MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MI) - Gara-6 è l'apoteosi della Milano di coach Ettore Messina. Lo specchio di una squadra che ha fatto tesoro degli insegnamenti europei degli ultimi due anni. Le Final Four di Colonia e il terzo posto in questa regular-season hanno forgiato un gruppo che abbina durezza mentale, intensità fisica e qualità tecnica come nessun altro nella storia recente della società. Gara-6, vinta, vale la chiusura della serie sul 4-2. Vale il primo Scudetto nel triennio di gestione messiniana, il primo trofeo vero, pesante, dopo la Supercoppa del 2020 e le due affermazioni consecutive in Coppa Italia. Vale il gagliardetto numero 29 nella storia del club. Vale, soprattutto, quella rivincita attesa un anno dopo il terribile 0-4 incassato dodici mesi fa.

Il letale pick and roll di Milano tra Rodriguez e Hines

Il Forum, sold-out per la terza volta consecutiva, accoglie la squadra come una marea rossa urlante. Milano, giunta all'84esima gara ufficiale della stagione, cancella la stanchezza assorbendo energia dai propri tifosi, come già successo in gara-3 e 4. Sin dalla palla a due si gioca il basket che ha identificato l'Olimpia negli ultimi due anni. La difesa è di marmo. La fisicità portata a un livello stellare. L'aggressività famelica.
Serie A
Rivivi il LIVE-Blogging di gara-6: Milano batte la Virtus 81-64 ed è campione
18/06/2022 ALLE 18:15
La Virtus si ritrova assalita, sballottata, soffocata. Sprofonda rapidamente in un burrone, doppiata dopo soli 11' (32-16). Ha la forza per reagire con una fiammata di nervi e orgoglio nella seconda metà del secondo periodo, ma non per andare oltre. La rimonta resta lontana, chimerica. E la ripresa si trasforma gradualmente in una lunga passerella biancorossa. Milano non dà mai l'impressione di perdere ritmo e coesione. Anzi. Più martella, e più prende fiducia. E quando Sergio Rodriguez infila una tripla epica dal logo di centrocampo, il segnale è chiaro: lo scudetto è già cucito sulle maglie biancorosse alla metà del terzo quarto.

Sergio Rodriguez con una triplona alla Steph Curry

Il Forum si inchina davanti alla maestosità del Chacho. La standing-ovation regalata nel finale è da lacrime. Un riconoscimento splendido per il giocatore più forte, stimolante ed esaltante che l'Olimpia ha potuto godere da quando era ancora targata Stefanel. Il suo regalo per il pubblico è una partita sontuosa da 12 punti e 8 assist, in cui sfreccia in continuazione dagli artigli di Hackett e Pajola. Potrebbe essere la sua ultima in biancorosso. Le sirene del Real Madrid lampeggiano da tempo. Ma il Forum ci spera ancora. Prega che questo trionfo lo convinca a restare per un altro ballo, un'ultima stagione, un'epica "last dance" del canario. E poi sì, il Chacho sarà libero di ritornare a casa.

Datome: "Il mio primo vero Scudetto, a Milano per questo"

Se Rodriguez eccita, è Gigi Datome a fregiarsi del titolo di MVP di serata. Quello stesso Datome logoro e sfiancato visto nelle ultime due gare risorge dalle sue stesse ceneri con una partita mostruosa. Gioca trenta minuti, segna 23 punti (entrambi massimi in stagione) e restituisce a Milano quella dose di esperienza e classe imprescindibile in partite di questo tipo.
Di fianco al "Jesus" risorto, Shavon Shields torna a martellare come nelle prime quattro partite. Gara-5, senza canestri dal campo e segnata da quella brutta scavigliata sofferta nel momento topico del quarto periodo, viene infilata nel cassetto, dimenticata nel marasma dei brutti ricordi. Shields azzanna la partita con una grinta famelica, andando al ferro in ogni occasione e spremendosi sulla metacampo opposta. Chiude con 15 punti in 32 minuti, per un clamoroso +27 di plus/minus, cifre che gli permettono di mettere in bacheca il premio, meritatissimo, di MVP delle finali.

Shavon Shields ruba palla e schiaccia in contropiede

Ma è l'intero gruppo, ormai consolidato nelle rotazioni e gerarchie, a ergersi protagonista. Perché Nick Melli (8+4 rimbalzi) e Kyle Hines (8+6) ricostruiscono quel muro insormontabile a centro-area, annichilendo Toko Shengelia e Mam Jaiteh. Sul perimetro, invece, impazza ancora Jerian Grant, riscoperto in maniera decisiva quanto impensabile proprio nei momenti più delicati del campionato.
Alla Virtus, battuta, resta la consapevolezza dei miglioramenti necessari in estate per alzare il proprio livello trasformandosi in una vera squadra da Eurolega, obiettivo primario della stagione e comunque centrato con una fase finale di Eurocup da sogno. In questo momento, Bologna sembra trovarsi in una situazione paragonabile a quella dell'Olimpia due anni fa, quella che ha segnato il grande spartiacque tra squadra di vertice in Italia a squadra top anche in Europa. Coach Ettore Messina ha dimostrato che il processo è possibile anche nel nostro basket, impoverito rispetto ai tempi d'oro di due decenni fa, tracciando la via. Ora, sta a Bologna seguirla.

Nik Melli: "E' bellissimo, ora puntiamo alla terza stella"

AX Armani Exchange Milano - Virtus Segafredo Bologna 81-64

  • Milano: Rodriguez 12, Shields 15, Datome 23, Bentil 6, Hines 8; Grant 7, Ricci, Biligha, Baldasso, Alviti, Melli 8, Hall 2. All.: Messina.
  • Bologna: Hackett 6, Belinelli 3, Weems 2, Shengelia 8, Jaiteh 9; Tessitori, Mannion 10, Pajola 2, Alibegovic 11, Cordinier 2, Sampson 6, Teodosic 5. All.: Scariolo.

Datome e Rodriguez consegnano lo Scudetto a Milano: rivivi gara-6 in 180''

Riguarda gara-6 tra AX Armani Exchange Milano e Virtus Segafredo Bologna in VOD (Contenuto Premium)

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AX Armani Exchange Milano - Virtus Segafredo Bologna

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