Openjobmetis Varese - Carpegna Prosciutto Pesaro 81-68

Di Marco Arcari. 2° successo consecutivo per la Openjobmetis Varese. Dopo la vittoria su Sassari, il fattore casa si conferma fondamentale per la squadra di coach Bulleri, capace di regolare anche la Carpegna Prosciutto Pesaro (e ribaltare il -7 dell’andata) grazie allo strapotere fisico di John Egbunu. Ritmi forsennati fin dalla palla a due, con Varese che si affida soprattutto alle soluzioni offensive di Arturs Strautins e all’atletismo di Egbunu (12-7 al 4’). Il parziale dei padroni di casa si allunga sul 13-0, con Luis Scola (13 nella frazione) sugli scudi e autore di 2 triple in fila, per il +11 a metà 1° quarto. La Carpegna Prosciutto soffre tremendamente in fase offensiva, non riuscendo quasi mai a coinvolgere Tyler Cain e pagando i 3 falli personali di Marko Filipovity. Carlos Delfino prova a ingaggiare un bel duello a distanza con Scola, ma è Simone Zanotti a rivitalizzare un po’ l’attacco ospite con 6 punti consecutivi per il 26-18 al 10’ di gara. Pesaro continua a sparare a salve da oltre l’arco dei 6.75, ma la differenza sta soprattutto nell’efficienza dei pick&roll: Varese crea molti più vantaggi da ogni situazione di blocco e rollata, mentre gli ospiti non riescono a far muovere più di tanto la difesa di casa (33-20 a metà 2° quarto). Justin Robinson si carica allora sulle spalle l’attacco ospite, propiziando un break di 0-8 che riporta la squadra di coach Calbini a -5 (33-28) quando mancano 3’ alla sirena. La regia di Michele Ruzzier e lo strapotere fisico di Egbunu valgono però il contro-break (7-0) varesino per il nuovo +12 (40-28) a metà gara.
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22/07/2021 A 20:47

John Egbunu da top-10: stoppata e schiacciata nel giro di un possesso

Henri Drell è protagonista in apertura di ripresa, ma è tutto l’attacco pesarese a girare decisamente meglio rispetto al 1° tempo. Egbunu risponde però con 7 punti consecutivi per il nuovo +10 dei padroni di casa (49-39 a metà 3° quarto). Drell (9 nella frazione) torna allora a macinare punti e grandi giocate offensive, riportando nuovamente a contatto la Carpegna Prosciutto (53-47), ma in chiusura di periodo la coppia Ruzzier-Strautins ristabilisce il +12 (61-49). Anthony Morse banchetta nel pitturato ospite, anche perché il lato debole di Pesaro lavora poco e a intermittenza. Robinson prova a fare nuovamente la differenza, sparando 2 bombe in fila per il -9 (69-60) a 6’ dalla sirena finale. Varese si spegne improvvisamente, concedendo molto anche in fase di non possesso. 2 liberi di Ariel Filloy valgono il -4 (71-67) a 140 secondi dal termine, ma Toney Douglas ha progetti decisamente diversi e, con un devastante step-back, spara in faccia a Robinson la bomba che chiude definitivamente la contesa e regala il successo alla Openjobmetis. Egbunu MVP indiscusso (13 e 10 rimbalzi), Scola top scorer (20), ma bene anche Ruzzier (10 e 9 assist). A Pesaro non bastano i 17 (con anche 6 assist) di Robinson.

Stupendo alley-oop di Egbunu, che vale il poster su Delfino

  • Varese: Beane 6, Morse 13, Scola 20, De Nicolao 2, Ruzzier 10, Strautins 8, Egbunu 13, De Vico n.e., Ferrero, Douglas 9. All. Bulleri.
  • Pesaro: Drell 11, Filloy 9, Cain 5, Robinson 17, Tambone 2, Mujakovic n.e., Basso n.e., Serpilli n.e., Filipovity 5, Zanotti 9, Delfino 10. All. Calbini.

