Virtus Roma - Umana Reyer Venezia 71-89

A cura di Davide Fumagalli. Dopo due sconfitte in fila, in casa con la Virtus Bologna e a Kazan in Eurocup, l'Umana Reyer Venezia ritrova il successo al PalaLottomatica dove supera abbastanza agevolmente la Virtus Roma 89-71 nella settima giornata di Serie A. Gli orogranata, arrivati nella capitale senza Watt e Mazzola, e con Vidmar e Daye ancora acciaccati, restano sempre in controllo del match e salgono al terzo posto solitario della classifica con 10 punti in virtù di un'ottima giornata al tiro da fuori (10 su 26 da tre), di 12 palle recuperate e di sole 9 palle perse (20 per Roma): il miglior marcatore è Fotu con 19 punti, seguono Bramos con 17 e Tonut con 15. Per Roma, priva di Gerald Robinson oltre che del lungodegente Chris Evans, spicca la prova monstre di Tommaso Baldasso da 16 punti, 10 rimbalzi e 10 assist (più 8 perse), la prima tripla doppia in Serie A da Tyrone Grant nel 2003-04 con Teramo; la squadra di Piero Bucchi non riesce a bissare il successo di Brescia ma ha conferme da Campogrande, 18 punti, da Hunt, 14, e da Wilson, 15.

Bramos non è solo un gran tiratore: linea di fondo e schiacciata!

Serie A
Highlights: Venezia-Sassari 83-78
12 ORE FA
Fin dal primo quarto si capisce che la Reyer Venezia ha voglia di tornare a vincere e infatti la squadra di Walter De Raffaele costruisce subito un margine volando a +12 sul 25-13 con i canestri degli ispirati Bramos e Tonut; Roma fatica a tenere il passo degli orogranata e al 10' il tabellone dice 28-15 per gli ospiti. Nel secondo periodo si accende Luca Campogrande, l'MVP del successo di Brescia spara tre bombe e arriva a 11 punti prima dell'intervallo, e la Virtus ritorna anche a -6 sul 43-49. La gara è aperta anche se alla pausa lunga il vantaggio della Reyer è di 9 punti, 52-43.

Luca Campogrande segna 18 punti contro Venezia

Nella ripresa il solito Campogrande e Baldasso riportano Roma fino al -8 (52-60) ma l'Umana Reyer non vuole prendersi rischi, Chappell competa un gioco da tre punti per il 66-52, e poi in avvio di quarto periodo sono Daye con due bombe e Vidmar con un altro gioco da tre punti a chiudere il discorso portando Venezia fino al +19 sull'80-61. Da lì non c'è più gara, nella Virtus i vari Hunt, Wilson e appunto Baldasso aumentano le proprie cifre personali, mentre De Raffaele concede il debutto in Serie A al giovane Luca Possamai, centro di 212 centimetri classe 2001. Il finale è 89-71, la Reyer conquista il quarto successo in fila contro i capitolini e porta il bilancio complessivo a 15-14 in favore di Roma.
Nella prossima settimana l'Umana Reyer avrà una gara delicatissima in Eurocup contro il Partizan Belgrado, mercoledì alle 20.30 al Taliercio, poi sabato alle 20.45 giocherà ancora in casa contro Trieste in uno dei due anticipi dell'ottava giornata. Domenica prossima la Virtus Roma giocherà invece a Varese alle ore 18.
  • Roma: Wilson 15, Baldasso 16, Beane 3, Farley, Hunt 14, Campogrande 18, Cervi 4, Biordi, Hadzic, Robinson ne, Nizza ne. All. Bucchi.
  • Venezia: Cerella 3, D'Ercole 2, Possamai, Casarin, Tonut 15, Fotu 19, Dtone, Chappell 9, Vidmar 10, A. De Nicolao 4, Daye 10, Bramos 17. All. De Raffaele.

Highlights: Roma-Venezia 71-89

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AX Armani Exchange Milano-Germani Brescia 87-56

Di Daniele Fantini. A meno di 48 ore di distanza da una serata stranamente sottotono nella metacampo difensiva nella sconfitta di Valencia, Milano clicca il tasto "reset" e torna a sfoderare quella durezza, intensità, fisicità e coesione che ne hanno contrassegnato l'inizio di stagione: in una partita dal metro arbitrale stranamente permissivo per il nostro campionato, l'Olimpia ha la possibilità di riaffinare i meccanismi difensivi da squadra di Eurolega e ritrovare quella fame agonistica un po' scemata dopo le due settimane di stop forzato per i rinvii delle partite contro Zenit e Alba Berlino. Brescia, suo malgrado, svolge il ruolo di vittima sacrificale, torchiata sin dalla palla a due e tenuta a miseri 37 punti con il 29% al tiro nei primi tre quarti di gioco, soffocata da una difesa iper-aggressiva sugli esterni e molto solida sotto canestro, con presenza fisica dei lunghi e ottimi movimenti di aiuto.

