Un lampo di Stefano Tonut squarcia la cappa di nebbia che soffoca il Taliercio per trentanove minuti abbondanti. Una tripla con attributi, da MVP vero, per erodere in maniera definitiva uno scarto di 19 punti che sembrava incolmabile e restituire un piccolo, ma preziosissimo, punto di vantaggio a una Reyer costretta a rincorrere dalle battute iniziali del secondo periodo. Un punto conservato con una difesa straordinaria di squadra e rintuzzato da un tiro libero glaciale di Austin Daye, quello della vittoria, quello che firma con inchiostro indelebile un successo epico in una gara-5 destinata a rimanere nella storia recente orogranata. Venezia "si regala" l'Olimpia Milano in semifinale, in partenza sabato e lunedì con il primo doppio appuntamento al Forum (in TV su Eurosport 2 e in LIVE-Streaming su Eurosport Player e Discovery +), ma è un gran bel regalarsi di fronte a quella che sembrava destinata a diventare la partita di chiusura del lungo ciclo vincente di coach De Raffaele, capace di mettere un trofeo in bacheca in ognuno degli ultimi quattro anni.

Tonut e Chappell mandano la Reyer in semifinale

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Serie A
Sassari stende Venezia e fa 2-2: si decide tutto in gara 5
18/05/2021 A 20:59
La tripla di Tonut corona una partita di quantità più che di qualità (15 punti, 7 rimnbalzi, 3 recuperi e 4 assist), rispecchiando una serata in cui la vera Reyer, quella che ci ha abituato a vincere con la forza e la compattezza del gruppo, si vede soltanto nell'ultimo quarto e spicci, quando De Raffaele, di fronte a un parziale disastroso tra i due periodi centrali, si gioca la carta della disperazione svuotando la panchina e scegliendo un quintetto piccolo e aggressivo nonostante il dominio di Miro Bilan in vernice (26 punti, 10/13 da due). Eppure, sono i "cagnacci" orogranata a frenare la caduta libera fornendo quella svolta attesa a livello emotivo, difensivo e di intensità generale: Bruno Cerella alza la fisicità aggiungendo anche 10 insperati punti (season-high), Valerio Mazzola pattuglia il centro-area togliendo spazi vitali al gioco della Dinamo con quel plus di mobilità che né Watt né tantomeno Vidmar riescono a dare, Curtis Jerrells muove il tabellone in lunetta e Julyan Stone funge da insolita punta di diamante offensiva cavalcando la pura rabbia agonistica, un plus straordinario se sommato alla quella sua capacità unica di difendere come un mastino su qualsiasi posizione, dall'1 al 5 (visto anche tenere in single-coverage sullo stesso Bilan).

La rimonta di Venezia nel quarto periodo. Tutti i canestri

Sassari, macchina infernale nei primi tre quarti da quasi 80 punti complessivi, sbatte la testa contro il muro proprio sul più bello, come fatto dalla stessa Reyer in gara-4, spentasi una volta toccato il massimo vantaggio di 12 lunghezze nel terzo periodo. Il flow offensivo cala di livello, trasformando una squadra scintillante in uno strano garbuglio inefficiente. La battaglia a rimbalzo, dominata a lungo, vira in favore orogranata, e le palle perse, evitate nella prima parte di gara, arrivano, pesanti, nei momenti cruciali. Punto su punto, azione su azione, Venezia accorcia, riassaporando le vecchie sensazioni e riaccendendo quello spirito che l'ha resa un'eccellenza del nostro basket negli ultimi anni. Stone trascina (16 punti, 6 rimbalzi, 3 assist), e i titolari, rilanciati dopo la lunga crisi dei quarti centrali, re-indossano le vesti dei pretoriani di mille battaglie.

I tentacoli di Watt arrivano ovunque, doppia stoppata

Austin Daye pennella (20 punti, 5 rimbalzi), Andrea De Nicolao segna 5 punti consecutivi nel momento topico dopo aver remato al contrario per tutta la partita, Jeremy Chappell si trasforma in uno stopper difensivo insormontabile e i post-up di Miro Bilan, efficaci per 37 minuti, falliscono proprio nel crunch-time. Gancetti corti, primi ferri appena scheggiati, tiri liberi sfociati in air-ball. La mano del gigante croato trema, e, con lui, l'intera Dinamo, incapace di tornare a far valere la superiorità cavalcata a lungo sugli esterni (spariti totalmente Kruslin e Katic dopo tre ottimi primi periodi) e sull'atipicità di Eimantas Bendzius (16+9 rimbalzi). La regia di Marco Spisu e Stefano Gentile scricchiola, e un errore di comunicazione di Gianmarco Pozzecco, che si mangia l'ultimo time-out disponibile con enorme anticipo, non permette alla squadra di rifiatare e riorganizzare le idee nel momento del bisogno. Venezia, cinica, ne approfitta mordendo come una vipera, affondando i denti avvelenati nel modo più doloroso possibile.
Così, mentre la Reyer festeggia un traguardo insperato, Sassari mastica amaro uscendo con la testa bassa e piena di fantasmi. Il sogno di diventare la terza squadra su 35 a ribaltare uno 0-2 nei playoff evapora lasciando uno strascico pesante, quello di un gruppo, o di un ciclo, che potrebbe essere arrivato al capolinea.

Umana Reyer Venezia-Banco di Sardegna Sassari 93-91

  • Venezia: De Nicolao 5, Tonut 15, Chappell 4, Daye 20, Vidmar 6; Stone 16, Mazzola 3, Cerella 10, Casarin, Jerrells 9, Watt 5. N.e.: Campogrande. All.: De Raffaele.
  • Sassari: Spissu 7, Gentile 7, Bendzius 16, Burnell 6, Bilan 26; Kruslin 15, Treier, Katic 7, Happ 7. N.e.: Chessa, Gandini, Re. All.: Pozzecco.
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Riguarda gara-5 tra Umana Reyer Venezia e Banco di Sardegna Sassari in VOD (Contenuto Premium)

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Umana Reyer Venezia - Banco di Sardegna Sassari

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