Highlights: Varese-Pesaro 81-68

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Germani Brescia-AX Armani Exchange Milano 92-99

Di Daniele Fantini. Sconfitta a Trento e nuovamente braccata da Brindisi, Milano ha bisogno di una risposta anche in campionato: Sergio Rodriguez e Jeff Brooks sono pronti a darla. Trascinata dal miglior Chacho visto in questo anno abbondante di Serie A (career-high in Italia da 29 punti, 4/4 da due e 6/8 dall'arco) e sorretta dalla miglior versione stagionale di Jeff Brooks, tenace in difesa, solido a rimbalzo e finalmente incisivo anche nella metacampo offensiva (season-high da 14 punti con tre triple cui si aggiungono anche 8 rimbalzi e 3 stoppate per un complessivo 26 di valutazione), l'Olimpia espugna il PalaLeonessa tamponando due gravi e lunghe amnesie sofferte nei momenti più importanti della partita e mantiene un piccolo solco di due vittorie di vantaggio sulla Happy Casa, ora diretta inseguitrice in solitaria.

Sergio Rodriguez segna 29 punti a Brescia, career-high in Serie A

I 99 punti realizzati con percentuali scintillanti (64% da due e 50% dall'arco) esprimono in maniera chiara il potenziale della squadra di Messina ma non raccontano il reale andamento di una partita vissuta tra violente fiammate e cali di tensione altrettanto improvvisi. Milano controlla il ritmo in avvio con un attacco fluido ed efficace unito a una coordinazione difensiva invidiabile ma, quando sembra poter archiviare la pratica senza eccessivo sforzo (23-41 al 15'), perde concentrazione e intensità subendo un pesante contro-break che riporta Brescia a contatto all'intervallo lungo (40-47). Raccogliendo ottimi frutti da una difesa press allungata che espone i limiti di Kyle Hines nel ruolo di point-center nel campionato italiano, dov'è più facilmente braccabile a tutto campo da lunghi più leggeri e dinamici rispetto ai classici avversari di Eurolega (15 palle perse per Milano, molte delle quali sulle trappole scattate in situazione di rimessa da fondo), la Germani ha la forza di replicare al buon avvio di ripresa ospite e di mettere la testa avanti per un momento fugace con una tripla di David Moss (58-57 al 25'), ma l'illusione dura un battito di ciglia, il tempo perché Sergio Rodriguez riprenda la palla in mano per ricominciare a spiegare basket di qualità eccelsa.

Da una metacampo all'altra: recupero e schiacciata di Shavon Shields

Spaccando la prima linea difensiva a piacimento, il Chacho innesca un altro maxi-break con una scarica di triple e penetrazioni al ferro, lanciando l'Olimpia al massimo vantaggio (70-90) alla metà del quarto periodo, ma ancora una volta, quando la contesa sembra essere chiusa, Brescia ha il merito di continuare a mantenere alta la pressione e incutere paura, dimezzando lo svantaggio nel giro di un paio di minuti. Milano ha bisogno del ritorno di Rodriguez per un extra-sforzo e un paio di giocate-chiave, tra triple e assist, per respingere l'ultimo assalto e poter respirare nei secondi conclusivi. Detto di Rodriguez e Brooks, concreti anche Shavon Shields (15 punti, ottima prima metà di gara) e Zach LeDay (14), bravo nel colpire con i suoi classici gancetti nel cuore dell'area avversaria, in leggera ripresa Vlado Micov (10), poco ispirato Kevin Punter (5 punti, 2/6 dal campo, dopo l'exploit da 32 sparato tre giorni prima sul campo del CSKA Mosca).

Jeff Brooks distrugge Wilson rifilandogli tre stoppate di fila

Brescia vede invece intaccata una striscia vincente di tre gare con cui si era riportata al margine della zona playoff (nono posto con un record di 9-11) ma non l'ottimo lavoro di ricostruzione di coach Buscaglia, confermato da uno spirito e una combattività da applausi. Darral Willis (17 punti) e Christian Burns (15 con 5 rimbalzi ma anche 6 perse) ammassano i numeri più importanti, uniti a qualche vampata di Kenny Chery (16, 3 assist). Mancano all'appello Drew Crawford, poco incisivo nel match da grande ex, e Jeremiah Wilson, limitatosi a sorvolare la partita nei 9 minuti concessi.
  • Brescia: Chery 16, Moss 12, Crawford 10, Wilson, Burns 15; Willis 17, Sacchetti 8, Kalinoski 8, Vitali 4, Bortolani 2. N.e.: Parrillo, Bertini. All.: Buscaglia.
  • Milano: Moraschini 2, Shields 13, Micov 10, LeDay 16, Hines 2; Biligha 6, Moretti, Punter 5, Brooks 14, Cinciarini 2, Rodriguez 29. N.e.: Wojciechowski. All.: Messina.

