Un coach dal profilo altissimo, campione del Mondo, con enorme esperienza internazionale, scelto per consolidare il primato conquistato in Italia dopo la vittoria dello Scudetto e rendere il progetto ancora più ambizioso con la qualificazione all'Eurolega, mancata in maniera beffarda con l'eliminazione in semifinale di Eurocup per mano dell'Unics Kazan. Il patron della Virtus Bologna, Massimo Zanetti, presenta così l'arrivo ufficiale di Sergio Scariolo per la panchina bianconera in sostituzione di Sasha Djordjevic.
"Scariolo è stato in America - le parole introduttive del presidente bianconero -, ha imparato i sistemi della NBA, e ci aiuterà a migliorare la struttura della nostra società per ottenere nuovi risultati anche in Europa e per diventare la prima società in Italia, se non lo è già. Il nostro impegno prosegue in modo ancora più forte con il nostro nuovo coach: abbiamo scelto il meglio, più di così non si poteva trovare, e sono sicuro che ci darà grandi soddisfazioni. La squadra non la farò io, ma la farà il coach. C'è la volontà di costruire una squadra forte, seguendo le indicazioni dell'allenatore. In questo momento però è inutile fare nomi e cognomi".

Scariolo: "Porto l'esperienza di tre anni in NBA, darò il 100% per la Virtus"

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La parola passa poi a coach Scariolo, reduce da un'esperienza triennale come assistant-coach ai Toronto Raptors, con cui ha conquistato l'anello NBA nel 2019 battendo i Golden State Warriors nelle Finals.
"Sono contentissimo di essere tornato a Bologna e di essere alla Virtus. Faccio i miei complimenti alla società e alla squadra per il grande risultato ottenuto con la vittoria dello Scudetto, ma credo ci sia ancora tanto lavoro da fare. Siamo in un momento importante, di consolidamento, per restare al vertice della pallacanestro italiana e tornare protagonisti in quella europea. So di essere soltanto una parte dell'ingranaggio: porto la mia esperienza costruita attraverso tanti anni all'interno di ottimi ambienti cestistici in Europa e nel mondo e la metterò a disposizione della società. Voglio che non si creino confusioni nei ruoli e nelle decisioni che si prenderanno in questi mesi: sono molto rispettoso del club e delle scelte che saranno fatte dalla dirigenza. Ai tifosi della Virtus prometto che darò il 100% e aiuterò le persone che stanno attorno a me a dare il 100%, cosa che è ancora più importante. Credo che possiamo continuare a crescere, senza disequilibri, senza stress, senza patemi se dovessimo perdere anche qualche partita, con la consapevolezza di arrivare in Eurolega, il nostro grande obiettivo, con la muscolatura adeguata".

Capitan Ricci alza il trofeo dello Scudetto Virtus

La NBA, un Master da cui imparare tantissimo

"In NBA ho appreso moltissimo e voglio finire ogni giorno dicendo a me stesso di aver imparato qualcosa di nuovo. In America ho potuto fare un Master molto importante, ma la cosa complessa è capire quanto sia trasportabile in questo ambiente, quando e in che modo. Ci sono da fare dei miglioramenti, ma l'importante è la progressione. Non possiamo cambiare tutto dalla sera alla mattina, ma ci sono aspetti che, con un po' di know-how, immaginazione e anche capacità di saper copiare bene, si possono riprodurre e riproporre anche in Europa".
"Non è stato facile decidere di lasciare la NBA con altri tre anni di contratto appena rinnovato e in un posto in cui stavo bene anche con la famiglia. Non è che la NBA non creda nel talento straniero, ma diciamo che, per determinate posizioni, vuole proteggere la propria identità. Sul ruolo di capo-allenatore in questo momento c'è ancora un hard-cap. Io non sono andato in NBA con l'idea di diventare head-coach ma di restare per tre anni immerso totalmente nel gioco e a contatto con i giocatori e la squadra, cose che si possono fare soltanto nel ruolo di assistente. Sono contento di esserci stato e ho imparato tantissimo, molto di più rispetto a quanto si possa pensare guardando le cose da qui. Ci sono stati momenti in cui io mi sono sentito importantissimo per la mia squadra, anche durante i playoff".

Teodosic: "Sono orgoglioso di quanto abbiamo fatto"

Giocatori-simbolo, mercato e necessità di curare gli equilibri

"Sono appena arrivato. La prima cosa che ho fatto è stato parlare con il capitano e con i giocatori più rappresentativi: Teodosic, Belinelli e Ricci. Ho immagazzinato informazioni importanti e il mio bagaglio inizia a riempirsi di nuove conoscenze. Gli ultimi venti giorni sono stati magici, ma cerchiamo di fare le giuste valutazioni senza farci abbagliare. Facciamo un pensiero in maniera più ampia, considerando un periodo di anni, non di giorni. Da tutti e tre ho avuto la sensazione che fossero all'interno del progetto e molto motivati, ma non entro nel merito delle situazioni contrattuali. Marc Gasol? So come funzionano i rumor. Ci rido sopra, cerchiamo di andare avanti in modo serio".
"Non voglio fare una valutazione negativa dell'Eurocup perché si è persa l'ultima partita, ma nemmeno farmi abbagliare dalla vittoria del campionato. Credo che la squadra sia rinforzabile, come, d'altronde, ogni squadra lo è. Bisogna ovviamente stare attenti a mantenere quell'equilibrio cui si è arrivati alla fine della stagione. C'è spazio per continuare a riempire il bicchiere, ma bisogna rispettare le alchimie perché tutti i giocatori si sentano coinvolti nel corso della stagione e fare in modo che diano sempre il meglio di se stessi. Il vincolo del 6+6 è ovviamente molto rigido, ma anche qui cercheremo di avere il massimo dell'equilibrio: certo, mi piacerebbe che il gruppo degli italiani possa continuare in blocco con noi anche nella prossima stagione. Si può certamente migliorare qualcosa negli stranieri, senza però stravolgere completamente il parco, perché ci sono personalità molto buone che possono continuare il percorso e addirittura migliorare rispetto a quanto fatto l'anno scorso".
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