Michael Roll è rovente: 14 punti e 4 triple contro Brescia

L'approccio biancorosso è quello di una squadra ferita e furiosa, decisa a cancellare presto una sconfitta dolorosa e recuperare il giusto set mentale: Milano scherma l'area nel primo periodo volando sul 17-3, tiene la Germani a 9 punti nei primi dieci minuti e crea il solco definitivo sparando tre triple in fila per il 36-15 alla metà del secondo quarto. Nonostante il +20 all'intervallo lungo (44-24), l'aggressività non cala nella ripresa: l'Olimpia spegne il mini-tentativo di break avversario in avvio di secondo tempo e dilaga con le triple di Roll e Rodriguez unite a una serie di canestri in post-up di LeDay (72-37 al 30'). Ormai sott'acqua, Brescia reagisce di puri nervi con un contro-parziale di 0-12 in avvio di quarto periodo (72-49), ma la risposta di Milano non tarda: un time-out di Messina rialza il livello agonistico scemato e l'Olimpia può veleggiare fino al +31 finale (87-56). Se la testa sembra pronta per affrontare un doppio turno di trasferte delicatissime in Eurolega (mercoledì a San Pietroburgo contro lo Zenit e venerdì a Mosca contro il Khimki), la cattiva notizia arriva, ancora una volta, dall'infermeria: già priva di Punter, Delaney e Moraschini, l'Olimpia perde anche Gigi Datome per un risentimento muscolare sofferto nel secondo periodo.

Bortolani batte la difesa di Milano con un circus-shot

Difficile eleggere l'MVP di una serata in cui ad emergere è soprattutto la forza del collettivo, con Messina bravo nella gestione dell'intera panchina a disposizione. Shavon Shields si conferma faro offensivo (16 punti), seguito da uno Zach LeDay che predica movimenti efficaci in area (15 puntu, 7 rimbalzi). Spiccano anche i 14 punti con 4 triple di Michael Roll, che prosegue nel suo ottimo momento balistico, ma brilla anche e soprattutto la sostanza di Jeff Brooks, alla sua miglior partita di una stagione iniziata con pochi acuti: l'ex-Malaga recupera fiducia con un ottimo approccio alla gara e prosegue rispolverando quelle qualità agonistiche che lo avevano reso una pietra difensiva biancorossa nelle scorse annate (7 punti senza errori al tiro, 9 rimbalzi e 2 assist). Sul piano tattico, molto interessante l'esperimento tentato nel finale di una zona 2-3 ricalcata sul modello mostrato dai Miami Heat nelle Finals NBA, con le due ali sulla prima linea e gli esterni sui lati: Zach LeDay e Jeff Brooks/Shavon Shields hanno fisico, atletismo e reattività per costruire un muro tostissimo per il livello del nostro campionato.
  • Milano: Rodriguez 6, Roll 14, Shields 16, Brooks 7, Hines 8; LeDay 15, Biligha 5, Moretti 8, Cinciarini, Datome, Micov 8. All.: Messina.
  • Brescia: Chery 3, Vitali 2, Moss 6, Cline 15, Ristic; Sacchetti 4, Parrillo, Burns 12, Bortolani 10, Ancellotti 4. Bertini. All.: Esposito.

Highlights: Olimpia Milano-Brescia 87-56

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Carpegna Prosciutto Pesaro - Openjobmetis Varese 85-78