Highlights: Brescia-Olimpia Milano 92-99

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Acqua S.Bernardo Cantù - Vanoli Basket Cremona 92-85

Di Davide Fumagalli. Dopo la cocente sconfitta di Tieste l'Acqua S.Bernardo Cantù reagisce e risponde con un'importante vittoria 92-85 nel derby con la Vanoli Cremona valido per la 22esima giornata di Serie A. Un successo fondamentale per i brianzoli che rispondono a Varese e restano appaiati a 14 punti dove ci sono anche Reggio Emilia e Trento, tutte all'ultimo posto della classifica; poco sopra, a 16, c'è la Vanoli di Paolo Galbiati che va ko dopo due vittorie di fila e resta quindi pienamente invischiata nella lotta per evitare la retrocessione. Il match del PalaBancoDesio resta praticamente sempre nelle mani di Cantù che va avanti sul finire del primo periodo, allunga anche fino a +18, poi nell'ultimo quarto rischia la beffa, anche se Cremona non riesce a spingersi oltre il -7: determinante Frank Gaines, 24 punti, benissimo Jordan Bayehe, 16 punti e 13 rimbalzi, in doppia cifra anche i veterani Smith, 17, e Leunen, 13 (11 nel primo quarto). Nelle file ospiti spiccano Hommes, 19 punti, l'ex di turno Cournooh, 15, e Mian, 13, mentre Peppe Poeta si ferma a soli 2 punti ma smazza ben 12 assist.

Procida schiaccia in tap-in sulla sirena del 1° tempo

Fin da subito la partita è divertente, a buon ritmo e a punteggio alto, Poeta innesca Jarvis Williams per un paio di schiacciate, per Cantù è Leunen ad ergersi a protagonista e a firmare le triple del +4, poi ci pensano Smith e Jazz Johnson a griffare il 32-20 con cui si va al primo riposo. Nel secondo periodo Hommes e Barford provano a tenere Cremona a contatto, ma l'Acqua S.Bernardo va il doppio, Bayehe e Kennedy siglano il +13 sul 47-34, infine è Gabriele Procida a farsi notare con una terrificante schiacciata in tap-in allo scadere per il 50-41 con cui si torna negli spogliatoi per l'intervallo.

Poeta più Marcus Lee, lo spettacolo targato Cremona

Il secondo tempo riprende con l'inerzia tutta per la squadra di Bucchi, Smith e Gaines crivellano la retina da fuori, poi Pecchia segna 6 punti in fila per il +17, e al 30' è addirittura +18 Cantù sul 79-61 con una bomba di Gaines. Finita? Assolutamente no, perchè l'Acqua S.Bernardo esce dal match mentre Cremona ci rientra di prepotenza sfruttando l'asse delle meraviglie Poeta-Lee e il talento di Barford e Hommes: in un amen break di 11-0 e -7 sul 79-72! Cantù trema, teme la beffa come a Trieste ma stavolta Frank Gaines prende per mano la squadra, segna 7 punti di fila dopo oltre 5' di vuoto, ed è nuovamente +11 sull'86-75. Per la Vanoli è il colpo del ko, la squadra di Galbiati ripiomba a -12 per i canestri di Bayehe, e poi arriva l'ultimo sussulto per il definitivo 92-85.

Super assist "no look" di Procida per Kennedy

Nel prossimo turno la Vanoli avrà un'altra sfida diretta al PalaRadi contro la De'Longhi Treviso mentre l'Acqua S.Bernardo Cantù sarà di scena al Forum contro la capolista Olimpia Milano per il derby lombardo più caldo e sentito.
  • Cantù: Pecchia 6, Gaines 24, Smith 17, Bayehe 16, Leuenen 13, Johnson 4, Thomas 4, Kennedy 4, Procida 4, La Torre ne, Baparapè ne. All. Bucchi.
  • Cremona: Hommes 19, Poeta 2, Lee 9, Mian 13, Cournooh 15, T. Williams 5, J. Williams 11, Barford 11, Donda ne, Trunic ne. All. Galbiati.

