Ancora loro, Olimpia Milano e Virtus Bologna, le più attese, le più chiacchierate, le più blasonate, le "più" del basket italiano: AX Armani Exchange e Segafredo di fronte per contendersi lo Scudetto 2020-21. E' la sfida che il movimento sognava e voleva, i due club più vincenti con 43 titoli - 28 Milano, 15 la Virtus, 77 finali complessive - e che tornano ad affontarsi nella serie con in palio il Tricolore dopo 37 anni: nel 1984 furono i bianconeri ad imporsi per 2-1.

In finale da "underdog"

Milano ci arriva coi favori del pronostico ovviamente: 3-0 in stagione tra Supercoppa e Serie A, ha vinto le ultime tre finali Scudetto disputate nel 2014, 2016 e 2020, ed è allenata da Ettore Messina che ha vinto le 4 finali disputate, una con la Benetton Treviso e tre proprio con la Virtus. Per questa volta dunque la Segafredo non arriverà all'appuntamento col "peso" e la pressione di essere favorita come invece accadde in Supercoppa, persa in casa con l'AX Armani Exchange lo scorso settembre, e poi nelle semifinali di Eurocup contro l'Unics Kazan, la delusione più amara e cocente di quest'anno visto che è costata l'accesso all'Eurolega 2021-22.
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Sembra però che quell'obiettivo fragorosamente mancato, per Bologna ma in generale per tutto il movimento cestistico, abbia dato una scossa alla Virtus che infatti nei playoff ha cambiato marcia e ha vinto tutte e 6 le gare giocate fra Treviso e Brindisi. L'aver eliminato la Happy Casa senza il vantaggio del campo rafforza ancora di più la credibilità della Segafredo, almeno dal punto di vista del carattere, dell'organizzazione sul campo e del riuscire ad apportare degli aggiustamenti tattici rispetto all'avversario.
Tornare in finale dopo 14 anni rappresenta un traguardo comunque non da poco: era uno degli obiettivi di inizio stagione posti dal patron Massimo Zanetti e dall'ad Luca Baraldi, ed è stato centrato. L'ultima volta, nel 2007, finì 3-0 per la Mens Sana Siena; andando ancora più indietro, la Virtus arriva in finale da imbattuta per la prima volta dal 2001, quando poi fece il "Grande Slam" con Ettore Messina al timone. Difficile possa esserci il lieto fine, ma mai dire mai...

Teodosic: "Il pubblico ci ha aiutato tanto stasera"

Il talento di Teodosic e Belinelli

Per questa finale la Segafredo si aggrappa ancora di più ai suoi "Splash Brothers", Milos Teodosic e Marco Belinelli. Sono ovviamente i due giocatori di maggior classe e talento, quelli che possono fare la differenza creando vantaggi per sè e per i compagni, quelli che hanno le qualità per spaccare le partite: il serbo è stato molto costante - 19 punti e 6 assist di media col 60% da due e il 51% da tre -, Marco è andato più a fiammate - 15.5 punti di media col 40% da tre -, ma spesso sono state decisive nel match.
A loro il compito di essere aggressivi ed efficaci, di obbligare la difesa di Milano a fare scelte importanti, magari a portare dei raddoppi che di conseguenza liberino altri giocatori per soluzioni più agevoli. Dovranno essere inoltre lucidi e bravi a mantenere i nervi saldi e non innervosirsi, specie Teodosic, perchè l'Olimpia sarà molto aggressiva e fisica con una staffetta che comprenderà certamente Delaney, ma anche Punter e probabilmente capitan Cinciarini, mentre su Belinelli andranno lo stesso Punter più lo specialista Shields.

Milos Teodosic dominante a Brindisi: 21 punti con 6 triple in gara-1

  • Teodosic vs Milano (3 gare): 11 punti e -2 di plus/minus in 29' di media, 5-12 da due, 4-19 da tre, 17 assist, 10 perse.
  • Belinelli vs Milano (2 gare): 12 punti e -9 di plus/minus in 23' di media, 3-8 da due, 2-7 da tre, 12 su 15 ai liberi, 7 assist, 4 perse.
Nella serie contro Milano coach Sasha Djordjevic dovrà essere attento a non spremerli troppo, in particolare Teodosic, ma è pur vero che siamo all'atto conclusivo della stagione e che la Virtus ha dimostrato di essere legata a doppio filo alle iniziative individuali delle sue stelle. Fondamentale sarà muovere il pallone, obbligare la difesa avversaria a "faticare", e trovare qualche protagonista in più, che siano Weems o Markovic sul perimetro, piuttosto che Hunter e un redivivo Gamble (quasi 10 punti di media contro Brindisi) nei pressi del ferro.

Marco Belinelli esplode nella ripresa di gara-1: 16 punti contro Brindisi

La difesa e l'impatto degli italiani

Detto dell'attacco, affidato chiaramente al talento di Teodosic e Belinelli, e in generale molto costante sia nelle vittorie, sia nelle sconfitte, con ogni probabilità sarà la difesa a recitare un ruolo importante per la Virtus. Soprattutto nella propria metà campo la Segafredo ha dimostrato di essere cresciuta, per impatto, fisicità e concentrazione: dai numeri non si evince (78,3 punti di media subiti nei playoff, 77,4 in regular season), ma la percezione è che il gruppo di Djordjevic sia salito di livello, e gli italiani sono una componente importante. Pajola e Abass sono fisici e mobili, Ricci e Hunter sono due lunghi anche in grado di cambiare e tenere gli esterni, e poi Gamble è un solido "rim protector": contro Brindisi questa difesa fisica e mobile, e brava a schierarsi subito per impedire la transizione, ha fatto una grande differenza.

Gran stoppata di Awudu Abass a Gigi Datome

Nello specifico il focus va sulla difesa contro il tiro da tre punti: nelle serie contro Treviso e Brindisi la Virtus ha scelto di difendere l'area e "sfidare" gli avversari, una tattica che ha pagato anche perchè la Happy Casa era ultima e la De'Longhi 11esima in stagione per percentuale da tre. Contro Milano sarà difficile pensare di replicare perchè la squadra di Messina è la migliore in questa statistica, avendo chiuso la regular season col 42% dall'arco. Inoltre va aggiunto che la Segafredo ha tenuto gli avversari al 32% nelle vittorie mentre nelle sconfitte ha concesso il 41.5%: questo sarà uno degli snodi della serie, anche se l'Olimpia sembra avere fin troppi specialisti nel suo arsenale.
Tornando sugli italiani, il loro coinvolgimento anche in attacco sarà imprescindibile: Pajola non è e non sarà mai un tiratore ma dovrà almeno conquistarsi delle attenzioni dalla difesa avversaria cercando di trovare qualche bersaglio, fin da gara 1; Abass dovrà essere deciso e senza paura di prendersi delle iniziative in attacco, muoversi senza palla e farsi trovare sugli scarichi di Teodosic o chi per lui. Stesso discorso vale per Alibegovic e Ricci, entrambi bravi nella serie con Brindisi a dare delle linee di passaggio e a colpire dal perimetro.

Highlights: Milano-Virtus Bologna 94-84

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