Dieci punti tra le neopromossa e la semifinalista di Eurolega della scorsa stagione. Dieci punti oscillanti tra i 19 del massimo vantaggio biancorsso toccato nella seconda metà del terzo quarto (44-63) e la perfetta parità di inizio secondo periodo (21-21), quando Napoli assorbe il maxi-break di 2-11 con cui l'Olimpia cerca, invano, la grande fuga-bidone già allo start.
La prima giornata è ancora terra di nessuno. E poco importa se la GeVi ha cominciato prima, tastando le acque della massima serie già nel gironcino di Supercoppa, e se Milano, molto più indietro rispetto allo schiacciasassi del settembre 2020, deve ancora smaltire le scorie della sconfitta di quattro giorni fa nella finale di Supercoppa a Bologna e bilanciare nuovi equilibri molto fragili.

Melli e Mitoglou con due tonanti schiacciate

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L'Olimpia cambia ancora pelle rispetto alla quattro-giorni di Casalecchio. Out Kyle Hines e Sergio Rodriguez, messi già in ghiaccio in vista del debutto di giovedì in Eurolega contro il CSKA Mosca. Dentro Kaleb Tarczewski (benino, 6 punti+4 rimbalzi dalla panchina) e Jerian Grant (meno bene, sia come regista che come terminale offensivo). Le certezze arrivano dal vissuto della scorsa stagione e da quanto emerso negli sprazzi più positivi di Supercoppa. Shavon Shields (13 in 23') è sempre una garanzia. Anche nelle situazioni, ancora molto frequenti, in cui viene sovra-utilizzato per la mancanza di una spalla di qualità sul perimetro come era Kevin Punter. Ma anche Gigi Datome (13) è in grande crescita. Molto più vispo, pimpante e nel vivo del gioco rispetto a quella versione opaca e acciaccata vista ciondolare senza impatto sul parquet dell'Unipol Arena.
Il gioco e la forza interna restano ancora le variabili più interessanti del nuovo volto biancorosso di questo inizio stagionale. Dinos Mitoglou (10+10 rimbalzi) è da subito faro offensivo, appoggio poliedrico vicino a canestro. Nicolò Melli (10+5) colpisce a modo suo, silenziosamente, infilandosi nelle pieghe della partita e reggendo la maggior forza dell'Olimpia vicino a canestro, lì dove la squadra di Messina costruisce e sfrutta i vantaggi più grossi per limare le percentuali al tiro più scadenti degli avversari (anche 47-36 a rimbalzo, con 18 offensivi).
Da rivalutare tutto il resto. A partire dalla regia, dove Malcolm Delaney, nervoso, e Jerian Grant, ancora spaesato, sembrano invocare l'aiuto dell'assente Sergio Rodriguez. Passando per Davon Hall, super-difensore e collante ma ancora da inserire nel sistema offensivo, e per il reparto italiani, con le serate complesse di Riccardo Moraschini e DavideAlviti e lo striminzito cameo finale di Paul Biligha. Meglio Pippo Ricci (3+9 rimbalzi), già settato su un piano di difesa, fisicità, presenza e agonismo sviluppato nelle due stagioni trascorse a Bologna.

Giro di valzer, canestro e tuffo per Shavon Shields

Alla neopromossa GeVi, invece, non si chiedeva di vincere una partita fuori categoria e fuori portata. Ma di tenere il campo in maniera gagliarda. E così è stato. Bene a cavallo dei due quarti iniziali, e altrettanto bene nel periodo finale, quando le energie nervose si tramutano in segnali positivi per lanciare l'agguato di rincorsa all'avversario. Milano, con la testa già staccata, non segna per oltre 4 minuti, vedendo il grasso +19 assottigliarsi sempre più. E allora, è necessario il ritorno in campo dei titolari, e una sfuriata dei grandi veterani (Datome, Melli e Mitoglu in serie) unita a una mini-serie di difese d'antologia, per ristabilire il gap e rendere meno sofferente il rettilineo d'arrivo.
Napoli è sicuramente corta, inesperta e leggera. Ma ha spirito. Perfettamente incarnato in Jordan Parks (17+9 rimbalzi), leader tecnico ed emotivo della serata. Al suo fianco intrigano il grande primo tempo di Pierpaolo Marini (10), partito con una faccia tosta inaspettata per un debuttante assoluto del massimo campionato, e la crescita di Arnas Velicka (12+6 rimbalzi e 4 assist), molto più solido, concreto e sicuro rispetto alle prime uscite ondivaghe in Supercoppa.

Jordan Parks si scatena e schiaccia in contropiede

Sono i grandi vecchi, invece, a tradire. Frank Elegar scompare, stritolato nella morsa fisica biancorossa sotto canestro. 0 punti in 23 minuti anonimi. Mai uno squillo, mai un balzo, mai una giocata di atletismo e grinta delle sue. Ma la situazione più grave tocca Jason Rich. Certo, al rientro dopo venti giorni di stop, ma ancora tremendamente impalpabile (0 con 0/5 al tiro in 13' dalla panchina). Nei giorni scorsi, coach Pino Sacripanti lo ha già messo sotto la lente d'ingrandimento, riaprendo la possibilità di agire sul mercato. Non un bel segnale dal giocatore scelto per essere leader tecnico e di spogliatoio nel grande salto verso la Serie A.

Giro di valzer, canestro e tuffo per Shavon Shields

GeVi Napoli-AX Armani Exchange Milano 63-73

  • Napoli: Mayo 10, Marini 10, Parks 17, McDuffie 9, Elegar; Zerini 1, Velicka 12, Uglietti 4, Lombardi, Rich. N.e.: Cannavina, Matera. All.: Sacripanti.
  • Milano: Delaney 8, Shields 13, Datome 13, Melli 10, Mitoglou 10; Grant 3, Tarczewski 6, Ricci 3, Biligha, Moraschini, Hall 7, Alviti. All.: Messina.

Highlights: Napoli-Olimpia Milano 63-73

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