Umana Reyer Venezia-AX Armani Exchange Milano 69-63

Di Daniele Fantini. Un mese e mezzo fa, Milano conquistava la finale di Coppa Italia asfissiando Venezia con una ripresa d'autore. Oggi, ruoli e momenti sono del tutto invertiti, e la Reyer può prendersi la giusta e meritata rivincita. La partita del Taliercio vive quaranta minuti di pura tensione: l'appuntamento è vitale per l'autostima di Venezia dopo i tanti ko contro le big del nostro campionato, e altrettanto cruciale per un'Olimpia in crisi fisica, mentale e di certezze, e impegnata nel tour de force decisivo per il piazzamento nei playoff di Eurolega. Milano si trova nella scomodissima situazione di dover onorare l'impegno contro una diretta concorrente in Serie A guardando, contemporaneamente, alla doppia trasferta di Belgrado e Atene in arrivo in settimana, fattore che consiglia coach Messina di regalare una serata di riposo ai suoi grandi veterani: Rodriguez, Hines e Datome si uniscono in borghese all'infortunato Malcolm Delaney, e le fattezze del gruppo biancorosso sono molto distanti dal consueto.

Mitchell Watt inchioda sull'alley-oop perfetto di Wes Clark

Serie A
Brindisi vince a Brescia e centra la 5a vittoria di fila
28/03/2021 A 12:04
Venezia, di contro, è costretta a rinunciare ancora a Michael Bramos, ma trova nella quadratura del gruppo e nel talento dei suoi americani le armi giuste per riaprire le ferite di una Milano sanguinante. Si gioca una partita da playoff, nervosa, con ritmi bassi, povera di contenuti tecnici ma ricca di contatti, che il metro arbitrale, molto ballerino, fatica a controllare (50 falli totali più un tecnico a coach Messina). Con una base di questo genere, chi ne ha di più, vince. E, in questo momento, è la Reyer ad avere il serbatoio con la quantità di benzina maggiore.

Mitchell Watt decolla: schiacciata decisiva nel finale contro Milano

Stefano Tonut frena dopo tre ventelli consecutivi (8 punti), ma Venezia pesca la sua scheggia impazzita in Jeremy Chappell, tostissimo, come suo solito, in difesa, e velenoso nel pugnalare ogni piccolo varco concesso dall'Olimpia: i 15 punti realizzati valgono il suo season-high. Al suo fianco, un Austin Daye pienamente ritrovato, anche se frenato da una scarica di falli commessa nel finale (14 punti, 5 rimbalzi): le buone indicazioni fornite nella ripresa contro Trieste, in cui era esploso dopo un lungo periodo di difficoltà, vengono confermate con una serata delle sue, con grandi movenze e istinti offensivi. Solido il lavoro di Wes Clark in regia (10 punti, 4 assist e un paio di giocate sontuose sulla sirena dei due quarti centrali) così come il contributo della batteria dei lunghi: Mitchell Watt (12+6 rimbalzi) e Gasper Vidmar (4 punti, 7 rimbalzi) proteggono il ferro e mettono in difficoltà una Milano che, già priva di Hines, si ritrova a fare i conti con l'involuzione di Zach LeDay (11 punti ma 2/9 al tiro e mentalmente ancora lontano dai suoi standard), i problemi prematuri di falli di Paul Biligha (4 in 12') e l'ennesimo infortunio (caviglia) che toglie dalla contesa anche Kaleb Tarczewski nel quarto periodo.

