milano faticare per un approccio soft e stordita dall'entusiasmo iniziale di una Cantù tornata in campo dopo tre settimane di stop con carica energetica enorme, il Chacho si mette in azione sfoderando un clinic balistico eccezionale da 24 punti (seconda miglior prestazione in Serie A in maglia Olimpia) con 8 bombe a referto (career-high in Italia). Le sue spingardate tengono Milano a contatto in un primo tempo di scarsa concentrazione e intensità difensiva e, unite al reset mentale dell'intervallo lungo che ripropone un'Olimpia dura e cinica nella ripresa, scavano il break decisivo di 30-14 in un terzo periodo che vede emergere i reali valori dei roster in campo.

Sergio Rodriguez accende il derby: 8 triple, massimo in Italia

La partita è strana, com'era logico che fosse al termine di una settimana che ha permesso a Cantù di ricomporre i propri pezzi dopo la lunga pausa per i contagi da coronavirus ma che, allo stesso tempo, ha tenuto Milano in allarme per diversi giorni dopo il riscontro di alcune positività nei giro di tamponi di lunedì. La squadra di Pancotto vola in avvio a suon di triple (17-6), cavalcando il grande ritorno di Jaime Smith (18 punti, 4 assist), le accelerazioni di Jazz Johnson (12, 9 dei quali nei primi 20'), la mobilità di Sha'Markus Kennedy, capace di mettere in difficoltà a lungo anche un difensore superlativo come Kyle Hines, e l'enorme intelligenza tattica di Maarty Leunen, vero pilastro silenzioso in un primo tempo giocato ai limiti della perfezione (chiuderà con 9 punti, 8 rimbalzi, 5 assist). Milano ha bisogno di due time-out ravvicinati di Ettore Messina per entrare fisicamente in partita, ma, nonostante l'attacco riacceso dal talento di Rodriguez, fatica a trovare la sua compattezza difensiva, torchiata sul perimetro e sui tagli rapidi di Kennedy nel verniciato.

Shavon Shields segna il canestro più strano del derby

Lo spartito cambia nella ripresa, quando l'Olimpia serra le maglie, sfrutta con maggior continuità i vantaggi fisici vicino a canestro (14 punti con 7 rimbalzi per Kyle Hines, 12+12 per Zach LeDay) e le percentuali dall'arco canturine cadono in picchiata (7/22 da tre dopo il 5/9 dell'intervallo lungo). Innescato da Hines e Brooks, alimentato da due triple in fila di Rodriguez e coronato da un paio di movimenti di LeDay, il parziale si apre, inevitabile. E, una volta messe le mani sul manubrio, Milano non concede più nulla. Un paio di altri siluri del Chacho e Shavon Shields (13 punti) spengono sul nascere le speranze di rimonta nel quarto periodo e permettono a coach Messina di proseguire nella sua gestione con rotazioni molto ampie per distribuire le energie in vista del doppio turno settimanale di Eurolega (Stella Rossa mercoledì e Zalgiris Kaunas venerdì).

Vittoria a parte, le notizie più interessanti arrivano dai recuperi di Kevin Punter e Riccardo Moraschini. L'ex-Virtus, lanciato in quintetto dopo un lungo stop per un infortunio muscolare alla coscia, mostra un normale appannamento rispetto alla versione rovente con cui aveva aperto la stagione, ma il suo rientro, unito ai miglioramenti di Vlado Micov, darà un'arma offensiva in più a livello europeo dopo la sconfitta di Valencia.

  • Cantù: Smith 18, Woodard 6, Pecchia 8, Leunen 9, Kennedy 9; Procida, Thomas 3, Johnson 12, Bayehe 6, La Torre. N.e.: Lanzi, Baparapè. All.: Pancotto.
  • Milano: Rodriguez 24, Punter 2, Shields 13, Brooks 5, Hines 14; Cinciarini 4, Biligha 6, Moretti, LeDay 12, Moraschini 2, Micov 7. N.e.: Datome. All.: Messina.

Highlights: Cantù-Olimpia Milano 71-89

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Germani Brescia - Dolomiti Energia Trentino 73-80

