MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MI) - È stato fermo per dieci giorni, saltando le due gare finali contro Trento dopo aver dominato il match d'esordio. Ha fatto scorrere un brivido sulla schiena dei tifosi biancorossi, tornati oggi al Forum dopo tanti mesi di assenza, che hanno temuto di non poterlo rivedere più, nemmeno alle Final Four di Colonia della prossima settimana. Invece, Shavon Shields è tornato come se nulla fosse, sprigionando scintille con il carisma del campione, quel livello che sta raggiungendo in questa stagione di enorme crescita e maturazione a Milano. 25 punti, 4/5 da due, 5/6 dall'arco, compreso il canestro decisivo con cui, a un secondo e sette decimi dalla sirena, brucia Mitchell Watt in penetrazione risolvendo un finale reso incandescente dal carattere di una Reyer impossibile da abbattere, nemmeno quando, sul -12 e l'inerzia completamente in mano agli avversari, pare destinata a salutare gara-1 con largo anticipo.

Shields col canestro decisivo, gara 1 va all'Olimpia

Già, perché Venezia sembra poter ricalcare, anche se con tempi, numeri e lavoro tattico differente, lo stesso copione già visto due giorni fa nella "bella" contro Sassari, quando, data per spacciata alla fine del terzo quarto, aveva rialzato la testa in maniera prepotente e improvvisa agguantando una vittoria eroica con un colpo di coda finale. Quel colpo, sognato quando Andrea De Nicolao firma il +1 a 2' dalla sirena (secondo vantaggio dell'intera partita), svanisce per un soffio, spento da una giocata extra-lusso sull'asse Rodriguez-Hines e dalla tripla della disperazione di Stefano Tonut che, a differenza del ciuffo piazzato contro la Dinamo, si perde di qualche centimetro a lato del ferro.
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Gara-1 lascia l'impressione di una serie molto equilibrata tra due squadre che presentano molte caratteristiche di base simili, a partire dalla qualità difensiva, fino alla pericolosità nel tiro pesante, e alla forza/coesione del gruppo, quello di Venezia forgiato da tanti anni di conoscenza reciproca, quello di Milano costruito, mattone su mattone, grazie allo straordinario lavoro di coach Ettore Messina in quella che, finora, è stata la miglior stagione biancorossa dell'ultimo trentennio. Come già visto in Supercoppa, Coppa Italia e nella maggior parte delle gare contro le big del campionato, l'Olimpia dimostra una forza superiore all'avversario quando può schierare il suo core con gli stranieri migliori, ma la Reyer risponde sfoderando grande profondità di panchina, rotazioni e capacità di adattarsi tatticamente all'avversario, con brani molto interessanti di zona allungata e lo sprazzo di secondo periodo giocato con il doppio centro (Watt+Vidmar), dove supera addirittura la fisicità di una rivale costruita e abituata per il massimo palcoscenico europeo.

Il Chacho Rodriguez con la magia a fine terzo quarto

Mentre Shields brilla su entrambe le metacampo, aggiungendo ai 25 punti anche la solita quantità in difesa, l'Olimpia si coccola il risveglio di Kevin Punter (13 punti), letale in un primo tempo di grande impatto offensivo dopo il calo sofferto nella serie contro Trento, e l'intraprendenza di Sergio Rodriguez dalla panchina, un po' croce e un po' delizia (13 punti ma anche 4 perse) ma sempre in grado di esplodere con giocate da campione nel momento del bisogno. Il lavoro difensivo è trainato, come sempre, dalla pressione instancabile di Malcolm Delaney sul pallone e dalla sapienza di Kyle Hines (6 punti, 9 rimbalzi, 4 assist), frenato soltanto dai problemi di falli nel finale ma supportato dalla sostanza di Paul Biligha, bravo nel confermare il suo ottimo momento di forma anche in una gara molto sentita a livello emotivo contro la sua ex-squadra.
Venezia rispolvera Wes Clark sacrificando il grande ex Curtis Jerrells, senza però trovare particolari vantaggi in regia. Anzi, in soccorso arriva la grande ripresa di Andrea De Nicolao (13 punti), in versione on-fire dopo i due canestroni decisivi nel finale di gara-5 contro Sassari, scheggia impazzita che costringe coach Messina a continui adeguamenti difensivi sul pallone. La rimonta sfiorata dal -12 del terzo quarto è spinta da Stefano Tonut (18), splendido nel confermare il premio di MVP nel momento più delicato dell'anno, dalla classe indomabile di Austin Daye (14+6 rimbalzi), da una sfuriata di Julyan Stone (11), ancora una volta grande trascinatore emotivo del gruppo come già visto due giorni fa contro la Dinamo, e dalla presenza solidissima di Mitchell Watt nel verniciato (16 punti, 10 rimbalzi, 8 falli subiti), pronto a ingaggiare una splendida battaglia tra centri con Hines.

Watt decolla e schiaccia sulla testa di Hines

La serie prosegue lunedì, con gara-2 in programma sul parquet del Forum di Assago alle ore 20.45. Il match sarà trasmesso LIVE in TV su Eurosport 2 e in LIVE-Streaming su Eurosport Player e Discovery Plus.

AX Armani Exchange Milano-Umana Reyer Venezia 81-79

  • Milano: Delaney 4, Punter 13, Shields 25, LeDay 8, Hines 6; Moraschini 2, Brooks, Cinciarini, Rodriguez 13, Biligha 4, Datome 6. N.e.: Wojciechowski. All.: Messina.
  • Venezia: Clark 2, Chappell 3, Tonut 18, Stone 11, Watt 16; De Nicolao 13, Daye 14, Vidmar, Casarin 2, Cerella, Mazzola. N.e.: Campogrande. All.: De Raffaele.

Highlights: Milano-Venezia 81-79

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