Jeff Brooks vola altissimo e cancella Clark con una grande stoppata

Nel finale, tesissimo e punto a punto, così come il resto della partita, decidono due ottime giocate di Watt e un paio di forzature di Shields e Punter, poi sfociate in un antisportivo dello stesso Punter su Tonut che, in lunetta, piazza i punti della staffa. Anche se dotata di una potenza di fuoco minore rispetto al consueto, l'Olimpia conferma le difficoltà offensive viste nelle ultime partite, frenata da un gioco di scarsa fluidità generale. L'1/12 dall'arco (peggior dato stagionale per la miglior squadra del campionato nella speciale categoria statistica) è il dato più indicativo. Non bastano i 13 di Kevin Punter (3/8 al tiro e ancora in difficoltà nel trovare i propri spazi senza un vero creatore di gioco al fianco), mentre proseguono i problemi per Shavon Shields (8 punti, 4/13, partito forte ma evaporato in maniera altrettanto rapida) e Vlado Micov (3), in netto calo fisico e di riadattamento al ritmo-partita dopo i tanti stop che l'hanno frenato in questa sfortunatissima stagione.
  • Venezia: Clark 10, Chappell 15, Tonut 8, Stone, Watt 12; Denicolao 3, Mazzola, Campogrande 3, Daye 14, Casarin, Vidmar 4. N.e.: Cerella. All.: De Raffaele.
  • Milano: Cinciarini 2, Punter 13, Shields 8, Brooks 2, Tarczewski 8; LeDay 11, Moraschini 8, Wojciechowski 4, Micov 5, Roll 2, Biligha. N.e.: Moretti. All.: Messina.

Highlights: Reyer Venezia-Olimpia Milano 69-63

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Openjobmetis Varese-Dolomiti Energia Trentino 88-70

Di Davide Fumagalli. Prosegue la striscia dell'Openjobmetis Varese che all'Enerxenia Arena travolge 88-70 la Dolomiti Energia Trentino nella 24esima giornata di Serie A. La formazione di Massimo Bulleri centra il terzo successo consecutivo e si porta a 16 punti, agganciando Trento e Cremona, e lasciando Cantù e Reggio Emilia all'ultimo posto a quota 14: match segnato dalle alte percentuali al tiro dei biancorossi, 67% da due, 15 su 35 da tre, e dalla superiorità a rimbalzo, 35 a 28. Per Varese sono cinque i giocatori in doppia cifra: spicca Beane con 21 punti, Ruzzier ne aggiunge 19 mentre Douglas chiude a 18 punti con 6 triple; doppie doppie sia per Scola, 10 con 11 rimbalzi, sia per Egbunu, 11 più 11. Si ferma invece la serie positiva di due successi dell'Aquila, sempre costretta ad inseguire sul parquet di Masnago: JaCorey Williams il migliore con 16 punti e 9 rimbalzi, ci sono anche i 13 di Morgan, i 12 di Sanders e i 10 punti con 6 assist di Gary Browne.

Tremenda stoppata di Egbunu, cancellato Browne

La sfida di Masnago vede l'Openjobmetis partire forte e volare sul 15-4 spinta da 10 punti di un indiavolato Ruzzier! La Dolomiti Energia riesce a destarsi con Williams e Martin, e al 10' è sotto 21-13. Nel secondo periodo Trento torna sotto, piazza un break di 12-0 e soprassa sul 23-21 con le triple di Morgan e Sanders. Da lì la gara è equilibrata, le due squadre si scambiano bombe, Browne e Sanders replicano a Douglas e Beane, e all'intervallo il tabellone dice 41-36 per i biancorossi.
La ripresa si apre con una gran schiacciata di Egbunu su alzata di Ruzzier, Trento resta a contatto coi canestri di Morgan e Browne, ma Douglas cambia marcia, insacca due triple per il +6, poi lo imita Beane con altri due missili e Varese va all'ultima pausa avanti 62-50. In avvio di ultimo periodo la Dolomiti Energia viene presa per mano da Forray che segna 6 punti in fila per il -10, poi Martin fa -8, ma la rimonta viene stoppata ancora e l'Openjobmetis scappa via. Douglas infatti mette l'ennesima tripla per il +11, Morse schiaccia il +13, infine sono Scola con una tripla e Ruzzier con due liberi a dare il +20 sull'80-60. Da lì è sostanzialmente "garbage time", c'è il tempo di vedere qualche schiacciata e si arriva all'88-70 conclusivo.