Highlights: Cantù-Cremona 92-85

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De'Longhi Treviso-Fortitudo Lavoropiù Bologna 84-78

Di Daniele Fantini. No Logan? No problem! Nonostante l'assenza del suo cannoniere, out per i problemi fisici che lo avevano già limitato in maniera pesante la scorsa domenica, Treviso piega la Fortitudo rimontando dal -10 con un quarto periodo difensivo straordinario, infila il terzo successo consecutivo e si prende il settimo posto in solitaria (10-11), staccando Pesaro e Brescia. La vittoria della De'Longhi matura in maniera molto simile a quella strappata contro Reggio Emilia sette giorni fa, con una rimonta accesa nel momento più complicato della partita (49-59 al 28') e lunghi tratti di zona match-up nel quarto periodo che spengono una Effe incapace di trovare adeguate contromosse offensive e precipitata a livello psicologico di fronte alla prima vera difficoltà. Treviso tiene la Fortitudo a soli 7 punti in 8 lunghissimi minuti a cavallo dei due quarti finali (72-66 al 36'), azzanna con due triple consecutive di Sokolowski e Chillo per un incredibile +10 (78-68) e chiude poi i conti dalla lunetta quando Bologna, sparando le ultime cartucce ormai a cuor leggero, si riavvicina fino al -4 e palla in mano (poi sprecata da un lay-up sbagliato da Totè).

Adrian Banks segna in tutti i modi: alley-oop e volo spettacolare

Nonostante le rotazioni accorciate e parzialmente tamponate dall'inserimento del giovane Lorenzo Piccin in quintetto base (comunque ammirevole anche e soprattutto per il lavoro in marcatura su Adrian Banks), è la panchina di Treviso a svoltare la partita in uno strano quintetto sperimentato da coach Menetti sul finire del terzo periodo ma rivelatosi poi super-funzionale su entrambe le metacampo. L'eroe di serata è Giovanni Vildera, vero martello con le sue conclusioni di tecnica attorno al ferro: i 16 punti realizzati (8/9 al tiro) valgono il suo career-high e la prima doppia cifra in Serie A. Concretissimo anche Matteo Imbrò, ottimo nella gestione della squadra (11 punti, 4 assist) e nello spezzare gli equilibri esterni dell'attacco fortitudino al fianco di un coriaceo Trent Lockett, silente ma solido Matteo Chillo, e iper-cinico Michal Sokolowski, l'unico reduce dello starting-five a colpire, con la sua enorme duttilità, nelle fasi della grande rimonta (15 punti, 7 rimbalzi, 4 assist).

Christian Mekowulu rifila una stoppata spaziale a Dario Hunt

La Fortitudo incassa invece il terzo ko consecutivo e si ritrova risucchiata nel gruppone che ora chiude la classifica a quota 7 vittorie assieme a Trento, Cantù, Reggio Emilia e Varese. Il crollo del quarto periodo unito alla brutta gestione offensiva e, in generale, alla mancanza di un vero leader capace di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti più tesi conferma difficoltà e distonie ormai note all'interno di un gruppo che, nonostante i tanti cambi di personale in campo e in panchina, non ha mai trovato identità e amalgama. Non bastano la grande serata balistica di Pietro Aradori (21 punti, protagonista di un primo tempo rovente ma poi appasito nella ripresa), i 13 punti di Todd Withers e i 10 di Leonardo Totè, entrambi in enorme difficoltà contro la zona dopo l'ottima prima parte di gara. Poco inserito Wesley Saunders nonostante la doppia cifra, mancano gli apporti di Adrian Banks (7 con 3/10 dal campo), ben contenuto dalla difesa ma anche in serata gelida al tiro, e di Dario Hunt, auto-esclusosi per problemi di falli raccolti in pochissimi minuti nello scontro fisico con Christian Mekowulu.
  • Treviso: Russell 11, Piccin 3, Sokolowski 15, Akele 11, Mekowulu 9; Lockett 5, Chillo 3, Imbrò 11, Vildera 16. N.e.: Bartoli. All.: Menetti.
  • Bologna: Fantinelli 6, Banks 7, Saunders 10, Whiters 13, Hunt 4; Totè 10, Baldasso 5, Aradori 21, Cusin 2. N.e.: Manna, Pavani. All.: Dalmonte.

Highlights: Treviso-Fortitudo Bologna 84-78

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