A cura di Marco Arcari. Non conosce fine la crisi di Brescia. La sfida contro la Dolomiti Energia Trento termina con un altro k.o., il 7° consecutivo in LBA, e con l’ennesima incapacità di incassare parziali importanti dopo aver giocato bene. Per Trento un successo meritato, con un Kelvin Martin da libro cuore nel momento in cui viene stabilmente chiamato a giocare da 5, senza far rimpiangere affatto l’assente JaCorey Williams. È una Germani attenta e ordinata, specie in fase di non possesso, quella che approccia il posticipo domenicale, con un Christian Burns subito in palla e autore di un parziale tutto personale (5-0) che costringe al timeout coach Brienza. Se, al momento del minuto di sospensione, gli ospiti sono sotto di 7 lunghezze (12-5 al 4’) è anche e soprattutto per le troppe palle perse maturate nella costruzione di ogni singolo possesso. Luke Maye (con 2 bombe) sembra essere l’unico giocatore dell’Aquila totalmente inserito nel match, mentre Burns continua a dominare nel pitturato avversario e, sostanzialmente da solo, doppia Trento (16-8). Il parziale di Brescia si amplia fino all’11-0 che vale il massimo vantaggio casalingo (23-8); la Dolomiti Energia non segna per oltre 4’ e chiude il 1° quarto con un 4/14 complessivo al tiro che, unito alle perse e alle difficoltà a rimbalzo, sono chiave importante del 25-13. La sfida si trasforma improvvisamente in una sagra degli errori da oltre l’arco dei 6.75 (0/5 per Brescia, 0/3 per Trento), ma la squadra di coach Esposito continua a giocare comunque decisamente meglio degli avversari (29-17 a metà 2° quarto). Burns è inarrestabile, arrivando a 18 punti (con 8/9 al tiro), ovverosia 1 meno di quanti ne ha segnati tutta la Dolomiti Energia, quando il cronometro di gara segna il 16° minuto. Luca Vitali trova invece 2 perse e 2 falli consecutivi (di cui un antisportivo), che lo costringono a tornare anzitempo in panchina. La formazione allenata da Nicola Brienza riesce a rientrare fino al -3 (35-32) grazie ai canestri di Victor Sanders, confermando l’incapacità dei padroni di casa di subire parzialoni (1-13 quello che stabilisce il ritardo a un solo possesso di distanza). Il finale di quarto vede ancora molti errori di Brescia, tra banali falli e palle perse. I liberi di Luca Conti valgono allora il 37-35 con cui le due squadre vanno al riposo.

Kelvin Martin chiude il 3° quarto del match contro Brescia con stile

In apertura di ripresa Gary Brown realizza il canestro della parità (37-37), mentre Sanders dà il primo vantaggio di serata ai bianconeri. I turnovers accumulati in rapida successione e le difficoltà persistenti di Kenny Chery consigliano al timeout coach Esposito dopo soli 2’. Incassato lo 0-6 (37-41), l’orgoglio di Brescia finalmente riemerge: 2 triple (Sacchetti e Chery) e un Dusan Ristic finalmente performante a 360° (il sogno durerà poco). Il match è però ormai tornato in sostanziale equilibrio. La Germani prova diverse difese a zona (2-3, 1-2-2), che pagano buoni dividendi, mentre in attacco trova decisamente più continuità nel tiro pesante, specie rispetto al 2° quarto, e con T.J. Cline (0/6 da 3 fino a quel punto) ritrova un buon margine (59-55). Al 30’ di gioco è però di nuovo parità (59-59), perché i padroni di casa incassano un altro, incredibile, mini-break (0-4). Martin è sontuoso nel giocare da centro, specie in fase di non possesso, ma è in generale il quintetto piccolo di coach Brienza a mettere in crisi sistematicamente i padroni di casa (62-65 al 33’). È ancora Martin, ben coadiuvato da Browne, a scrivere il massimo vantaggio ospite (+8, 62-70), quando mancano meno di 5’ ancora da giocare. Brescia non segna più su azione, nemmeno quando coach Esposito decide di rinunciare a Ristic per adeguarsi al quintetto avversario e non pagare più dazio in termini di mobilità. Trento ha ormai preso in mano le redini della sfida e non sembra intenzionata a mollarle: più volte in vantaggio di 9 punti, la squadra di coach Brienza mangia letteralmente gli avversari nell’ultimo minuto, garantendosi 3 rimbalzi offensivi e 3 extra-possessi che negano alla Germani qualsiasi velleità di rimonta. Martin indiscusso MVP e autore di una grande doppia-doppia (19 e 10 rimbalzi), ma ottima gara anche di Browne (16 punti e 8 assist). A Brescia non bastano i 18 di un Burns che è però completamente sparito – non per colpe sue – nella ripresa.

Assist no-look di Browne, schiacciata di Martin, che spettacolo Trento

  • Brescia: Cline 13, Vitali, Parrillo, Chery 5, Bortolani, Ristic 10, Crawford 9, Burns 18, Kalinoski 5, Moss 9, Sacchetti 4, Ancellotti n.e. All. Esposito.
  • Trento: Martin 19, Jovanovic n.e., Pascolo, Conti 4, Browne 16, Forray 3, Sanders 16, Mezzanotte n.e., Morgan 13, Williams n.e., Ladurner, Maye 9. All. Brienza.

Highlights: Brescia-Trento 73-80

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