Ruzzier alza, Egbunu prende l'ascensore e inchioda

Nel prossimo turno, sabato prima di Pasqua, la Dolomiti Energia aprirà il programma alle 16.30 contro la Reyer Venezia, mentre Varese avrà il derby contro Milano in casa il lunedì di Pasquetta alle ore 18.15.
  • Varese: Morse 6, Douglas 18, Scola 10, Beane 21, Ruzzier 19, Strautins 3, Egbunu 11, De Nicolao, Ferrero, De Vico. All. Bulleri.
  • Trento: Sanders 13, Williams 16, Martin 9, Maye 4, Browne 10, Forray 6, Ladurner, Pascolo, Morgan 12, Mezzanotte ne, Conti ne, Jovanovic ne. All. Molin.

Highlights: Varese-Trento 88-70

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De' Longhi Treviso Basket-Allianz Pallacanestro Trieste 95-76

Grande successo, il 4° consecutivo, della De’ Longhi Treviso, che rimane al 6° posto solitario in classifica superando l’Allianz Pallacanestro Trieste e ribaltando anche la differenza canestri (dal -5 dell’andata al +19 odierno). David Logan è subito protagonista, facendo a fette la difesa biancorossa con la solita versatilità offensiva e propiziando un 8-0 che lancia Treviso sul 10-4 al 4’ di gioco. I lunghi della squadra di coach Dalmasson rispondo però con grandi giocate nel pitturato dei padroni di casa e con uno 0-7 che ridà il vantaggio ai biancorossi, ma a fine 1° quarto è sostanziale parità (19-19). Nel momento di maggiore difficoltà dei suoi, il “Lobito” Fernandez propizia uno 0-7 praticamente tutto personale, che vale il completo rientro degli ospiti (35-32) a 2’ dalla fine del 1° tempo. La De’ Longhi non si scompone minimamente e, trascinata delle giocate di Michal Sokolowski, replica con un 8-0 che vale il nuovo provvisorio massimo vantaggio proprio in chiusura di 1° tempo (43-32).

Fernandez segna da lontanissimo, oltre la sirena però

In apertura di ripresa Logan (14 nel 3° quarto) riprende a bombardare da oltre l’arco dei 6.75 e scrive il +14 in diverse occasioni, segnando peraltro 8 punti personali consecutivi in meno di 3’. DeVonte Upson tenta di caricarsi sulle spalle tutto l’attacco triestino, ma ancora Logan è inarrestabile e mette in piedi uno show balistico senza eguali per il 59-43 al 24’. Sokolowski continua a dare spettacolo, alternando penetrazioni imperiose alla solita efficacia in spot-up shooting e, con due bombe consecutive, lancia ulteriormente la fuga di Treviso (69-50), costringendo coach Dalmasson al timeout. Fernandenz suona la carica per la possibile rimonta degli ospiti, ma al 30’ è ancora ottimo il vantaggio biancoblù (71-58).

Tremenda schiacciatona di Michal Sokolowski contro Trieste

Marcos Delia crea più di un grattacapo alla difesa della De’ Longhi, ma Trieste si conferma incapace di limitare lo strapotere tecnico di Sokolowski. Un contropiede di Nicola Akele e un incredibile gioco da 3 punti di Matteo Imbrò mandano definitivamente in onda i titoli di coda (87-67), rendendo gli ultimi 5’ del match un puro esercizio di stile. Matteo Chillo sistema il proprio tabellino, facendo male in roll verso canestro su cui la difesa di Trieste non accenna neanche la difesa, mentre la coppia Logan-Sokolowski amplia la propria produzione dalla distanza. Per l’ala polacca arriva il career-high in LBA (28, con 6/9 da 3), per l’eterna guardia matura invece un’altra prova offensiva devastante (25, con 5/9 da 3). Massimo stagionale anche per Upson (18), che segna quanto Fernandez, ma entrambe le prove non bastano ai fini del risultato finale.
  • Treviso: Logan 25, Russell 10, Vildera, Bartoli n.e., Imbrò 3, Piccin, Chillo 10, Mekowulu 8, Sokolowski 28, Akele 2, Lockett 9. All. Menetti.
  • Trieste: Coronica n.e., Upson 18, Fernandez 18, Arnaldo n.e., Laquintana, Delia 8, Henry 10, Cavaliero 3, Da Ros 4, Grazulis 2, Doyle 3, Alviti 10. All. Dalmasson.

