88, 91, 87. Sono i punti realizzati da Milano nelle tre gare di semifinale contro Sassari. Nel corso dei playoff, la produzione offensiva dell'Olimpia si è settata su nuovi standard, con una costanza quasi metodica nel ruotare attorno a quota 90. Il trend si è aperto nella serie dei quarti di finale contro Reggio Emilia, vinta con 90.3 di media grazie al doppio 91 nelle prime due partite seguito dagli 89 per chiudere i conti in tre gare.

Dalla miglior difesa al miglior attacco della Serie A

Nonostante un lungo periodo in testa alla classifica, Milano non è mai stata l'attacco migliore del campionato. Lo scettro è sempre stato saldamente in mano alla Virtus, regina dei punti realizzati con 88.9 a partita. Davanti all'Olimpia, quinta con 82.2 in regular-season, si infilavano Sassari, Brescia e Varese. La stagnazione offensiva, più evidente nelle partite di Eurolega, dove si alza il livello fisico, difensivo e qualitativo degli avversari, è stato un limite costante per Milano, quartultimo attacco d'Europa con una media stentata di 74.0 a gara. I problemi di costruzione e di fluidità, costati diverse sconfitte in entrambe le competizioni dopo il trionfo in Coppa Italia, quando infortuni e stanchezza hanno cominciato a far sentire il loro effetto deleterio, non si sono ripresentati nel percorso netto da 6-0 con cui l'Armani ha raggiunto la finale. Anzi, Milano è il miglior attacco dei playoff (89.5) in una stranissima inversione delle parti con Bologna, calata a 78.7 e capace di regolare sia Pesaro che Tortona con sprazzi importanti nella metacampo difensiva.
Serie A
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Sergio Rodriguez leader assoluto: Milano ora gioca il suo basket

Cosa è cambiato? In questo momento, con Malcolm Delaney ai box, l'Olimpia è diventata a tutti gli effetti la squadra di Sergio Rodriguez. I cambi di ritmo con cui il Chacho ha spesso rinvigorito l'attacco biancorosso uscendo dalla panchina nel corso della stagione martellano ora sin dalla palla a due. Eccezion fatta per la partita di Sassari, Milano ha sempre vissuto ottimi approcci, con primi quarti molto produttivi e chiusi in vantaggio. È successo, in particolare, nelle prime due gare con Reggio Emilia (24 e 27 punti), e in maniera ancora più marcata in gara-1 con la Dinamo, timbrata da un exploit da 32 nei primi dieci minuti.
Indirizzare la partita è un game-plan relativamente atipico per l'Armani, spesso tendente a giocare una pallacanestro conservativa, di gestione, per uscire poi sulla distanza sfruttando la forza della difesa, la profondità della panchina, la qualità del suo core. Più che aggredire, Milano ha spesso giocato d'attesa, colpendo sul lungo periodo e infilandosi nel flow naturale della gara, con tratti dominati nella propria metacampo. Ora gioca a un ritmo alto, molto distante da quello visto per larga parte dell'anno, rallentato in maniera forzata, dettato da necessità di risparmio energetico e di gestione dei possessi. Usando un paragone comprensibile a tutti, in questo momento gioca più da squadra di Gianmarco Pozzecco, e meno di Ettore Messina.

Sergio Rodriguez in azione tra Bryant Crawford e Filippo Baldi Rossi in gara-1 dei quarti di finale playoff tra AX Armani Exchange Milano e UnaHotels Reggio Emilia

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Stabilità nell'assetto e nelle rotazioni = fiducia del secondo quintetto

Ma il solo Rodriguez nelle vesti di nuovo leader non è sufficiente per spiegare la trasformazione. L'altro grande fattore determinante è l'assetto costante della squadra. Fallito l'esperimento Troy Daniels in gara-1 contro Reggio Emilia, coach Messina ha sempre mantenuto la stessa rotazione, caratteristica molto inusuale all'interno di una stagione in cui Milano si è spesso sfilacciata in diverse forme tra Eurolega e campionato. La stabilità sta dando certezze e sicurezze anche al secondo quintetto, sempre molto performante anche con i giocatori local. Pippo Ricci e Paul Biligha appaiono rivitalizzati, mentre Tommaso Baldasso sta toccando livelli impensabili per un giocatore arrivato come rimpiazzo in corso d'opera. Ora, dopo tanto tempo, l'Olimpia ha a disposizione un playmaker italiano giovane, futuribile, con personalità, tiratore e realizzatore. Caratteristiche che Andrea Cinciarini, nonostante una stagione spaziale con Reggio Emilia, non forniva negli ultimi due anni.

Tommaso Baldasso letale contro Sassari: 17 punti, season-high

Mente sgombra e gambe fresche senza Eurolega

Ma anche la chiusura della stagione europea ha contribuito alla rinascita. L'Eurolega, pensiero fisso di società e squadra, ha lasciato la mente libera di concentrarsi sull'unico, ultimo obiettivo. Senza il peso del doppio impegno, con viaggi, allenamenti ridotti e sfide durissime contro avversarie di altissima qualità, anche i grandi veterani hanno la possibilità di gestire al meglio le energie fisiche e mentali. Rodriguez, Hines, Datome, Melli. Tutti stanno giocando a un livello ottimale, pienamente recuperati da acciacchi e infortuni. E capaci di esprimere, nonostante la carta d'identità, un basket ancora frizzante e vincente.

Highlights Gara-3: Sassari-Milano 69-87

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