A cura di Marco Arcari. Non si ferma la corsa della Carpegna Prosciutto Pesaro, che centra il 3° successo consecutivo in LBA superando in rimonta la Openjobmetis Varese. La squadra di coach Bulleri, avanti anche di 13 lunghezze nel 2° quarto, non riesce proprio a uscire dal periodo negativo e vede allungarsi a 5 la striscia di k.o. consecutivi in campionato. Michele Ruzzier sembra fin da subito un giocatore diverso rispetto a quello visto finora in Serie A, assaltando sistematicamente il ferro di Pesaro e apportando punti importanti alla causa biancorossa. La Openjobmetis non solo trova il solito, meraviglioso, lavoro offensivo di Luis Scola, ma riesce anche a conquistare rimbalzi offensivi che garantiscono extra-possessi e il 4-11 a metà 1° quarto. La formazione di coach Repesa non realizza punti per oltre 3’, pagando anche lo 0/4 da 3, ma ci pensa Justin Robinson ad accorciare prontamente le distanze con 2 bombe in rapidissima successione (10-13). La girandola dei cambi premia unicamente gli ospiti, che ritrovano un buon margine proprio in chiusura di frazione (16-21). La Carpegna Prosciutto lavora bene a rimbalzo offensivo, ma si mangia incredibilmente dei comodissimi appoggi, non riuscendo a capitalizzare gli extra-possessi. A Varese basta così una tripla di Toney Dogulas per volare sul provvisorio massimo vantaggio (20-29 al 13’) e costringere la panchina dei padroni di casa al timeout. L’efficienza realizzativa da oltre l’arco dei 6.75 è a tutto vantaggio della Openjobmetis (6/12, contro il 2/13 di Pesaro), compensando così le eccessive palle perse (7) e tenendo a distanza gli avversari (22-35) quando mancano 4’ al termine del 1° tempo. La coppia Massenat-Robinson (7 punti il primo, 5 il secondo) si carica sulle spalle tutto l’attacco pesarese, ma Arturs Strautins risponde colpo su colpo e mantiene avanti gli ospiti (34-39) prima dell’intervallo lungo.

Delfino conclude uno splendido coast-to-coast con la tremenda schiacciata

A inizio ripresa, Robinson piazza un 5-0 personale che rimette la sfida in parità (39-39) e costringe coach Bulleri al minuto di sospensione per evitare problemi ben peggiori. Pesaro continua a tirare malissimo dalla distanza, ma Varese riesce a fare perfino peggio (2/7 da 3 in 4’) e a incassare un 8-0, coronato da una schiacciatona dopo coast-to-coast di Delfino, per il 52-47 (al 26’). Nel momento in cui la Carpegna Prosciutto sembra aver preso in mano le redini del match, gli ospiti realizzano uno 0-5, capitalizzando al meglio i turnovers avversari e rimettendo la testa avanti (55-56). Filipovity continua a dominare a rimbalzo, ma è Ariel Filloy a propiziare un altro mini-break (4-0) con cui Pesaro chiude avanti il 3° quarto (61-57). Le bombe di Matteo Tambone danno il provvisorio massimo vantaggio (70-59) alla formazione di coach Repesa. Giovanni De Nicolao sale però in cattedra e, coadiuvato da Scola, rimette nel mirino i padroni di casa (70-66) a metà 4° periodo. Scola prova a completare la rimonta di Varese, ma Filipovity realizza la tripla (dopo l’ennesima invenzione di Delfino) che vale il 79-71 a 2’ dalla sirena. Ingus Jakovics prova ad aiutare Scola nel nuovo tentativo di rimonta ospite, ma Tambone e Delfino chiudono definitivamente i conti dalla lunetta. MVP Delfino (18 punti, 4 recuperi e altrettanti assist), ma ottime prove anche di Robinson, specie nel 1° tempo, (22) e Filipovity, il quale non fa assolutamente rimpiangere l’assente Tyler Cain (positivo al Covid-19), catturando la bellezza di 17 rimbalzi (5 in attacco). A Varese non bastano i 22 di Scola e la doppia-doppia di Strautins (12+11 rimbalzi). Dogulas chiude con 1/9 da 3 e soli 9 punti.

Assist immaginifico di Ariel Filloy contro Varese

  • Pesaro: Drell 2, Massenat 11, Filloy 5, Robinson 22, Tambone 13, Basso n.e., Serpilli n.e., Filipovity 9, Zanotti 5, Delfino 18. All. Repesa.
  • Varese: Morse 2, Scola 22, De Nicolao 7, Jakovics 12, Ruzzier 7, Andersson 7, Strautins 12, De Vico n.e., Douglas 9, Virginio n.e. All. Bulleri.

Highlights: Pesaro-Varese 85-78

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Top 5: le migliori giocate della 6ª giornata

Serie A
Highlights: Olimpia Milano-Trento 93-79
13 ORE FA
Serie A
Il genio di Rodriguez: alzata da rimessa per la schiacciata di Biligha
14 ORE FA