Highlights: Treviso-Trieste 95-76

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Virtus Segafredo Bologna-Fortitudo Lavoropiù Bologna 81-73

Di Daniele Fantini. L'alternanza tra Marco Belinelli e Milos Teodosic è strana, ma efficace. Dopo i tanti esperimenti tentati nelle scorse settimane, coach Sasha Djordjevic sembra aver trovato la quadratura migliore per la sua Virtus con una suddivisione mirata dei minuti e delle responsabilità in campo per le sue due superstar, affiancate dalla coppia Markovic-Pajola in regia. È un sistema utile per schierare sempre quintetti molto equilibrati, e, quando la panchina lunga può fare la differenza, i vantaggi sono evidenti. O, almeno, in questa serata contro una Fortitudo eroica sì, ma sfiancata sui 40 minuti dai ranghi estremamente ridotti per le assenze di Saunders, Withers e Mancinelli.

Milos Teodosic alza l'alley-oop perfetto per il volo di Hunter

La rotazione a soli sette elementi della Effe lascia presagire un derby molto squilibrato, e le prime schermaglie si infilano in questa direzione. Spinta dall'avvio esplosivo di Belinelli (13 punti dei suoi 23 complessivi nel solo primo periodo), la Virtus allunga in maniera importante (23-8 al 7') e tocca il +17 alla metà del secondo periodo (37-20, massimo vantaggio), apparecchiando la tavola per una cavalcata trionfale. Invece, quando la partita sembra ormai sul punto della rottura totale, la Fortitudo riemerge in maniera improvvisa, di puro orgoglio, trasformando la passerella in un campo minato.

Marco Belinelli è l'MVP del derby di Bologna con 23 punti

L'energia fornita da Tommaso Baldasso (24 punti dalla panchina) e le pennellate di Adrian Banks griffano un contro-parziale shock di 4-21 per una parità impronosticabile all'intervallo lungo (41-41) e, in avvio di ripresa, è poi l'ottimo lavoro dei lunghi, in particolare di un Leonardo Totè molto positivo (11), a portare la Effe in cabina di comando (46-52 al 23'). La Virtus perde Stefan Markovic per un infortunio a una caviglia, ammassa triple aperte sbagliate in quantità, e sembra soffrire, a livello mentale, il capovolgimento quasi inspiegabile dell'inerzia. Belinelli si raffredda, Teodosic fatica a entrare in ritmo, e la Fortitudo riesce a reggere conservando un minimo vantaggio all'ultimo riposo (60-61).

Alessandro Pajola, che carattere: segna la tripla decisiva nel derby

Il fragile equilibrio, però, è destinato a spezzarsi presto. La Effe mostra chiari segnali di appannamento e fatica e, quando Abass e Pajola (veri MVP oscuri) blindano il perimetro disinnescando Banks e Baldasso, l'attacco perde fluidità ed efficacia, complice anche la serata poco incisiva di Pietro Aradori (solo 4 punti in 29'). Contemporaneamente, con l'aumentare del peso dei palloni, salgono in cattedra, com'era anche lecito aspettarsi, la qualità, l'esperienza e la classe di Milos Teodosic: quasi disinteressato per i primi 30 minuti, il Mago serbo confeziona una serie di grandi giocate delle sue, lanciando la Virtus verso la volata finale. Belinelli e Pajola lo seguono con canestri spacca-gambe (77-70) mentre Fantinelli lascia sul ferro due triple decisive: la Virtus taglia il traguardo, festeggia la sesta vittoria nelle ultime sette uscite e riaggancia Brindisi in seconda piazza alle spalle di Milano (ma con due gare giocate in più).
  • Virtus: Markovic 2, Belinelli 23, Weems 3, Ricci 8, Tessitori; Pajola 7, Gamble 2, Abass 11, Alibegovic 7, Teodosic 12, Hunter 4, Adams 2. All.: Djordjevic.
  • Fortitudo: Fantinelli 4, Banks 24, Aradori 4, Totè 11, Hunt 6; Baldasso 24, Cusin. N.e.: Mancinelli, Withers, Pavani, Saunders, Manna. All.: Dalmonte.

Highlights: Virtus Bologna-Fortitudo Bologna 81-73

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